Altro giro, altra corsa sull’ottovolante che è la seconda stagione di Big Little Lies. Ci prepariamo al gran finale con gli ultimi due episodi (in assoluto?) ora che raggiungiamo la vetta di queste montagne russe e possiamo ammirare con calma le macerie tutte intorno. Dal tormento emotivo più serio al melodramma più camp, tutte le protagoniste si ritrovano a fare i conti con la precaria situazione nelle proprie vite. L’omicidio “collettivo” di Perry e della sua memoria ricadono come una colpa che tuttavia viene quasi espiata in altri modi, per altre perdite. Come se esistesse una giustizia divina che in qualche modo deve arrivare per punire questi personaggi: non ci sentiamo di biasimarla.

Se ci fosse un qualunque tentativo di elaborazione o di quel che accaduto, o di tutto il resto, allora potremmo entrare in punta di piedi nelle vite delle protagoniste. Osservarne i difetti, capirne le antipatie, apprezzarle per le persone disastrate e immature che sono. Ma, cinque episodi alle spalle, due ancora da macinare, quel che manca è proprio la voglia di migliorarsi, o anche solo si rimanere fedeli a se stesse ma con sincerità. Madeline, Celeste, Bonnie, Renata sono entrate in una spirale di autogiustificazioni e risentimenti a tutto tondo. Lo fanno soprattutto qui, nell’episodio intitolato Kill Me – Uccidimi, riassunto sparigliato di momenti che abbiamo già visto.

Madeline giustifica la propria indole e con il solito arzigogolo di parole riesce a dribblare il discorso del tradimento di fronte a Ed. Adam Scott è costretto suo malgrado nel ruolo di marito ferito e risentito, forse sul punto di vendicarsi, ma non troppo credibile in nessuno di questi frangenti. Eppure una cosa corretta la dice, parlando con Nathan: non è costretto a farsi piacere qualcuno, né a fornire un motivo per la propria antipatia. È un raro momento di sincerità umana in una stagione che non conosce filtri tra la falsità dei rapporti e l’azione esagerata.

Il vagare di Bonnie la condurrà al capezzale della madre, che le chiede di ucciderla, e che a quanto pare potrebbe avere effettivamente delle facoltà paranormali. Celeste è purtroppo bloccata dopo la morte di Perry: è davvero un peccato che la serie non abbia approfittato della stagione per raccontare l’evoluzione di questo personaggio. Invece dai traumi non si torna mai indietro, non si guarisce mai completamente. Che potrebbe essere una posizione accettabile da raccontare, se non fosse che la serie insiste nel raccontarci Mary Louise come la donna eccentrica, impicciona e quindi cattiva, quando invece episodio dopo episodio ci chiediamo se non abbia ragione. Quantomeno nell’episodio è stata tagliata una scena in cui Madeline le tirava contro un gelato.

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