Pur non raggiungendo ancora le aspettative che abbiamo nei confronti di questa serie, bisogna dare atto a Batwoman che sta migliorando di episodio in episodio, anche se a piccoli passi. Il rapporto tra Kate ed Alice, che questa settimana occupa il sedile posteriore rispetto ai primi due episodi a causa dell’introduzione di un nuovo “cattivo di puntata”, prende una direzione in molti sensi anticipata dai precedenti episodi, con il personaggio interpretato da Rachel Skarsten che, nella sua indiscussa follia, sembra avere un debole nei confronti della sorella, soprattutto quando si rende conto della caparbietà con cui Kate ha continuato a cercarla quando erano bambine, tanto da salvare poi la vita a quella che dovrebbe essere la sua nemica giurata. A differenza del fumetto, nel quale Alice prende di mira Kate ritenendola responsabile di quanto le è accaduto quando era Beth, nella serie è il padre Jacob ad essere il suo bersaglio, il che cambia inevitabilmente la dinamica tra le sorelle, con gli autori che sembrano intenzionati a creare un rapporto di odio/amore tra le due, che spiegherebbe anche in parte il motivo per cui la Alice televisiva sia meno fuori controllo di quella dei fumetti e quindi in un certo senso “recuperabile”. Qualunque sia la direzione che prenderanno gli autori, la relazione tra le due sarà comunque sempre centrale per la serie, non fosse altro per il fatto che Alice resterà sempre il motivo per cui Kate decide di prendere in prestito il costume di Batman per la prima volta, nella speranza di spaventarla.
Come accennavamo nella recensione della scorsa puntata, Kate prende questa decisione senza però tenere in considerazione le conseguenze del suo gesto e la reazione di un’intera città ormai allo sbando da tre anni, da quando cioè il suo eroe e protettore è sparito nel nulla. Nel momento in cui si renderà però conto di essere diventata un simbolo di speranza, deciderà finalmente di mostrarsi al mondo per l’eroina che è realmente, spinta anche dal fatto che – assieme al mito di Batman – a Gotham cominciano a riaffiorare anche i nemici del Cavaliere Oscuro, richiamati dal suo possibile ritorno in città.

E’ a questo punto che la serie introduce infatti il suo primo cattivo di puntata, un personaggio piuttosto iconico per Gotham: Tommy Elliot alias Hush (Gabriel Mann). In una serie berlantiana non poteva ovviamente mancare una frecciata a Trump ed alla sua amministrazione quando Tommy, con il suo slogan “Make Gotham Safe Again“, che scimmiotta quello del presidente americano, viene presentato come il membro di un’élite di super ricchi di cui anche Bruce Wayne fa parte.
Nei fumetti, la storia di Tommy Elliot è molto interessante: introdotto come il miglior amico di Bruce fin dall’adolescenza, Tommy, figlio di un uomo violento e dedito all’alcool e di una madre di umili origini, più interessata al denaro ed al prestigio del suo nome che a proteggere il figlio, cresce per diventare uno dei più temibili avversarsi di Batman, dopo aver ucciso il suo stesso padre, manomettendo i freni della sua auto, provocando un incidente che avrebbe dovuto liberarlo anche dell’opprimente madre, che viene invece salvata dal dottor Wayne, cosa che scatenerà l’odio di Tommy per la famiglia, che si estenderà poi più avanti anche al suo ex amico di infanzia. Il rapporto tra i due personaggi affonda quindi in antiche radici ed è piuttosto complesso ed interessante da esplorare, cosa che – invece – la serie manca completamente di fare.
Al di là di un rapido accenno al fatto che Thomas e Bruce sono vecchi amici e che il primo ce l’abbia con Batman per aver salvato la vita della madre, alla sua storia di origine non viene lasciato molto spazio, il che finisce per rendere le sue motivazioni decisamente meno interessanti ed influire sullo spessore di un personaggio che, sulla carta, è molto più intrigante di quanto non appaia invece nello show.

Al di là dell’interpretazione della protagonista, che a nostro avviso continua ad essere solida ed a rendere giustizia alla sua controparte cartacea, la vera carenza della serie è costituita per lo più, (Mary e Jacob esclusi) dal cast di supporto: basti pensare – per esempio – alla relazione tra Kate e Sophie, un personaggio nei confronti del quale risulta veramente difficile parteggiare, soprattutto considerata la mancanza di coraggio che ha dimostrato in passato, che è costata l’espulsione dall’accademia a Kate, nonché la sua decisione di tenere nascosta all’uomo che ha poi sposato la sua relazione con la figlia del loro capo. Quando si ha così poco rispetto per un personaggio che è stato appena introdotto da una serie, è complicato poi relazionarsi con la gelosia che in Down, Down, Down sembra dimostrare nei confronti della sua ex o, tanto più, parteggiare per un ritorno di fiamma, sempre che questo sia nelle intenzioni degli autori.

La prima stagione di Batwoman va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su The CW.