Che Candy sia la star indiscussa di Never Knew Love Like This Before, quarto episodio della seconda stagione di Pose, è chiaro sin dal prologo in cui il personaggio interpretato da Angelica Ross si scontra ancora una volta con Pray Tell (Billy Porter) in un’animata discussione sul pavimento della ballroom. Star indiscussa lo è e lo rimane benché, prima di metà episodio, si stiano già celebrando i suoi funerali. Candy resta infatti uccisa per mano di un ignoto cliente in un sordido motel, il cadavere rinvenuto nello sgabuzzino da una donna delle pulizie. La comunità si stringe in un lutto intriso di sgomento e di rabbia, a fronte della probabile noncuranza delle forze dell’ordine di fronte al decesso di un membro della società ritenuto “sacrificabile”.

Tuttavia, proprio le esequie della ragazza forniscono l’occasione per una pacificazione che sembrava impossibile in vita: Pray Tell non cede a una facile ipocrisia di circostanza e ribadisce – nel commosso discorso pronunciato durante la cerimonia – come i rapporti tra lui e la defunta non siano mai stati facili. Ma, in definitiva, quale famiglia va sempre e interamente d’accordo? Non tanto sul senso di famiglia, tuttavia, verte il discorso dell’uomo, quanto sul dovere morale di continuare a combattere per ottenere giustizia per Candy e per tutte le altre vittime invisibili perché troppo scure, perché troppo povere, perché troppo diverse.

Ma è poco dopo che Pose compie il grande passo, concedendosi uno dei rari distacchi dalla realtà. In un dialogo immaginario, Pray si trova faccia a faccia proprio con la defunta Candy, che gli elargisce non solo il proprio perdono per tutti gli attacchi subiti nel corso delle serate alla ballroom, ma anche una lucida analisi dei motivi della loro ostilità. Per la prima volta dall’inizio della serie, vediamo Pray a nudo in tutta la sua fragilità: la sua avversione verso Candy non era altro che malcelata invidia per l’indomito coraggio di quest’ultima.

Quello che potremmo ipotizzare sulle prime essere un caso isolato di concessione onirica si rivela essere l’inizio di una piccola catena di momenti in cui i presenti alle esequie si confrontano con Candy e col vuoto che la sua morte lascerà nelle loro esistenze. È qualcosa di familiare a chiunque abbia vissuto un lutto, l’utopica speranza di poter ottenere benedizioni e consigli da parte di chi non c’è più, e Pose lo rende a meraviglia in uno degli episodi più toccanti della sua storia. “Il tempo ci guarirà in un modo che non sarebbe possibile se io fossi ancora viva,” mormora Candy all’amica-nemica Lulu (Hailie Sahar).

A dimostrazione della veridicità di questa frase, persino i genitori di Candy si presentano al funerale e trovano un inaspettato conforto nel ricongiungersi a quella figlia allontanata in virtù della sua natura “altra”. Eppure, nell’estremo momento del commiato, la madre della ragazza si trova a chiederle – o meglio, a chiedersi – perché ci abbia messo tanto a vederla. “Ti rifiutavi di farlo”, risponde la giovane senz’ombra di rancore. Tanto la signora Richardson quanto il marito si sono rivelati sprovvisti degli strumenti per comprendere la propria figlia, ma trovano infine nel dolore della perdita la chiave per una pacifica accettazione, attraverso il nodo indissolubile dell’amore genitoriale.

La conclusione dell’episodio è una struggente celebrazione di Candy come la serie ce l’ha fatta conoscere, amare e talvolta detestare: aspirante regina della scena, viene scortata direttamente dalla camera mortuaria alla ballroom, dove si esibisce in un memorabile lipsync di I never knew love like this before. La forza resiliente di una serie come Pose trova, in una scena simile, la propria punta di diamante, commuovendo con sincerità cristallina e mettendo da parte le lacrime di disperazione per convertirle in un sorriso nostalgico, prodromo di future gioie.

Come ulteriore conferma del valore catartico di questa tragica perdita, arriva l’epilogo in cui Pray Tell confida a Blanca (MJ Rodriguez) di avere deciso di intraprendere la cura sperimentale con l’AZT. La morte di Candy funge da memento – tanto a Pray quanto allo spettatore – di come la vita sia preziosa e non vada sprecata, ma protetta e assaporata anche quando il gusto ci sembra impossibile da mandare giù. Alla vita brindano Pray e Blanca, pillole alla mano, e alla vita dovremmo brindare tutti, ispirati da una puntata praticamente perfetta sotto ogni aspetto.

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