The Walking Dead 10×03, puntata intitolata Ghosts, approfondisce le tematiche introdotte nella première (qui potete leggere la nostra recensione), affrontando quindi le conseguenze del drammatico attacco compiuto dai Sussurratori sul gruppo di protagonisti, in particolare dando spazio a Carol (Melissa McBride), Aaron (Ross Marquand) e Siddiq (Avi Nash).
Nell’episodio la paranoia suscitata dal possibile ritorno in scena del gruppo guidato da Alpha (Samantha Morton) vede concretizzarsi timori e dubbi nel momento in cui le comunità si ritrovano alle prese con i loro nemici, determinati ad avere un confronto dopo che i loro confini sono stati violati.
Aaron deve fare i conti con Negan (Jeffrey Dean Morgan) e il rapporto tra i due è particolarmente teso a causa del rancore nei confronti del capo dei Salvatori e delle morti violente che ha causato, nonostante lui sostenga fosse stato obbligato a compierle pur di sopravvivere nel mondo post-apocalittico che li circonda. Carol è invece alle prese con incubi, fantasmi e voglia di vendetta, situazione che la mette gravemente in pericolo. Siddiq, infine, non riesce a dimenticare e lasciarsi alle spalle la notte in cui Alpha l’ha lasciato in vita mentre massacrava i suoi amici.
La puntata, inoltre, regala spazio a Eugene (Josh McDermitt) e al suo amore, non corrisposto, per Rosita (Christian Serratos).

Ghosts riesce con una certa efficacia ad addentrarsi nella mente dei protagonisti seguendo le loro storie in parallelo, in particolare grazie alle buone performance di Melissa McBride, Ross Marquand e Jeffrey Dean Morgan.
La madre adottiva di Henry è al centro della storyline più interessante grazie al passato del personaggio, già segnato da lutti importanti e da scelte che l’hanno segnata profondamente. Melissa è molto brava nel lasciare la linea di confine tra razionalità e follia sfumata e mai chiara, facendo emergere la determinazione e la forza di Carol, ma anche la sua vulnerabilità.
Interessante anche il confronto tra Aaron e Negan che porta avanti una riflessione sulla capacità e la necessità di perdonare e fare i conti con il proprio dolore cercando però un modo per andare avanti con la propria vita.
Meno rilevanti, invece, le sottotrame dedicate agli altri personaggi, mentre gli autori sembrano (purtroppo) proseguire con una struttura narrativa che alterna puntate completamente dedicate ai villain e quelle con al centro gli abitanti delle varie comunità di sopravvissuti.
La terza puntata della decima puntata di The Walking Dead, pur con degli ormai immancabili passaggi a vuoto, trova un interessante equilibrio tra approfondimento psicologico e tensione, creando qualche momento d’azione, non mettendo però in secondo piano il dubbio che l’intero ciclo di episodi rimanderà fin troppo a lungo l’inevitabile scontro finale.

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