Nell’idea di racconto per come la intende Noah Hawley, anche uno spazio fiabesco non può essere altro che una dimensione dell’inconscio. Nessun escapismo, nessuna fuga dalla realtà qui, solo l’ennesima occasione di riflettere sui propri demoni e paure, stavolta in un’ambientazione del tutto nuova. È il Legion più sperimentale, così indistinguibile in effetti dal Legion normale, ma capace ancora di innovare, sorprendere, emozionare sinceramente ad appena due episodi dalla conclusione del viaggio. La serie di FX si prepara a chiudere la sua storia, ma prima ci conduce per mano in un mondo di fiaba, dove le case di paglia esistono davvero e le persone si sfidano a colpi di battaglie rap.

In un mondo fiabesco che poi è molto più complesso di questa modesta definizione, Melanie e Oliver vivono in pace. Li avevamo visti, nel finale della seconda stagione, a cercare la propria serenità nel piano astrale, lontani dalle lotte e dai conflitti del mondo. Qui arriva, in forma di neonata, Syd, che viene adottata e cresciuta dalla coppia. Il tempo e lo spazio si confondono, scivolano l’uno sull’altro, sospinti in avanti come sempre da necessità emotive più che dalla rigidità dell’intreccio. Qui c’è una storia di formazione che viene raccontata per grandi eventi che ci danno il senso di una vita trascorsa preparandosi al dolore, ai traumi, alla morte.

Melanie e Oliver non nascondono nulla del mondo a Syd. La proteggono, certo, finché è ancora giovane, perché ancora “ha tutto il tempo di invecchiare”, ma al tempo stesso le forniscono gli anticorpi per poter affrontare dolore e tentazioni. Qui in particolare queste sono incarnate da un lupo, Jerome, che si presenta come classica figura della favola dei Tre Porcellini, ma presto scivola anch’egli verso una rappresentazione meno bestiale, ma più carnale e lussuriosa. Allora Cappuccetto Rosso, benché non esplicitamente citato, ritorna nella sua interpretazione di fiaba legata alla sessualità e alla perdita di innocenza. Qualcosa che si lega bene alle terribili esperienze di Syd.

L’opposto di Syd è Cynthia, una ragazza perduta fra droga e incapacità di distinguere la situazione di abusi a cui è sottoposta. Syd non è più quella ragazza, nel suo viaggio per ritornare al mondo c’è maturità, ma c’è anche capacità di comprendere. La sfida più grande per Legion consiste ora però nel convincerci che David meriti quel perdono. Per il resto, questo Chapter 25 è il solito episodio diretto e scritto in stato di grazia. Dove qualunque altra serie si accontenterebbe del livello più superficiale di integrazione fra la lezione da apprendere e il personaggio che per una puntata è in una realtà alternativa, Legion va molto oltre.

CORRELATO A LEGION

Consigliati dalla redazione