Più la quarta stagione di Preacher tende alla semplicità, più appare confusa. Non tanto nell’intreccio, che anzi sta raccogliendo poco a poco tutti i personaggi in un pugno di storie destinate a incrociarsi. Piuttosto nella costruzione dell’intreccio stagionale, che ancora una volta ripete certe situazioni, blocca alcuni personaggi, ne muove confusamente altri. Search and Rescue, forse, finalmente, chiude una prima fase stagionale, proiettando il trio di protagonisti su nuove strade.

La parentesi alla base del Grail è durata troppo. Perso il conto delle torture ai genitali del povero Cassidy, è difficile anche raccapezzarsi sulle fughe del personaggio dalla prigione. L’episodio ne butta dentro un altro paio, la seconda delle quali definitiva. Cassidy si vendica del suo torturatore, senza perdere il suo personale stile, e riesce a coinvolgere nella fuga anche l’angelo imprigionato insieme a lui, quasi un letterale deus ex machina buono per scappare.

Il Grail intanto non potrebbe essere meno pietoso e ridicolo di così. Come da materiale originale, c’è su tutto la parodia e la satira, compreso l’accanimento sul corpo dell’ormai Allfather Starr, che qui verrà umiliato ancora. Ma i nostri protagonisti sono davvero troppo intoccabili e invincibili. Soprattutto c’è la sensazione di personaggi mai davvero messi alla prova con loro stessi, forse per eccesso di amore da parte della scrittura che li coccola troppo. È il caso della sempre perfetta Tulip, che qui incontrerà addirittura Gesù, ansioso di incontrare il proprio discendente. Tra tutte le figure dissacrate dallo show, in realtà Gesù ne esce abbastanza bene: un po’ arrendevole e distaccato forse, ma ben più dignitoso rispetto a Dio, che qui vedremo ridere di gusto in compagnia di Starr.

Altra parentesi chiusa e inutile per Jesse, che qui se la passa insieme ad un malcapitato pilota d’aereo su un gommone in mezzo al mare. Tortura divina? Prova personale? Un insieme delle due cose, e non sarebbe nemmeno così male, se solo ci fosse una storia o un conflitto più forte dietro tutto. Invece, così com’è, Preacher galleggia in attesa di qualcosa, come il suo protagonista bloccato nell’oceano. Quel qualcosa dovrebbe essere il Santo degli Assassini, che decide di rompere gli indugi e di prendere una scorciatoia fino al proprio obiettivo.

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