The Price You Pay è in assoluto il primo episodio di Swamp Thing privo di quelle gustose scene horror/splatter a cui la serie ci aveva abituati e, nel complesso, pur non guadagnando da questa perdita, contribuisce a far fare un passo avanti a diversi personaggi in termini narrativi ed a spiegare meglio il rapporto tra Swamp Thing e The Green, già introdotto nelle puntate precedenti dall’arrivo di Phantom Stranger.

Il personaggio, che debuttò nei fumetti nel lontano 1952 in un’antologia di 6 numeri, sulla carta stampata ha interagito da quel momento in poi con diversi eroi dell’universo DC, fino ad incrociare la strada proprio con il protagonista della serie nel 2° volume di Swamp Thing Annual (1985), nel quale – proprio come nella storyline dello show e grazie alla sua onniscenza – aiutò la creatura delle paludi ad accettare la sua nuova natura e la connessione con la natura che lo circonda e che ha contribuito alla sua stessa creazione.
In questo episodio, tuttavia, Phantom Stranger appare anche nei ricordi di Daniel Cassidy, alias Blue Davil (Ian Ziering) in quella che, a nostro avviso, continua ad essere il B-plot più debole della stagione. Nello specifico ci viene infatti mostrato un Dan assetato di fama incontrarsi sul set del film Blue Davil, in cui lavora come stuntman, con quello che lui crede essere un dirigente degli Studios mentre stringe con lui un patto per rimanere a Marais in attesa dell’arrivo di una misterioso donna (presumibilmente Abby) in cambio di un ruolo molto importante in una futura pellicola. Nel momento in cui i due si stringono la mano, è evidente che che Dan è caduto a sua insaputa in una trappola o è stato probabilmente maledetto per qualche ragione che non è stata ancora rivelata, rimanendo bloccato nei confini della città.
Quando poi Jason Woodrue (Kevin Durand), con Dan su un letto di ospedale ed in coma irreversibile per aver difeso Liz (Maria Sten) dall’aggressione degli scagnozzi di Avery, gli inietta a sua insaputa un siero sintetizzato dal campione che Abby gli aveva dato da studiare, ignara del suo coinvolgimento con i traffici di Sunderland, lo stuntman si sveglia improvvisamente, ma con dei terribili effetti collaterali ed il corpo in fiamme, a causa della trasformazione in Blue Davil. Il tutto resta però piuttosto confuso: perché Phantom Stranger lo abbia apparentemente condannato a rimanere a Marais, se sia stato lui a contribuire alla sua trasformazione e se il siero abbia o meno accelerato il processo restano infatti interrogativi tutt’ora aperti.

Per una trama che risulta troppo stagnante, e per un luogo circondato dalla palude il termine risulta particolarmente appropriato, quella che concerne invece Matt Cable, l’uomo che è stato rivelato essere responsabile dell tentato omicidio di Alec commissionato da Sunderland, si fa sempre più interessante, soprattutto quando – spinta dalle circostanze e per evitare che Matt venga aggredito da Swamp Thing per difenderla – Abby finisce per rivelargli la sua vera identità.
L’ufficiale di polizia è comprensibilmente incredulo, ma mano mano che la verità si fa strada nella sua mente, l’unica cosa che lo preoccupa è la possibilità che Swamp ricordi le circostanze dell’incidente che lo ha trasformato e si vendichi.
Alec, tuttavia, non ricorda il suo volto o la sua presenza il giorno dell’esplosione ed è invece concentrato su quanto gli sta succedendo: confidandosi con Abby, le rivelerà infatti di temere l’idea che scavare più a fondo nella sua connessione con The Green gli faccia perdere quanto di umano è rimasto in lui e non gli permetta più di avere un rapporto con lei.
Questo momento di confidenza tra i due, con Abby che lo rassicura sul fatto che non si allontanerà da lui come non si è allontanata fino ad ora nonostante la sua trasformazione, culmina con una scena particolarmente coinvolgente, in cui sul palmo della mano di Swamp cresce e sboccia un fiore che, rilasciando il suo polline, permette alla creatura stessa e ad Abby di vederlo nella sua forma umana, come in risposta ai suoi timori.

Un altro aspetto claudicante dell’episodio, quanto meno rispetto a come era stato approcciato il rapporto teso tra i due all’inizio della stagione, è la relazione tra Abby ed Avery e la reticenza di lei a credere alla possibilità che l’uomo che l’ha accolta in passato come una figlia possa davvero essere malvagio come appare. Nonostante le sue parole di affetto, Sunderland non ha fatto che mostrare tutta la sua pericolosità e non si spiega perché la protagonista si mostri incredula quando la sua amica Liz le racconta dell’aggressione e delle minacce subite da lei e suo padre.
A quattro episodi dalla conclusione, lo scontro tra i due, ci auguriamo, è inevitabile ed Abby è destinata a proprie spese a imparare come non debba fidarsi di nessuno: né di Avery, né di Matt, né di Woodrue.

La prima stagione di Swamp Thing va in onda ogni venerdì su DC Universe, la piattaforma di video-on-demand della DC Comics, mentre la serie è ancora inedita in Italia.