Come fosse una scena di Lynch, Charles Xavier osserva in un teatro dalle tende rosse uno spettacolo singolare. È un preludio al futuro che arriverà, in tutti i sensi possibili. Chapter 26, penultimo episodio in assoluto di Legion, è l’ultimo tentativo di David di mutare il corso degli eventi con l’aiuto di Switch. Ancora una volta si tratta di una parentesi sperimentale, anche se meno rispetto alle ultime settimane, che ripete alcuni dei temi della stagione. David e Syd cercano il medesimo obiettivo, ma con mezzi e linguaggi diversi.

Si ritorna quindi a quel passato, flashback ma non troppo, che vede Charles Xavier recarsi in Marocco per incontrare Farouk. È un Farouk già Re delle Ombre, a capo di una corte di bambini muti, che lo venerano perché non possono fare altro. Farouk è già un parassita delle loro vite, ma è anche un personaggio che non ha ancora trascorso una vita all’interno della mente di David, meno fascinoso, più capace di essere sorpreso, cosa che in effetti avverrà. Qui, mentre inizia a giocare con la mente di Xavier, il telepate si ritrova faccia a faccia con suo figlio. Quando si tratta di mettere in scena il caos della mente, Legion è una fucina di idee, e anche qui non si smentisce.

David condivide con suo padre i ricordi del proprio passato, una vita fatta di rabbia, perplessità, gesti incontrollabili. E lo mette in guardia contro Farouk. Ma Xavier sembra già vedere oltre in certi momenti, come quando vede la sofferenza di Switch e il fatto che David sembra non preoccuparsene troppo. I colori caldi che dominano questa storyline fanno da contrappunto ai dialoghi tra Syd e Gabrielle. Syd impiega quanto ha appreso nelle puntate precedenti, soprattutto dopo il confronto con Melanie e Oliver: il passato è accaduto, non c’è nulla che si possa fare. Lo si può solo ricoprire d’amore.

Mettendo in scena ancora una volta le diverse anime che compongono la mente di David, Legion si prepara alla conclusione della sua storia con un’ennesima presa di posizione sui conflitti in gioco. Chapter 26 è un episodio più normalizzato, forse necessario prima di tuffarci negli ultimi eventi della storia. Non è un episodio inutile, ma frena la corsa sperimentale delle ultime puntate – ed è comunque dir tanto, considerato che questo episodio è comunque più bizzarro di molte cose oggi in tv – ed è solo una grande fotografia dell’equilibrio pre-finale.

Ad emergere visivamente sono sempre i demoni del tempo, davvero terrificanti, soprattutto in un momento in cui uno di loro si avvicina alla culla di David annullando tutto il resto. La terza stagione di Legion si conferma la più introspettiva della serie. Il viaggio emotivo senza dubbio percorre canali che non siamo soliti vedere nel linguaggio televisivo: forse è più freddo, forse è più distaccato, ma impossibile da non ammirare.

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