Scritto da Stephanie Schwartz e Marc Guggenheim e diretto James Bamford, Starling City, ci era stato promesso, sarebbe stato il primo episodio di una stagione completamente rinnovata di Arrow, tanto da sembrare qualcosa di completamente diverso e, da quanto abbiamo visto, possiamo dare lo stampo della nostra approvazione e dichiarare la missione compiuta. La première di questa finale stagione di una serie che, con tutti i suoi difetti, ha dato vita ad un multiverso televisivo, è un episodio pienamente godibile, a tratti divertente, che gioca con abilità con l’effetto nostalgia e risulta essere, proprio come il protagonista dello show Stephen Amell aveva promesso, una lettera d’amore dedicata ai fan di lunga data della serie.

Sicuramente non tutto è perfetto, i flash-forward sono l’aspetto più debole di questa ora e nonostante lo scontro fratricida tra John “J.J.” Diggle, Jr. (Charlie Barnett) con la sua gang di Deathstroke ed il fratello Connor Hawke (Joseph David-Jones), con a seguito il resto del Team Arrow del 2040 di cui la ribelle Mia Smoak (Katherine McNamara), degna figlia di suo padre, sembra decisa a prendere la leadership, risultano più come un fastidioso stacco che distrae dall’azione, che un B-plot consistente con la trama e la direzione generale della stagione.

Ciò che attira davvero l’attenzione e colpisce, grazie soprattutto alla consolidata dinamica tra Stephen Amell e David Ramsey, è la missione che viene affidata al primo da The Monitor, il quale, dopo averlo strappato alla sua famiglia alla fine della 7^ stagione, gli affida il compito di recuperare delle particelle di una stella nana (qualunque cosa esse siano e a qualunque cosa servano) su Terra-2, senza tuttavia spiegarli il perché del compito che è chiamato a svolgere. Con il peso della minaccia della sua incombente morte sulle spalle ed il dolore per la separazione dalla moglie e dalla figlia, Oliver si imbarca in quello che è convinto essere il suo ultimo ed estremo sacrificio per fermare una Crisi che promette di distruggere il multiverso e che si palesa minacciosa e concreta proprio alla fine di questa intensa première.

Starling City, come accennavamo, è un omaggio agli esordi di questi show, così ricco di Easter egg e riferimenti da rendere sostanzialmente impossibile elencarli tutti, dalla ripresa iniziale, che ricalca quella del pilot, con Oliver che richiama l’attenzione di una barca di pescatori per essere salvato dall’isola di Lian Yu, fino alle più insignificanti battute come “gli yacht fanno schifo” o “mi è mancata la tequila” che riportano alla memoria un protagonista molto diverso da quello attuale. Che le cose poi siano difformi da quelle nella sua realtà, l’Oliver di Terra-1 (e gli spettatori tutti) se ne accorgeranno molto presto, a partire dalle riprese sull’isola, in cui – sulla spiaggia di Lian Yu – ad essere trafitta da una freccia non è più la maschera di Deathstroke  ma quella di Batman. Tornato a casa dopo 12 anni, non più 5, Oliver ritrova poi la madre Moira (Susannah Thompson) sposata con Malcolm (John Barrowman), scopre che Thea è morta di overdose a 18 anni, che Adrian Chase (Josh Segarra) e non-Laurel (Katie Cassidy) sono il Team Arrow di questo Universo, che Felicity ha fondato e dirige la Smoak Tech e che Tommy Merlyn (Colin Donnell) ha vestito i panni dell’Arciere Oscuro il cui intento è quello di distruggere The Glades, il quartiere dove Thea è morta, per vendicarne il tragico destino e che Dinah (Juliana Harkavy) e Rene (Rick Gonzalez) sono suoi tirapiedi. In questa realtà, in cui Oliver si adatta piuttosto facilmente, giunge infine una visita a sorpresa: è quella di John Diggle, che inizialmente il suo amico scambia per una versione alternativa del suo compagno di avventure, ma che presto gli confesserà di essere il “suo” Dig, giunto su Terra-2 grazie a Felicity ed al dispositivo costruito da Cisco per viaggiare tra universi paralleli, per dargli manforte e non lasciare che affronti da solo la sua missione.

Nel complesso, la cosa più interessante di questa première è che, per quanto concerne la trama, non presenta grandissimi colpi di scena (quanto meno non fino ai minuti finali) e risulta più lineare e semplice di quanto si possa immaginare, ciò nonostante apporta enormi contenuti a livello emotivo per i personaggi coinvolti, il protagonista prima persona. Oliver, che si trova da solo a dover affrontare il suo fosco destino, si ritrova infatti a vivere questa occasione come una seconda chance per poter dire addio alle persone che ha amato e che, nella sua realtà, ha perduto. Le scene con Susannah Thompson sono particolarmente coinvolgenti, soprattutto quando le chiede consiglio in quanto madre su cosa farebbe per proteggere i suoi figli, senza tuttavia poterle rivelare la realtà. Allo stesso tempo avrà anche l’opportunità di fare per il suo amico fraterno Tommy quello che non è riuscito a fare nel suo mondo, salvargli la vita (ed in questo caso anche l’anima) e dirgli addio prima che il sopraggiungere dell’antimateria distrugga questa realtà. Quello che vediamo non è solo, in conclusione, una vuota lista di omaggi e riferimenti al passato, ma un’occasione irripetibile che per Oliver acquista un valore intrinseco enorme e che rende l’episodio deliziosamente dolce-amaro. Il fatto che il suo compagno di avventure, il primo membro del Team Arrow in assoluto, diventi il suo Virgilio in questa difficile missione che lo attende, è solo la ciliegina sulla torta e rende anche particolarmente amara la perdita di Emily Bett Rickards nella stagione, il cui ruolo si sarebbe potuto inserire senza problemi in questo contesto, senza diventare in alcun modo ingombrante.

Starling City risulta quindi nel complesso un episodio vincente, che delinea senza troppe complicazioni la missione di Oliver Queen, mentre la Crisi incombe su tutte le persone che ama e che ha accettato di proteggere a discapito della sua stessa vita. Il cammino di ogni vero eroe è destinato al sacrificio e sebbene lo show non sembri essere destinato a sfuggire completamente agli errori del passato (flashback o flash-forward che siano) sicuramente promette di chiudere il cerchio in maniera intrigante.

L’ottava ed ultima stagione di Arrow va in onda negli Stati Uniti ogni martedì su The CW.