Ormai in rotta di collisione, tutte le storyline della sesta stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. si preparano a incontrarsi. Le vedremo finalmente insieme, con le risposte che attendiamo, nel doppio episodio Collision Course. Qui la narrazione ancora una volta dà il giusto spazio a tutti i personaggi della storia, sia quelli nello spazio che quelli sulla Terra, mentre le distanze si rimpiccioliscono fino ad annullarsi. Scopriamo quindi qualcosa di più sulla missione di Sarge, che come al solito fornisce informazioni con il contagocce, e cerchiamo di capire di chi ci si può fidare.

Non è semplice. Sarge rimane sempre sulla difensiva, e non cede di un passo rispetto alle richieste di chiarimenti da parte di May e degli altri. D’altra parte, Mack gli ha dovuto concedere ampie libertà dopo l’aiuto ricevuto l’ultima volta contro gli Shrike, e Sarge è ben deciso ad approfittare di quei margini. È l’odio a muoverlo, come dichiara, e non certo l’amore o qualche altro ideale non meglio definito. E questo diventerà chiaro nel momento in cui scopriamo fino a che punto è disposto a spingersi pur di distruggere la sua nemesi, la Bestia. Gli Shrike hanno dato inizio alla fase finale dell’invasione silenziosa della Terra, quella che porterà alla distruzione del pianeta, e il gruppo deve dirigersi sul posto per fermarli.

Nello spazio, intanto, Fitz e Simmons dimostrano di non aver ancora completamente risolto i loro problemi personali anche dopo il lungo confronto di Inescapable. Ma non c’è tempo per confrontarsi, non ora che Izel li sta riportando sulla Terra. L’universo è decisamente piccolo in Agents of SHIELD, ed è così che scopriamo che proprio Izel è la minaccia che Sarge e i suoi stanno cercando di fermare. La narrazione schiaccia tutte le considerazioni personali e i dubbi che ancora muovono i personaggi su una storia che accelera visibilmente. La torre degli Shrike esercita una grande forza attrattiva, e c’è questa bella idea di corsa contro il tempo, da un lato e dall’altro, e di inevitabilità dello scontro.

Collision Course non concede molto allora all’approfondimento dei personaggi, se non qualche battuta in più che serve a distinguere i compagni di Sarge. Le battute migliori toccano però a Sarge, che recupera inevitabilmente anche ai nostri occhi qualcosa della prontezza del Coulson che fu. Ma è solo l’illusione di un momento, per noi come per May, nel momento in cui capiamo che il personaggio è disposto a sacrificare chiunque per poter vincere. In uno scenario da Speed che si chiude su un bel cliffhanger, il furgone dove si trovano May e Daisy, lo Zephyr di Mack, l’astronave di Izel convergono tutti verso un punto decisivo. Non è ancora il climax della stagione, ma è un momento fondamentale.

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