Dead Man Running, terzo episodio della 6^ stagione di The Flash, nel suo stesso titolo reca tutto il peso di questa stagione o, quanto meno, della prima metà che ci accompagnerà fino al crossover, non per niente ricalca la terribile frase “dead man walking” che viene tradizionalmente pronunciata dai secondini delle prigioni americane quando accompagnano un condannato a morte verso la camera dell’esecuzione. Non tanto la morte in sé come possibilità – come è stato anticipato anche nello scorso episodio, chiunque scelga di indossare i panni del supereroe sa di rischiare quotidianamente la vita – quanto piuttosto l’accettazione della sua inevitabilità, sta quindi dominando questa prima metà di stagione, mettendo su due binari perfettamente paralleli la storia di Barry con quella della sua nemesi Ramsey Rosso.

Entrambi sanno di avere i giorni contati e la sfida tra loro non è quindi solo basata su uno scontro di poteri, ma anche di volontà e scelte: di rassegnazione (ma non resa) contro voglia di vivere a qualunque costo, anche quando questo significa sacrificare la vita di altri. La domanda se ci voglia più coraggio ad accettare la morte o combatterla è davvero interessante per una serie di supereroi, soprattutto quando non esiste un assoluto o una risposta completamente giusta o sbagliata: Barry non sta semplicemente subendo il suo destino senza reagire, ma cerca piuttosto di accettare l’idea che, se la sua morte significa la salvezza per tutte le persone che ama, allora avrà un valore, così come il dottor Rosso non si sta limitando ad affrontare la sua mortale malattia con coraggio, ma dimostra piuttosto di essere convinto che la sua vita conti molto più di quella di chiunque altro gli possa impedire di continuare a vivere. Può sembrare una sfumatura, ma è in realtà un’interessante variazione sul tema della lotta tra bene e male a cui queste serie ed i fumetti da cui è tratta, sono ispirati.

Nel complesso, poi, bisogna dare atto al nuovo showrunner di aver portato un equilibro in questo show che era sempre mancato: di stagione in stagione The Flash è stato sempre più o meno accusato di essere troppo tragico o troppo comico, come se non fosse possibile per gli autori trovare una giusta via di mezzo che, a nostro avviso, e nonostante i toni decisamente infausti di quest’anno, appaiono molto più bilanciati del solito. La nuova Frost ed in parte anche Cecile ed ovviamente Ralph, forniscono il giusto intermezzo comico senza essere fuori posto e bilanciano nella maniera corretta toni che sarebbero altrimenti troppo cupi.

Allo stesso tempo apprezziamo particolarmente la decisione degli autori di aver evitato di far tenere il resto del Team Flash all’oscuro del destino di Barry, nonostante i comprensibili timori di Barry ed Iris, i segreti non hanno mai portato a nulla di buono in questa serie, soprattutto quando erano di questa portata.

In Dead Man Running viene inoltre introdotta la nuova versione di Harrison “Nash” Wells (Tom Cavanagh) una sorta di Indiana Jones inter-dimensionale che va a caccia di misteriosi manufatti e che, sebbene sia prematuro giudicare, sembra sicuramente meno macchiettistico dello Sherlock dello scorso anno.

In un altro episodio nel complesso ben architettato, l’unica nota superflua risulta forse essere il B-plot dedicato a Ralph, a sua madre ed al loro dramma familiare.

Fumettologia!

– Il cattivo di puntata Mitch Romero, potrebbe essere un riferimento all’omonimo gangster di Gotham City, associato al cartello della droga di nome Penitente, che nei fumetti viene ucciso da Red Hood oppure, considerato il suo aspetto da zombie, potrebbe essere semplicemente un omaggio al maestro dell’horror George Romero.

Ralph Dibny è un fan dell’universo Marvel, in una battuta il detective paragona infatti il look di The Monitor a quello di un asgardiano.

– Uno degli ex fidanzati della mamma di Ralph si chiama apparentemente Marv Perez, un chiaro omaggio ai due creatori di Crisi sulle Terre Infinite, l’autore Marv Wolfman e l’artista George Perez.

– Il dottor Rosso dice a Barry di aver avuto la materia oscura da un suo vecchio amico di nome Ted Kord, un riferimento a Blue Beetle (non il primo nell’Arrowverse), supereroe della Golden Age della DC Comics la cui creazione risale addirittura al 1939.

– Il debutto di Wells porta con sé diversi Easter egg nell’episodio: la nuova versione del personaggio viene per esempio avvistata per la prima volta fuori dalla McCulloch Technologies, dove Nora (nella sua versione “cattiva”) ed i Nemici irruppero nella scorsa stagione. Nei fumetti Evan McCulloch è un sicario che diventa poi Mirror Master e che si scontra con The Flash in diverse occasioni.

– Quando si scontra con Cisco, Wells lo minaccia mostrandogli un grosso rubino, dicendogli che la pietra è in grado di provocare orribili incubi. Morpheus, il protagonista di The Sandman (da cui è tratta la serie Lucifer) ha una pietra praticamente identica che usa contro i suoi nemici, il che sarebbe il secondo collegamento con lo show – oltre al Libro del Destino visto lo scorso anno in Elseworlds – che, nonostante le smentite di Tom Ellis, si dice che farà parte del crossover di quest’anno.

Nash dice a Cisco di essere a caccia di un elemento del multiverso il cui nome è Eternium. Citato per la prima volta nella DC Comics nel numero 110 di Legion of Super-Heroes (1998), l’Eternium è ciò di cui è costituita la Pietra dell’Eternità, una sorta di corrispettivo della kryptonite per Shazam e la sola idea che l’esistenza di questo supereroe possa essere confermata nell’Arrowverse o anche solo accennata è piuttosto esaltante!

La sesta stagione di The Flash va in onda negli Stati Uniti ogni martedì su The CW.