Sembra citare indirettamente How Soon is Now? degli Smiths David quando dice di meritarsi amore, esattamente come chiunque altro. L’amore, e i sentimenti in generale, sembrerebbero dei sentimenti fuori posto in Legion. Cervellotica e dalla fortissima impronta visiva, la serie di Noah Hawley sembra indifferente al puro impatto emotivo e sentimentale, e pare invece chiedere un’elaborazione fredda e sottile delle singole componenti che la compongono. Se un’emozione arriverà per lo spettatore, lo farà in seguito ad un difficile, ma giustificato, processo di analisi. E quindi come si spiega questo amore, del quale più volte si parla nel corso della puntata?

Chapter 21 è un episodio breve, veloce, in cui in realtà accade poco ai fini dell’intreccio. Se Legion fosse una serie normale, si potrebbe dire che è, dopo la première, la puntata che serve a farci familiarizzare con il nuovo equilibrio della storia. Ma questa non è una serie normale, e l’equilibrio, in qualunque forma lo si intenda, non è un obiettivo che può essere raggiunto. La scrittura allora si prepara a ridefinire tutto ciò che verrà alla luce della nuova variabile introdotta nello scorso episodio: i viaggi Legion nel tempo. Il potere di Switch è una nuova possibilità. Per la storia, che può divertirsi a darci ancora meno punti di riferimento, e per i protagonisti, che possono coltivare l’idea di rimediare ai propri errori.

È il caso di David Haller, e quindi del riferimento alla ricerca dell’amore che dicevamo prima. Syd è la persona che dovrebbe dagli quell’amore. Per David non ci sono dubbi, nel suo schema delle cose così netto e così prestabilito. Ma le terribili azioni che ha compiuto nel finale della scorsa stagione impediscono ai due di riavvicinarsi, e il viaggio nel tempo non potrebbe comunque cancellare quel che è avvenuto, nonostante quello che pensa David. Per il protagonista si tratta sempre di arginare i traumi, i problemi, le crisi e tutto ciò che gli impedisce di vivere una vita serena. Prima con l’illusione, poi con la cancellazione dei ricordi, ora con il viaggio nel tempo.

Ma quel che è avvenuto è avvenuto comunque, sostiene Syd, e nulla potrà cancellarlo. Questo sembra contraddire la spiegazione di Switch, che torna ancora all’immagine del corridoio con le stanze da percorrere, ma è in armonia con il discorso delle emozioni che guidano il viaggio nel tempo che si faceva nello scorso episodio. David tutto questo non lo capisce, non chiede perdono, è rimasto, ancora, un bambino da questo punto di vista. E Syd non si capacita di tutto ciò, come dirà a Farouk in un momento di confronto.

Intanto, lo scontro prosegue. Ma lo fa a modo suo, senza linearità e senza confini, trascinato dalla voglia di stupire e dalla forza dell’immagine che trionfa sull’intreccio. Cary e Kerry uniti nella prigionia, in una scena allo specchio in cui si preparano prima di una danza, e Lenny nei panni perfetti di una Cappellaia Matta che offre droga ed evasione.

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