Una delle caratteristiche salienti di Swamp Thing è indubbiamente l’orrore che riesce ad ispirare agli spettatori e anche questo quarto episodio, intitolato Darkness on the Edge of Town, ha il pregio di saper bilanciare il puro splatter, con la riuscitissima scena di Todd che cerca di auto mutilarsi un braccio in preda ad una visione dopo essersi ferito con i resti di un cadavere trovato nella palude, ed il più classico degli horror psicologici, con alcuni dei cittadini di Marais che vengono contagiati dalla misteriosa malattia contratta da Todd che li costringe ad affrontare i loro peggiori incubi e che ci aiuta peraltro a conoscere meglio alcuni importanti personaggi.

Dello sceriffo Lucilia Cable (Jennifer Beals) apprendiamo per esempio che è terrorizzata all’idea che al figlio Matt (Henderson Wade) possa accadere qualcosa nell’esercizio delle sue funzioni, mentre questa contenuta epidemia ci permetterà di fare un breve viaggio nella storia di origine di Abby, che confesserà ad Alec, alias Swamp Thing, di aver rivissuto un incubo di quando era piccola, prima che sua madre morisse, in cui si vedeva strappata a lei da un mostro senza volto, il che è interessante, se si considera che è una paura che in un certo senso la protagonista della serie ha già visto realizzata con la perdita dei genitori strappati a lei dalla morte. Il fatto che poi Abby si rivolga ad Alec per ricevere protezione da ciò che le sta accadendo dimostra come il rapporto tra i due, nonostante il loro breve incontro prima che il biologo fosse trasformato in un mostro, abbia segnato profondamente entrambi. A questo proposito gli autori ci stanno accompagnando in un’evoluzione del rapporto tra i due protagonisti a combustione lenta, qualcosa che probabilmente, alla fine della stagione, finirà per trasformarsi in un problema, considerata la prematura cancellazione dello show.
E’ legittimo domandarsi infatti se la storia sarebbe progredita con lo stesso ritmo se Swamp Thing fosse stata concepita originariamente come una miniserie in 10 episodi e la risposta è piuttosto evidente, se giunti al quarto episodio la relazione tra i protagonisti è a questo stadio, è plausibile pensare che il finale della serie potrà lasciare qualcuno piuttosto scontento.

Parte del problema, pur rendendoci chiaramente conto del fatto che gli autori non potevano leggere nel futuro ed indovinare il triste epilogo dello show, è anche la tendenza a impiegare prezioso tempo nello sviluppo di sub-plot che al momento risultano piuttosto oscuri e non stanno facendo progredire la trama orizzontale della stagione, come per esempio il ruolo di Madame Xanadu e Daniel Cassidy, le cui intenzioni ed il cui ruolo, a soli 6 episodi dalla fine dello show, sono tutt’ora oscure.

I fiori all’occhiello della serie restano quindi sicuramente le sporadiche apparizioni di Swamp Thing e lo sviluppo del personaggio di Avery Sunderland (Will Patton).
Per quanto concerne il primo continuiamo ad apprezzare in maniera particolare la scelta dei produttori (proprio come per Robotman in Doom Patrol) di non affidarsi al CGI per la creazione del mostro, ma al caro vecchio trucco prostetico, che a nostro avviso fa la differenza, permettendo a Derek Mears, l’uomo che si cela dietro alla maschera, di dare al personaggio quel perfetto tocco di umana disperazione che lo rende così umano e affascinante e che permette anche al pubblico di relazionarsi con la sua disperazione per la trasformazione subita, nonché con la sua paura di perdere se stesso. Il fatto che Abby sembri l’unica che gli rende possibile non vedere annullato completamente il suo lato umano, è ciò che di fatto rende la loro connessione tanto forte, aiutata dall’intenzione di lei di trovare una cura per Alec.

In quanto ad Avery Sunderland, che avevamo lasciato nello scorso episodio in una situazione difficile, dopo che la moglie aveva deciso di tagliargli i fondi in seguito alla scoperta della sua relazione con lo sceriffo, l’uomo recupera senza troppi scrupoli terreno, riuscendo a manipolare la moglie comprando dallo scapestrato zio l’affidamento della piccola Susie Coyle (Elle Graham) con lo scopo di distrarre Maria dai suoi problemi coniugali regalandole ciò che rimpiange da una vita, una figlia, e ritornando così a potersi occupare dei suoi traffici.
Come per Abby, Darkness on the Edge of Town, ci permette di spiare per breve tempo nel passato dell’affarista che, poco prima di disfarsi del cadavere dell’uomo che ha ucciso nella scorsa puntata, ricorda il proprio padre che lo incoraggiava, ancora bambino, ad uccidere un coccodrillo in uno dei più classici espedienti letterari del “poni fine ad una vita per diventare un uomo“. L’aver deluso suo padre in quell’occasione, non trovando il coraggio di eseguire il suo ordine, è evidentemente qualcosa che Avery ancora rimpiange, tanto che in un altro momento dell’episodio racconterà come il genitore sia deceduto prematuramente, prima di vederlo diventare un uomo, in questo caso, capace appunto di uccidere a sangue freddo un altro essere umano senza troppi problemi

La prima stagione di Swamp Thing va in onda ogni venerdì su DC Universe, la piattaforma di video-on-demand della DC Comics, mentre la serie è ancora inedita in Italia.