The Walking Dead, con l’episodio 10×04 intitolato Silence the Whisperers, continua ad approfondire ed esplorare la tensione esistente nelle comunità di sopravvissuti di fronte all’inquietante minaccia dei Sussurratori e, soprattutto, al proprio interno, dove sospetti e dubbi sono all’ordine del giorno.
Al centro degli eventi c’è Lydia (Cassady McClincy) che non riesce a integrarsi nella comunità di Alexandria a causa del suo legame con il gruppo che ha ucciso anche Henry, il giovane con cui aveva stretto in breve tempo un rapporto di amicizia.
I suoi tentativi di essere accettata sembrano andare costantemente in fumo e nemmeno i consigli di Daryl (Norman Reedus) e Negan (Jeffrey Dean Morgan) riescono ad aiutarla, portando così la teenager a reagire in modo sarcasticamente “sanguinoso” mentre è in mensa insieme ai coetanei e agli altri abitanti, scatenando purtroppo una missione punitiva dalle conseguenze drammatiche e letali. L’intervento di Negan, intervenuto per aiutare la giovane in difficoltà, risolleva le divisioni esistenti ad Alexandria e la teenager sembra ormai aver compreso alla perfezione che intorno a lei c’è poco spazio per le seconde occasioni o per la possibilità di redenzione. The Walking Dead non si allontana quindi di molto dall’idea che i confini tra bene e male, dopo l’apocalisse zombie, siano incredibilmente difficili da tracciare, complicando la vita di chi cerca di iniziare un nuovo capitolo pur dovendo costantemente alle prese con il peso del proprio passato.

Cassady McClincy è particolarmente brava nell’interpretare la frustrazione e la sofferenza di Lydia, la sua solitudine e il bisogno di creare dei legami, situazione che inevitabilmente la porta ad avvicinarsi a due degli outsider più carismatici della serie: Negan, sempre più diviso tra un ruolo paterno come accaduto con Judith e la sua personalità difficile da gestire e “zittire”, e Daryl, ormai considerato un leader ad Alexandria ma sempre un po’ isolato rispetto ad altre figure come Michonne o l’ex protagonista Rick. La ragazza rappresenta forse uno degli elementi più interessanti in mano agli autori in questa decima stagione, considerando il fatto che il suo posto nel mondo post-apocalittico è ancora da trovare e fa emergere in entrambi i gruppi, delle comunità alleate e dei Sussurratori, le contraddizioni e i potenziali problemi esistenti tra le propria fila.

Silence the Whisperers dà inoltre spazio a Ezekiel (Khary Payton) che porta a fatica sulle proprie spalle il peso delle perdite e delle sconfitte subite, arrivando anche a valutare delle decisioni estreme e che trova, un po’ a sorpresa, conforto in Michonne, forse l’unica in grado di capire realmente cosa sta provando. La potenziale coppia permette di dare spazio al lato più complicato della sopravvivenza dopo l’apocalisse e al senso di smarrimento e, nonostante le buone interpretazioni dei due attori, dispiace un po’ assistere al modo piuttosto sbrigativo con cui i personaggi vengono gestiti dagli autori.

A indebolire un po’ la puntata è inoltre l’ennesima crisi di Siddiq che appare inspiegabilmente ignorata da chi gli sta accanto e la continua preoccupazione per un potenziale attacco dei Sussurratori che contagia più o meno tutti gli abitanti della comunità portando in primo piano i lati meno nobili dell’animo umano.

The Walking Dead prosegue la sua decima stagione non sfruttando pienamente gli elementi più interessanti a propria disposizione anche a causa di un gran numero di personaggi e comunità che obbligano una frammentazione narrativa che non sempre funziona nel contesto del racconto della lotta contro i Sussurratori. Gli sviluppi ella situazione di Lydia e Negan, tuttavia, potrebbero gettare le basi per un conflitto interno ad Alexandria in grado di coinvolgere e creare la giusta tensione in un contesto in cui non può bastare una minaccia annunciata, ma non ancora concretizzata, per mantenere alta l’attenzione degli spettatori.

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