Stranger Beside Me (Uno sconosciuto accanto a me), secondo episodio della 5^ stagione di Supergirl, come suggerisce il titolo, oltre ad essere un ideale seguito della première della scorsa settimana, è una puntata strettamente dedicata ai rapporti che legano i protagonisti della serie e a quanto sappiano l’uno dell’altro e le sorprese, come era intuibile, non mancheranno.

Tra le storyline più interessanti c’è sicuramente quella legata a J’onn J’onn, con David Harewood che finalmente sembra ottenere una trama degna di questo nome in questa stagione, anche se non sempre viene sviluppata in maniera ideale, tendendo più a prendere la strada dello “spiegone” caro agli show di The CW, piuttosto che quella del mostrare concretamente al pubblico un evento per farglielo assimilare, una scelta probabilmente dovuta sia ad una questione di budget che alla necessità di lasciare gli spettatori con la sensazione che ci sia molto ancora da raccontare sul nuovo personaggio di Malefic. Nella puntata, grazie all’intervento di Kelly, che riesce a far recuperare a J’onn J’onn parte dei suoi ricordi perduti, scopriamo infatti l’esistenza di un’antica maledizione marziana che condanna due fratelli che si scontrano ad un’atroce sofferenza fisica, che la sorella di James riesce a curare grazie ai suoi esperimenti con i Raggi-Q che sta usando per sviluppare le lenti a contatto della Obsidian North per cui lavora. Kelly aiuterà inoltre J’onn a recuperare il ricordo del tradimento di Malefic nei confronti della sua razza a favore dei Marziani Bianchi che gli è costato l’esilio nella Zona Fantasma, ma le motivazioni per cui il marziano sia arrivato sulla Terra ed abbia deciso di prendersela con l’unico membro della sua famiglia rimasto in vita restano ancora un mistero.

Dal punto di vista professionale e personale, l’acquisizione della CatCo da parte di Andrea sta creando non pochi problemi a Kara, la quale inizialmente si risente per la pretesa del suo nuovo superiore di assegnarle storie non degne della vincitrice di un premio Pulitzer e se la prende anche con l’imprenditrice per il modo in cui usa la CatCo per lanciare con una pubblicità martellante e gratuita i prodotti della Obsidian North. Il suo disaccordo con le richieste della Rojas, che non sono del tutto ingiustificate considerata l’abitudine di Kara di sottrarsi spesso al lavoro per i suoi impegni come Supergirl, finisce anche per creare una certa tensione con il suo nuovo collega William Dey (Staz Nair), che Kara accusa di essere un arrivista intenzionato a metterla professionalmente in cattiva luce e che effettivamente sembra nascondere una doppia natura. L’uomo infatti, sfruttando una conoscenza presso la NSA, farà mettere il cellulare di Kara sotto controllo per poterla seguire, finendo per imbattersi in Supergirl, ma mostrerà anche di avere una natura generosa quando verrà mostrato mentre trascorre parte del suo tempo aiutando presso una mensa per i senzatetto. Considerato che William si è fatto una carriera come giornalista investigativo, c’è da chiedersi quanto il personaggio ci metterà ad intuire che Kara è in realtà Supergirl e nonostante, nel corso dell’episodio venga più volte fatto cenno al fatto che sia sposato, abbiamo la netta sensazione che gli autori stiano ventilando la possibilità di una relazione romantica tra lui e Kara.

Come nella première, la trama più interessante di questo secondo episodio a cui, nel complesso, non viene dato assolutamente lo spazio che meriterebbe, è quella dedicata a Lena ed alla pericolosa china presa dal personaggio nella sua sete di vendetta. Molto presto scopriremo infatti che a rapire Eve non è stata, come avevamo erroneamente dedotto, la pericolosa organizzazione Leviathan, ma Lena stessa, la quale le rivela il suo intento di voler “correggere i difetti di umani ed alieni” usando una tecnologia in grado di cambiare l’umanità e riprogrammarla rendendo le persone più leali ed oneste. La storyline dedicata a questo personaggio è la perfetta incarnazione del detto “la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni“, perché – sebbene sia evidente come gli autori stiano in parte cercando di giustificare le scelte di Lena mostrando quante volte sia stata tradita nella vita dalle persone di cui si fidava e per buona pace del suo progetto di “non nocere” – nel momento in cui entra in modalità scienziato pazzo e carica l’intelligenza artificiale Hope in ciò che è rimasto della coscienza di Eve, commette un reato o un peccato, comunque lo si voglia vedere, dal quale difficilmente potrà tornare indietro. E vedere Kara così ingenuamente entusiasta per essere riuscita a rivelare a Lena il suo segreto salvando la loro amicizia, rende il tutto solo più tragico.

Pillole di Supergirl.

– Cominciano i primi ostacoli nelle nascenti relazioni tra Kelly/Alex e Brainy/Nia e mentre le prime due sembrano uscire rinforzate dalla piccola crisi causata da Alex, Nia appare avere serie difficoltà ad accettare la tendenza di Brainy di voler rendere ad ogni costo la loro relazione perfetta sotto ogni punto di vista;
– Licenziatosi dalla CatCo il futuro sembra sorridere a James che si ritrova con due diverse opzioni: diventare il nuovo responsabile dei media per lo Smithsonian o candidarsi ad un seggio al Senato. Nientemeno.
– Quando viene affrontato il problema di tentare di curare il lancinante dolore di J’onn, causato dalla scontro con il fratello, Brainy rivela che il problema potrebbe essere risolto grazie all’uso dei Raggi-Q, che saranno però scoperti “in una futura era oscura“, ma Alex gli rivela che Kelly li sta già usando da un pezzo per i suoi esperimenti. Che sia questo un segno di come il futuro sia cambiato a causa della crisi e di come si trovino già tutti in quella “era oscura” citata da Brainy?

La quinta stagione di Supergirl va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su The CW.