Uno dei maggiori e più evidenti cambiamenti in questa stagione di Supergirl riguarda proprio il look della protagonista, che ritorna per questo quinto anno con un nuovo taglio di capelli e soprattutto – per gentile concessione di Brainy – un costume decisamente più pratico che, sostituito il classico gonnellino, opta per una più pratica tuta, a lungo anelata da Melissa Benoist per combattere il freddo dei rigidi inverni di Vancouver, dove lo show viene girato. Il nuovo costume, che si materializza sul corpo dell’eroina grazie ad una nano (o sarebbe probabilmente più appropriato usare il termine invisibile) tecnologia, pur non spiegando come risolva il problema di sostituire l’abito che Kara indossa al momento del cambio di guardaroba, con un paio di pantaloni, è nel complesso ben realizzato e dà alla ragazza d’acciaio un aspetto più da “eroina pronta a tutto” di non quanto non facesse il canonico costume.

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Per quanto concerne invece le storyline di questa première, il cui compito è quello di introdurre il tema principale di questa stagione, la carne al fuoco è veramente tanta ed alcuni temi sembrano più avvincenti di altri, a partire proprio da quella che gli autori hanno già da tempo annunciato sarà la trama portante di quest’anno: il potenziale pericolo costituito da un uso sbagliato della tecnologia. L’introduzione del personaggio di Andrea Rojas (Julie Gonzalo) come nuova proprietaria della CatCo, in un’acquisizione che prende di sorpresa tutti i giornalisti che vi lavorano, James (Mehcad Brooks) compreso, è ciò che presenta questo tema, ma – curiosamente – lo fa spostando l’attenzione più sull’argomento del giornalismo etico contro quello acchiappaclick, che sulla tecnologia in sé. La nuova direttrice del giornale dimostra infatti immediatamente di essere più preoccupata dal calo degli abbonamenti che dai contenuti ed è decisa a cambiare regime, prediligendo un prodotto più a misura di cliente ed interattivo e, senza mezzi termini, annuncia che chiunque non sia d’accordo con il suo punto di vista è libero di andarsene, anche se ciò significa non poter più di fatto fare il giornalista per i successivi due anni, considerata la clausola di non concorrenza nel loro contratto. E mentre Kara, che festeggia nella première la vittoria del Premio Pulitzer per la sua storia su Lex Luthor, è decisa a combattere questo preoccupante trend rimanendo all’interno del giornale, James decide di licenziarsi, ponendo così le basi per quella che sarà la sua uscita di scena dalla serie già da tempo annunciata.

La presenza di Andrea Rojas non mette però a dura prova solo James Olsen, ma anche sua sorella Kelly che, ufficializzata la sua relazione con Alex (Chyler Leigh), ha trovato lavoro presso la Obsidian North, il cui Amministratore Delegato è sempre la Rojas e che sta lavorando ad un progetto di realtà virtuale che promette di creare non pochi problemi in futuro, compreso un conflitto di interessi che renderà difficile al personaggio interpretato da Azie Tesfai destreggiarsi tra la fedeltà verso il suo nuovo datore di lavoro e quella nei confronti della donna che ama, di suo fratello e dei loro amici.

Dove l’episodio zoppica, è per lo più nell’apparizione di una dimenticabile cattiva di puntata nella persona di Midnight (Jennifer Cheon Garcia), liberata dalla Zona Fantasma dal fratello di J’onn J’onn, Malefic, di cui nessuno conosceva l’esistenza e che il personaggio stesso interpretato da David Harewood avrebbe chiaramente preferito dimenticare, considerandolo un traditore, per motivi che sicuramente ci verranno rivelati più avanti. L’unica scena di azione vera e propria che vediamo nell’episodio (al di là della scazzottata con il dinosauro), a prescindere dall’accompagnamento musicale decisamente adatto alla circostanza fornito dalle note dei Muse, lascia piuttosto a desiderare, con una schiera di supereroi che si limita ad affrontare Midnight in un curioso immobilismo.
Anche l’argomento Leviathan è sostanzialmente delegato ad un prossimo futuro con solo una brevissima scena alla fine dell’episodio in cui vediamo Eve Teschmacher (Andrea Brooks) che viene rapita da qualcuno di non identificabile, nonostante il suo evidente tentativo di nascondersi al mondo dopo aver trovato un anonimo lavoro come cameriera in un ristorante.

Il vero cuore pulsante dell’episodio resta quindi la relazione Kara Danvers/Lena Luthor.
Dopo che quest’ultima ha appreso dal fratello che tutti coloro che ha sempre considerato degli amici le hanno mentito sulla vera identità di Kara, lei compresa, il personaggio interpretato da Katie McGrath è evidentemente sul piede di guerra: decisa ad esporre la sua amica per chi realmente è, viene però colta di sorpresa quando quest’ultima – in una delle scene emotivamente più coinvolgenti dell’episodio – le confessa la verità, implorandone il perdono dal profondo del cuore. Conoscendo Kara e la sua buona fede, sappiamo che – da spettatori – le sue scuse sono sincere, ma Lena, che in un primo momento sembra accettare le sue scuse, da brava Luthor, decide semplicemente di cambiare strategia di attacco.
La strada che il personaggio sembra così destinata a percorrere è ambiguamente molto interessante e la rende una delle trame più promettenti di questa stagione: Lena non sembra infatti essere intenzionata a vendicarsi ciecamente del torto subito, facendo emergere – in quella che sarebbe una reazione fin troppo banale – la parte peggiore di lei, ma appare mantenere ancora, nel suo desiderio di vendetta, un certo senso di giustizia e controllo. E’ difficile, da ciò che abbiamo visto in Event Horizon, giudicare quale direzione prenderà il personaggio, se cederà – per così dire – al lato oscuro del nome che porta o intraprenderà la strada del perdono, ma questa incertezza rende il rapporto di quelle che fino ad ora sono state due vere alleate, particolarmente interessante, soprattutto perché Lena Luthor è senza dubbio una temibile avversaria, a maggior ragione quando non si è nemmeno coscienti di averla come tale.

La quinta stagione di Supergirl va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su The CW.