Ad un solo episodio dal finale di metà stagione ed a 3 settimane dal crossover di Crisi sulle Terre Infinite, il settimo episodio della quinta stagione di Supergirl è così carico di eventi da avere qualche difficoltà a tenerne interamente traccia, il che non è ovviamente un bene in una puntata salvata nel complesso dallo scontro tra Lena e Kara. Ma prima di arrivare a quell’atteso momento, affrontiamo tutte le storyline di Tremors, tra cui una delle più importanti è proprio quella in cui viene svelato il mistero di Leviathan.

Come spesso accade, quando un mistero rimane tale, acquisisce un’aura di pericolosità che tende a perdere al momento della sua rivelazione, una sorta di regola non scritta a cui non sfugge nemmeno il gruppo che cospirava alle spalle di Supergirl e del resto del Team. Un esempio per tutti, scoprire che la donna – che ci viene rivelato chiamarsi Margot (Patti Allan) – che abbiamo visto interagire e terrorizzare più volte Eve Teschmacher non è altro che un Minion asservito ai suoi padroni, fa decadere immediatamente quel senso di pericolo che la circondava, qualcosa che si ripete anche per quanto riguarda i vertici di Leviathan.
Nella puntata sono infatti introdotti per la prima volta Rama Khan (Mitch Pileggi), un anziano alieno tra i soli 5 sopravvissuti alla distruzione del pianeta Jarhanpur, atterrato sulla terra milioni di anni fa su un’astronave/asteroide che ha cancellato i dinosauri dal pianeta, e la sua alleata/contendente, interpretata da Cara Buono. I due, dal loro arrivo sulla Terra, hanno continuato ad intervenire nelle vicende umane, assistendo allo sviluppo del pianeta e causando alcuni disastri come il Diluvio Universale e la distruzione di Pompei al solo scopo di mettere un freno a quelli che ritenevano essere gli eccessi della razza umana, il tutto rimanendo sempre nell’ombra, indisturbati.
L’idea che un’organizzazione millenaria e con un simile potere si traduca però nell’episodio in qualche effetto speciale di scarsa resa, non aiuta l’effetto di questa verità rivelata, riducendone di molto le potenzialità. In una nota a margine, vorremmo anche fare una riflessione generale sugli effetti speciali nella serie: consapevoli del fatto che Supergirl, tra gli show del network, sia sicuramente quello che affronta maggiori sfide dal punto di vista della CGI, è anche indubbio che sia – con qualche eccezione – il più carente, una prospettiva che non depone particolarmente a favore dell’introduzione nell’Arrowverse del personaggio di Superman con una serie tutta sua.

Per tornare a Tremors, un’altra trama parallela è quella che coinvolge Kelly ed Alex, dopo che quest’ultima rimane ferita con Brainy quando i due sono attratti in una trappola esplosiva. Per quanto le serie dell’Arrowverse si distinguano ormai per il loro supporto alle comunità LGBTQ con l’introduzione nei diversi show di coppie canoniche di ogni genere, gli autori sembrano a volte dimenticare che non basta rappresentare un simbolo per coinvolgere emotivamente i fan. Nella fattispecie, il rapporto tra Kelly ed Alex sembra essere diventato troppo serio, troppo in fretta, dimenticando la leggerezza di un sentimento nascente ed insistendo nel mettere i due personaggi in situazioni troppo pesanti ed inutilmente tragiche per una storia così fresca.

Allo stesso modo, anche la riappacificazione tra J’onn e Malefic finisce per perdersi nel mare magnum della puntata: grazie ad una visione del padre M’yrnn, J’onn scopre infatti che il il fratello è ancora a National City e, messo di fronte alla possibilità di fermarlo e rimandarlo per sempre nella Zona Fantasma o rischiare la propria vita per ricucire con lui i rapporti, Martian Manhunter sceglie ovviamente la seconda possibilità, riuscendo a convincere il fratello delle sue buone intenzioni e facendo così ammenda per quanto avvenuto nel passato.

Il meglio dell’episodio, come accennavamo, è però la storyline dedicata a Kara e Lena. Le due amiche sono infatti su due piani completamente e dolorosamente differenti: mentre Supergirl è disposta infatti a darle metaforicamente le chiavi del regno, portandola senza esitazioni nella Fortezza della Solitudine per cercare un’arma per contrastare Rama Khan, Lena continua a macchinare indisturbata alle sue spalle, ricordando a Kara quanto accaduto in Kaznia, quando aveva cercato di difenderla a discapito della sua stessa vita, senza sapere che lei fosse Supergirl ed ironizzando su quanto ingenua sia stata con un’amarezza che la sua amica non riesce però a cogliere.
Cospirando poi alle spalle di Supergirl, Lena – non restituendo il medaglione di Acrata a Leviathan – si mette nelle condizioni di essere attaccata proprio da Rama Khan per andare così nel rifugio di Supergirl e rubare un congegno in grado di diffondere rapidamente il suo “Progetto Non Nocere”.
Non c’è, da questo momento in poi, una ragione razionale che spieghi il modo piuttosto ingenuo in cui Lena si fa cogliere a sottrarre il Myriad dalle armi conservate nella Fortezza, se non il suo inconscio desiderio di esporsi apertamente e poter finalmente dire a Kara tutto quello che davvero pensa ed ha provato quando ha scoperto la sua vera identità. Melissa Benoist e Katie McGrath danno il meglio di loro nella tesa scena della rivelazione e gli autori riescono nel difficile compito di rendere le ragioni di entrambe sia valide che errate, soprattutto alla luce di quanto fino ad ora ci è stato rivelato sia della storia di Kara che di quella di Lena.
Sebbene sia indubbio che la ragazza d’acciaio abbia voluto proteggere la sua amica tenendole nascosta la verità, è anche vero che è una scelta che non ha fatto nei confronti di tutti gli altri suoi amici, finendo per trattarla come una nemica e proprio come ciò che Lena detesta più di ogni altra cosa e contro cui ha da sempre combattuto: l’errata convinzione che, essendo una Luthor, non possa che essere vista come una minaccia.
Il momento teso del loro scontro, è sicuramente quello in cui Lena grida a Kara di aver ucciso per lei suo fratello, sfogando così un senso di colpa che evidentemente si porta ancora dentro e che non ha necessariamente a che fare con Supergirl, quanto piuttosto con le modalità con cui ha sparato a Lex, a sangue freddo e senza esitazione.
Il finale di metà stagione che andrà in onda dopo una pausa di una settimana, domenica 1° dicembre, scriverà a nostro avviso la parola fine su questa faida, che crediamo sarà risolta prima dell’inizio della Crisi, per risolvere la quale la ragazza d’acciaio che tutti gli eroi coinvolti avranno bisogno di tutto il sostegno possibile, compreso quello di Lena Luthor.

Il finale di metà della quinta stagione di Supergirl, intitolato The Wrath of Rama Khan, andrà in onda negli Stati Uniti domenica 1 dicembre su The CW.