She-Ra e le principesse guerriere (quarta stagione): la recensione

Sinceramente è difficile ricordare un’altra serie di cui siano state distribuite ben tre stagioni nel corso dello stesso anno. Ma, dettagli a parte, ben venga questa abbondanza nel caso di She-Ra e le principesse guerriere, che non solo trae il meglio da questa occasione, ma riesce a migliorarsi ad ogni arco narrativo. Questa quarta stagione, a differenza delle precedenti due, ha anche il pregio di presentare agli spettatori tredici episodi, una durata ottimale per godere di un più ampio sviluppo dei personaggi. Poco da aggiungere alle considerazioni già fatte in quelle occasioni, se non che la serie animata di Netflix riesce a coniugare una storia coinvolgente a temi ben veicolati.

Prosegue la guerra sul pianeta diviso di Etheria, e sembra che per la prima volta il conflitto sia arrivato ad un punto di svolta. Purtroppo per Adora e le sue amiche principesse, le macchine dell’Orda stanno guadagnando un forte vantaggio strategico. I regni cadono uno dopo l’altro, e questa situazione di tensione ha un impatto negativo anche nei rapporti di amicizia all’interno del gruppo. In particolare questa stagione lavora molto sui sentimenti che legano Glitter, ormai in una posizione di forte responsabilità, con Adora. Il trio, considerando anche Bow, appare più fragile, e i costanti pericoli non fanno che metterlo alla prova.

Questa quarta stagione, che è anche la migliore di tutte, funziona perché riesce a raccontarsi anche solo tramite i sentimenti dei protagonisti. E non sono solo Adora e i suoi due amici a portare avanti la vicenda. Se c’è una cosa in cui eccelle la serie di Noelle Stevenson, è nella costruzione del gruppo e nella gestione dei caratteri secondari, che non appaiono mai davvero tali. Certo, le altre principesse potrebbero apparire un po’ sacrificate o stereotipate, ma basta passare un po’ di tempo – anche in un’ambientazione chiusa – in loro compagnia, che i loro caratteri emergono bene. Ci sono sfumature tangibili dietro il modo in cui ognuno dei personaggi è toccato dal conflitto, e questo vale anche o forse soprattutto per i cattivi.

Catra, Scorpia, Ordak, perfino un trio di piccoli sottoposti a cui viene dedicato un episodio: nessuno in She-Ra è sacrificato alle esigenze della storia. Viceversa, è la storia che si attarda per raccontare le emozioni dei personaggi. I temi dell’amicizia, della responsabilità individuale, del sacrificio, ma anche dell’accettazione di sé, risuonano in ogni storyline. A misura di un pubblico giovane, come è giusto che sia, ma portati con gusto e intelligenza. E, considerazioni a parte, c’è anche una storia avvincente qui, con le sue fazioni, colpi di scena, cliffhanger. E un mondo con una propria mitologia, capace di fondere arti magiche, profezie e tecnologia futuristica.

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