Il pilot di Stumptown, serie tratta omonimo fumetto di Greg Rucka, è una riproduzione quasi completamente fedele del fumetto che introduce, in una miniserie composta da 4 numeri pubblicati nel 2009, il personaggio di Dex Parios portato in vita dalla brillante e convincente interpretazione di Cobie Smulders. Se è vero che un solo attore non può fare il successo di una serie, almeno di primo acchito, l’energia della protagonista di questo nuovo show della ABC è sicuramente ciò che può attrarre il pubblico e farlo tornare per un secondo episodio, il che – già di per sé – è da considerarsi come una vittoria.

Stumptown si presenta infatti come una serie interessante sotto diversi aspetti: la protagonista, l’ambientazione e la storia.

In una serie ambientata finalmente non per le strade di Los Angeles, New York o Vancouver, fatte passare per qualcosa che non sono (e la differenza di nota, soprattutto tenendo in considerazione il fumetto in cui la città di Portland è quasi uno dei protagonisti della storia), come accennavamo, la Smulders è sicuramente il centro focale della serie e regge il peso di questo compito con notevole maestria e non solo per le sue abilità recitative, ma anche perché la storia del personaggio che interpreta ha un certo spessore ed è genuinamente interessate. Dex è un’ex militare che vive a Portland con un fratello di nome Ansel (Cole Sibus), affetto dalla sindrome di Down, di cui prendersi cura, soffre evidentemente di un disturbo post traumatico da stress da manuale, ha una difficile storia sentimentale alle spalle – l’uomo di cui era innamorata, Danny, anche lui un militare dislocato in Afghanistan, muore in un attentato lo stesso giorno in cui, contro il parere della famiglia che osteggiava il loro rapporto, decide di chiederla in moglie – ed è sostanzialmente allo sbando. Quando la proprietaria del casinò con cui ha un notevole debito di gioco, Sue Lynn Cardinal (Tantoo Cardinal), madre dell’uomo di cui era innamorata, le chiede di aiutarla con la nipote Nina, sparita da giorni senza lasciare traccia, dopo un iniziale rifiuto, Dex si mette all’opera, più per un senso di responsabilità e per onorare la memoria di Danny, che per volontà di aiutare la donna o saldare il suo debito con lei, come le viene promesso, finendo per trasformarsi così in un’improvvisata investigatrice privata e affrontando il suo primo non ufficiale caso.

Due aspetti dell’episodio pilota sono – a nostro avviso – particolarmente interessanti, il primo è che gli autori non hanno ecceduto ideando un pilot a 3000 watt destinato a non mantenere nel resto della serie le promesse fatte. Forget It Dex, It’s Stumptown è infatti un episodio godibile, ricco d’azione e genuinamente divertente, ma non sopra le righe, il che va decisamente a suo vantaggio e, di conseguenza, questa scelta, ha spostato l’attenzione sulla storia e sul personaggio il cui background  è decisamente interessante. Non solo Dex Parios ha infatti una storia interessante da raccontare, ma reagisce anche in maniera inaspettata, con gli autori che hanno scelto di non concentrarsi tanto sui suoi evidenti traumi, quanto piuttosto sugli sforzi della protagonista per non affrontarli: Dex sembra costantemente una bomba pronta ad esplodere e sarebbe probabilmente destinata all’autodistruzione se suo fratello non la tenesse incollata alla realtà, i suoi tentativi di non pensare al passato e di ignorare il trauma passando da un’umo ad un altro, sono evidentemente allarme, ma lanciato da qualcuno che non è ancora pronto ad essere aiutato. Questo conflitto rende la storia degna di essere raccontata.

Come dicevamo, un solo personaggio, per quanto interessante, non può però fare la fortuna di una serie, i cosiddetti “personaggi di supporto“sono quindi altrettanto importanti ed è qui forse che Stumptown latita. Il il detective Miles Hoffman ed il tenente Cosgrove (rispettivamente Michael Ealy e Camryn Manheim) non hanno sufficiente spazio per mostrare le loro potenzialità e mentre il personaggio di Sue Lynn Cardinal promette bene, rischia anche di diventare forse troppo caricaturale. Ansel avrà sicuramente il compito di fungere da bilancia emotiva per Dex e sarà essenziale per il suo sviluppo, ma quello con maggiore potenziale (per lo più inespresso nel pilot) resta il personaggio di Grey, interpretato da Jake Johnson (New Girl), l’amico del cuore che evidentemente vorrebbe essere qualcos’altro per Dex, nonché l’unico uomo che la protagonista non tratti come macchina distribuisci sesso e scaccia ricordi, il che – naturalmente – lo fa spiccare rispetto alla massa.

Nel complesso Stumptown è un episodio pilota ben equilibrato, con ottime potenzialità, ben recitato e coinvolgente ed è anche la prima serie di questa nuova stagione televisiva che siamo certi che torneremo a guardare, non fosse altro per vedere dove andrà a parare, se continuerà a capitalizzare su aspetti potenzialmente molto interessanti o se si adagerà nel suo trasformarsi nell’ennesimo procedutale, indubbiamente ben fatto, ma con troppo poco corpo per spiccare tra la concorrenza. Molti aspetti del fumetto, poi, devono essere ancora esplorati, come per esempio la sessualità della protagonista, che nella sua versione cartacea e notoriamente ed equamente attratto sia dalle donne che dagli uomini, un aspetto che già ai tempi del panel del San Diego Comic-Con, gli autori promisero che non sarebbe stato ignorato.

La prima stagione di Stumptown va in onda negli Stati Uniti ogni mercoledì sulla ABC.