In uno dei momenti più oscuri di quel capolavoro della storia della televisione che è stato Breaking Bad ed in una scena che ha fatto storia, Walter White (Bryan Cranston) restava inerme ad osservare Jane (Krysten Ritter), la fidanzata di Jesse Pinkman, mentre si soffocava con il suo stesso vomito a causa di un’overdose e moriva. Sebbene in quell’occasione il protagonista dello show non avesse premuto letteralmente il grilletto di un’arma, la sua inazione contribuì a liberarlo di un personaggio divenuto piuttosto scomodo e pericoloso, tanto che in molti indicarono proprio quell’evento come la definitiva consegna dell’anima di Walter White al “lato oscuro“. Guardando la scena più scioccanti dell’episodio Sacrifice di The Handmaid’s Tale, è impossibile non fare un collegamento proprio con quel momento.

Dopo che una Eleanor Lawrence sempre più agitata a causa dei suoi disturbi non più arginati dai farmaci, per ben due volte nel corso dell’episodio – una volta di fronte alle mogli dei comandanti Winslow e Putnam ed un’altra quando viene fermata poco prima che escisse di casa, decisa ad avvisare tutti i genitori dei suoi vicini dell’opportunità di mettere in salvo i propri figli sul cargo che è in procinto di partire – rischia di mettere a repentaglio il piano di June di salvare 52 bambini, la protagonista della serie decide di non aiutarla quando la scopre in fin di vita dopo un overdose di medicine mentre giace sul suo letto, il respiro sempre più affannoso e scegli di ritirarsi nella sua camera lasciandola morire.

Il gesto di per sé già molto preoccupante, perpetrato nei confronti di una donna che non ha controllo sulle sue azioni e che nonostante ciò ha più volte aiutato June, acquista una certa gravità e può sembrare persino superfluo per diverse ragioni: mentre infatti nel caso di Walter White, Jane costituiva una concreta minaccia con i suoi ricatti, in quello di June, Eleanor è da considerarsi un’innocente che viene sacrificata per una causa che la protagonista ritiene ovviamente troppo importante per essere messa a rischio. La morte della moglie del comandante Lawrence, potrebbe inoltre rendere l’uomo molto più pericoloso di quello che June non immagini, considerato come Eleanor fosse per molti versi la voce della sua coscienza e l’unica per la quale valesse la pena, per lui, prendere in considerazione l’idea di fuggire da Gilead ed aiutare la sua Ancella. Se mai il comandante dovesse infatti scoprire che June avrebbe potuto salvare la moglie, ma ha coscientemente deciso di lasciarla morire, le conseguenze potrebbero essere disastrose e lui potrebbe trasformarsi in uno dei nemici più formidabili che lei abbia mai avuto, persino peggiore di Fred Waterford.

Con la morte di Eleanor Lawrence, inoltre, il numero di vittime più o meno innocenti, imputabili direttamente o indirettamente alla protagonista della serie, sale a tre in questa stagione: una Marta, un’Ancella ed ora la moglie di un comandante e sebbene l’intento degli autori sia cristallino, dimostrare cioè come in circostanze eccezionali e dopo anni di abusi, anche una vittima possa trasformarsi a sua volta in carnefice, è difficile vedere la June che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, discendere questa pericolosa china, a prescindere dai motivi che la muovano.

A proposito degli Waterford, come si intuiva già dalla scorsa puntata, in Sacrifice viene confermato come Serena abbia tradito Fred per guadagnarsi il diritto di vedere la piccola Nichole, anche se questo significa dover affrontare Moira e riabbracciare la bambina di fronte ad un’assistente dei servizi sociali e senza potersi identificare come sua madre. Nonostante i loro crimini, la coppia è rinchiusa in quella che sembra più la stanza di un hotel a 5 stelle che una prigione e vedere in particolare Serena prendere tra le braccia la figlia che ha strappato a June, come se consegnare ai canadesi il marito sia sufficiente ad espiare i suoi stessi crimini, è qualcosa che fa decisamente digrignare i denti, soprattutto quando lei stessa gli consiglia pochi minuti prima di non rivelare nulla di Gilead e di ciò che lui sa dopo avergli confessato di averlo tradito. Come Moira sottolinea, Serena Joy è responsabile dei crimini di Gilead quanto il marito e la sola idea che non sia punita di conseguenza risulta inaccettabile, soprattutto considerato che non ha mai mostrato un’autentica traccia di pentimento e che in un modo o nell’altro è sempre riuscita ad ottenere ciò che voleva.

Per quanto l’incontro tra Moira e Serena Joy dia comunque un’oncia di gratificazione per ciò che l’amica di June trova la forza di dirle in faccia mentre le consegna Nichole, quello tra Fred e Luke è invece stranamente deludente: il comandante Waterford coglie infatti l’occasione non solo per provocarlo al punto tale che Luke finirà per colpirlo, ma si prenderà anche la soddisfazione di consegnargli una verità insindacabile, che anche June gli aveva già indirettamente confermato nel messaggio che era riuscita a fargli avere tramite Nick (che sembra per inciso essere sparito nel nulla), e cioè che la donna che conosceva e amava non esiste più e che a cambiarla ha contribuito in gran parte anche Fred stesso.

A Gilead, nel frattempo, con Fred in stato di arresto in Canada ed il comandante Winslow sparito nel nulla, i Figli di Giacobbe tornano a bussare alla porta di Joseph Lawrence, lo stesso al quale poco tempo prima avevano sottratto i molti privilegi, cercando una soluzione all’improvvisa mancanza di leadership e come Lawrence reagirà senza più la moglie accanto da proteggere, anche se al momento sembra voler mantenere la parola data a June, sarà tutto da vedere in vista del finale di stagione della prossima settimana.

La terza stagione di The Handmaid’s Tale va in onda negli Stati Uniti ogni mercoledì su Hulu, mentre in Italia è trasmessa il giorno successivo su TimVision.