Quale miglior cornice della sala da ballo per il finale della seconda stagione di Pose? Come già esemplificato dalla conclusione del precedente arco di episodi lo scorso anno, la serie FX sigilla il proprio percorso narrativo laddove tutti i protagonisti convergono, uniti dalla medesima passione e dal senso di appartenenza a una comunità divenuta, col tempo, famiglia. Sia chiaro, anche all’interno di quel mondo ci sono gerarchie e un intero spettro di esperienze vissute. Alcune di queste differenze sono al centro di In My Heels: si pensi alla discussione tra Elektra (Dominique Jackson), Angel (Indya Moore), Lulu (Hailie Sahar) e Pray Tell (Billy Porter) sullo strapotere degli uomini cis nella ballroom. Si tratta, ai loro occhi, di essere ancora una volta giudicate dallo sguardo degli uomini; uomini che, seppur parte della comunità lgbt, non hanno idea della pressione imposta dalla società sul mondo femminile.

Pray Tell porta il problema all’attenzione del consiglio, e il risultato è una nuova competizione per il ballo finale, che vede le donne in veste di giudici e gli uomini che tentano letteralmente di vestire i loro panni. Non si tratta di ridurre il tutto a una grottesca mascherata, ma piuttosto di indagare sulla componente femminile presente in ciascun essere umano e spesso frustrata o soffocata, nonché di innescare una profonda riflessione sulle difficoltà pratiche e non che ogni donna si trova a dover affrontare nel confrontarsi con le aspettative del mondo.

In My Heels celebra i punti di forza dei protagonisti e trova barlumi di speranza anche nell’oscurità. Inizia, è vero, con un ricovero drammatico per Blanca (MJ Rodriguez), ma Pose gestisce questo delicato momento con estrema sensibilità, senza spingere il pedale su una ricattatoria pateticità. Blanca è una madre fiera e stimolante, anche quando si trova faccia a faccia con la morte. Nessuna sorpresa, dunque, che la sua rivalsa sia fulgida ed esplosiva come un fuoco d’artificio: dall’emozionante lip-sync sulle note dell’inno nazionale americano nella versione di Whitney Houston, all’adozione di due nuovi pargoli nella sua famiglia. Questa stagione ha testato i personaggi, spingendoli continuamente in nuove direzioni, ma questo finale dimostra come ci siano ancora molte altre storie da raccontare, così come tanti bambini che hanno bisogno di questa comunità per sopravvivere.

Anche Angel vive una rapida storia di caduta e ripresa: dopo che le voci sulla sua sessualità hanno iniziato a diffondersi, si ritrova a un punto morto della propria carriera. Parallelamente, Lil Papi (Angel Bismark Curiel) lancia la sua società di management, determinato a seguire Angel e altre ragazze della sala da ballo. I modi in cui le relazioni romantiche e professionali dei due ragazzi si sono sviluppate in tandem in questa stagione è avvincente e getta nuova luce su entrambi i personaggi. Angel è forte, ma è sicuramente abbattuta dal fatto che basti un’indiscrezione per mettere fine, ai suoi occhi, a ogni possibilità di proseguire il percorso come modella. Ma Lil Papi accorre a sostenerla, e non si può evitare di fare il tifo per un amore così schietto, puro e volto al reciproco aiuto.

Merita inoltre uno speciale encomio la gestione del personaggio della signora Ford (Trudie Styler), divenuta un vero mentore mentore per Angel. Il mentorato è, d’altra parte, uno dei temi principali della serie, tema che s’intreccia spesso con le relazioni familiari: Blanca è infatti un mentore e una madre per i suoi figli, Damon (Ryan Jamaal Swain) ha la sua insegnante di danza, Angel ha la signora Ford. Pray Tell, dal canto suo, è sia mentore che fidanzato per Ricky (Dyllón Burnside), sebbene sia diventato chiaro – nel corso di quest’ultimo episodio – come anche il veterano della sala da ballo abbia parecchio da imparare dal suo giovane compagno.

Sebbene Ricky e Pray Tell siano protagonisti di alcuni momenti toccanti in questo episodio, Angel e Lil Papi si confermano la storyline romantica centrale di questa stagione. Non solo aprono un’attività insieme e ottengono un lavoro su un importante spot all’estero, ma si rivolgono anche una simultanea proposta di matrimonio. È, il loro, un amore dolce e frizzante, nonché estremamente credibile nella raffinata descrizione dei suoi alti e bassi. Guardare questi due personaggi crescere insieme ha garantito una linfa inedita a Pose, iniettando freschezza nella trama e dando vita ad alcune scene d’amore assolutamente meravigliose.

In questo folgorante finale pregno di balsamico ottimismo, l’amore viene celebrato in tutte le sue forme: che sia tra madri e figli, tra giudici e concorrenti, tra amici e amanti, esso riluce sotto i riflettori della sala da ballo, culminando nel commovente discorso di ringraziamento in cui Elektra dichiara il suo orgoglio materno nei confronti di Blanca, dedicandole il premio di Mother of the Year. Tra tutta l’oscurità, il dolore e le battaglie che Pose ci ha raccontato, ciò che prevale è ancora una volta l’amore, immerso in un’aura di autentica gioia che rincuora e sorprende di continuo.

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