Il rinnovo di Blindspot per la quinta e già annunciata ultima stagione è stato probabilmente tra i più inaspettati di quest’anno, considerati gli ascolti in costante calo ed il fatto che la serie ha avuto un lungo ed inaspettato hiatus proprio durante il periodo degli sweep, che quest’anno è andato dal 25 aprile al 22 maggio, e che segna uno dei momenti più nevralgici per il destino di una serie televisiva. Ma a detta del suo creatore Martin Gero, la NBC ha sempre dato grande fiducia e supporto allo show che, a quanto sembra, è sempre stata concepita per durare appunto 5 stagioni, con l’ultimo anno che avrebbe visto l’intero Team in fuga nel tentativo di riabilitare il proprio nome.

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Sebbene sulla carta l’idea di vedere il prossimo anno i protagonisti della serie in un setting completamente diverso da quello in cui si sono mossi per tanti anni sia sicuramente interessante, dobbiamo ammettere di essere piuttosto perplessi da come si sia arrivati all’esplosiva (letteralmente) conclusione del finale di stagione, con alcune scelte autoriali che ci sono apparse così tirate per i capelli e poco credibili, da rasentare il ridicolo. Partendo dalla premessa che Blindspot non è mai stata una serie particolarmente attendibile dal punto di vista del realismo, in questa quarta stagione gli autori sembrano essersi lasciati particolarmente andare, soprattutto per quanto concerne la storyline di Madeline Burke (Mary Elizabeth Mastrantonio) e del suo diabolico piano, che ha portato Jane, Weller, Zapata, Reade, Patterson ed infine Rich Dotcom a diventare dei ricercati su scala mondiale.

Il nuovo nemico della seconda metà della quarta stagione, dopo che nella prima parte la serie si era occupata del recupero di Jane, tornata per un certo periodo ad essere la terrorista che voleva smantellare l’ordine costituito del paese, è stato appunto il personaggio di Madeline Burke, per incastrare la quale Zapata è stata a lungo sotto copertura come agente della CIA, all’insaputa di tutti e grazie alla quale si è giunti al suo arresto.

Con il suo braccio armato rappresentato dal fidatissimo Dominic, che si è avvalso dell’aiuto di una vecchia conoscenza del team, la hacker Kathy Gustafson, nel finale di stagione viene finalmente rivelato come il piano di Madeline fosse quello di usare un virus per mettere fuori uso l’intera rete elettrica della costa orientale del paese, mettendo i suoi nemici nella condizione di lasciare New York per dare la caccia al colpevole e presentare in loro assenza e tramite il suo avvocato tutta una serie di (false) prove atte a dimostrare come lei sia stata incastrata e che i veri traditori siano in realtà gli agenti dell’FBI che le hanno dato la caccia e l’hanno fatta arrestare.
La motivazione di tutto questo astio nei confronti dell’agenzia federale, a detta della stessa Madeline, nascerebbe dal suo odio per J. Edgar Hoover, a causa del quale suo padre, dopo un misterioso incontro con l’allora fondatore dell’FBI, cadde in depressione e si tolse la vita per motivi non ben precisati. Al di là di questa spiegazione piuttosto discutibile, se non addirittura pigra, dal punto di vista narrativo, la cosa più assurda di questa puntata accade poco dopo. In assenza di tutti i membri del team, impossibilitati quindi a difendersi o controbattere alle accuse che gli sono rivolte, ad una persona che fino a cinque minuti prima era considerata letteralmente un pericolo pubblico, viene assegnato senza alcun senso logico un incarico in seno all’FBI che le permette di portare a compimento il suo micidiale piano con l’uccisione di un intero team di agenti federali, senza che le prova da lei presentate siano verificate o gli accusati siano sottoposti ad un regolare ed imparziale  processo, il tutto autorizzando un attacco con un drone su un territorio straniero.

Ma facciamo un piccolo passo indietro: mentre il team corre contro il tempo per cercare di impedire che Dominic metta in atto il Progetto Helios, le tensioni tra i suoi membri sale a livelli di guardia. Reade, ancora ferito dal fatto che Zapata abbia accettato di andare sotto copertura per la CIA senza dirgli nulla e dopo aver scoperto come Weller gli abbia mentito sulla vera natura di Weitz per proteggere Jane ed evitare che il nuovo Direttore dell’FBI la esponesse come ex membro di un gruppo di terroristi, dice chiaramente di non fidarsi più di nessuno di loro, costringendoli per la prima volta a giocare a carte scoperte ed ammettere di aver accettato negli anni compromessi non del tutto degni di un agente dell’FBI per proteggersi a vicenda. Mentre tutti si accapigliano accusandosi l’uno con l’altra su un aereo in volo verso l’Islanda, affrontando una delle peggiori crisi tra le molte che abbiamo visto superare ai protagonisti dello show, a New York Madeline comincia ad esporre la sua rete di bugie, supportata dall’aiuto occulto di Lucas Nash, il direttore della CIA, coinvolto anche lui nelle sue macchinazioni.
Avvertiti da Rich, rimasto a New York, del fatto che sono tutti considerati dei traditori e che saranno arrestati all’atterraggio, il gruppo è costretto a far buon viso a cattiva sorte e mettere fine alla faida per portare comunque a termine la missione e riuscire magari nel contempo a scagionarsi.
Dopo essere riusciti a ripristinare la rete elettrica ed aver lasciato al buio nel tentativo anche Parigi e Londra per un breve periodo, i membri del team si nascondono in un rifugio messo loro a disposizione da uno dei contatti di Rich nel paese e pur sapendo di essere nei guai a causa di Madeline, che è riuscita ormai a farli apparire come dei terroristi internazionali, si rendono conto di essere al sicuro sono quando si fidano l’uno dell’altra e decidono così di seppellire definitivamente l’ascia di guerra.
Nell’ultima scena dell’episodio, Jane esce dal rifugio per fare il primo turno di guardia, quando un minaccioso sibilo la costringe ad alzare gli occhi al cielo pochi secondi prima che una terribile esplosione, ordinata da Nash con l’autorizzazione del Presidente, faccia saltare in aria il nascondiglio con dentro Weller, Zapata, Reade e Patterson lasciandoli tutti presumibilmente morti.

Nonostante l’indiscussa efficacia del cliffhanger, concretizzata dalla successiva conferma dello showrunner che non tutti gli occupanti del rifugio sono sopravvissuti, e anche se alcuni momenti in The Gang Gets Gone sono stati fonte di notevole intrattenimento, come la scena in cui il team si paracaduta dall’aereo per atterrare a pochi passi da un ghiacciaio islandese, troppi passaggi logici di questo finale risultano insensati, facendo prevalere un generale senso di perplessità sul divertimento e lasciandoci con la sensazione che difficilmente la serie potrà recuperare la credibilità perduta.

La quarta stagione di Blindspot va in onda negli Stati Uniti sulla NBC, mentre in Italia va in onda ogni lunedì su Premium Crime.