American Horror Story: 1984 9×07 “The Lady in White”: la recensione

Per certi versi, The Lady in White è il miglior episodio della stagione. Lo è in parte, precisamente quella che riguarda il racconto delle origini della maledizione che grava su Camp Redwood. O Camp Golden Star, come si chiamava nel 1948. Decenni prima dei massacri che abbiamo già visti raccontati, qui avvenne la prima di molte tragedie, per certi versi quella che diede origine a tutto. Anche dal punto di vista sovrannaturale. C’è una concretezza e un senso di orrore drammatico che non siamo soliti vedere in American Horror Story, nel racconto di come il piccolo Bobby perse la vita tragicamente.

Da qui parte tutto, solo che fino ad ora non lo sapevamo. Si poteva intuire, come da tradizione, l’esistenza di un fatto di sangue alla base della maledizione che gravava sul campo estivo, ma solo ora ne comprendiamo i contorni. E, idea davvero buona, tutto ciò è legato con il passato del nostro Mr. Jingles. Sua madre è impazzita dal dolore, ha fatto una strage, infine è morta, e con il suo sangue ancora carico di rabbia ha infettato il terreno, condannando se stessa e tutti coloro che sarebbero giunti in seguito. Scopriamo addirittura che è stata lei a mettere parole d’odio nelle orecchie di Margaret e a spingerla a compiere la prima strage.

Ora, in attesa che Brooke e Donna raggiungano la loro destinazione, tutti i personaggi vivi e morti si ritrovano dove tutto è iniziato, pronti per la resa dei conti finale. Tutta questa sezione è raccontata bene, dà un minimo di approfondimento e contesto ai fantasmi, ne racconta il senso di prigionia e la rabbia, crea una storia drammatica e anche complicata a Mr. Jingles (sembra assurdo considerata la sua prima apparizione). Tanta serietà in questa serie è merce rara, ma va accoppiata con la bizzarria dell’altra storyline della puntata, quella che mostra cosa accade appunto a Brooke e Donna.

Nonostante i loro trascorsi pesanti, sono diventate migliori amiche, due amiche lanciate in macchina verso la riscossa. Incontrano un altro killer, stavolta interpretato da Dylan McDermott, una specie di variazione su The Hitcher. Il segmento è esagerato quanto basta, sembra uscito da un’altra caratterizzazione dei due personaggi – altre persone a partire dagli abiti che indossano – e soprattutto da un’altra serie rispetto alla storia della madre di Mr. Jingles.

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