La fantastica signora Maisel, stagione 3: la recensione in anteprima dei primi 5 episodi

La fantastica signora Maisel sta per tornare con gli episodi della terza stagione e lo show creato da Amy Sherman Palladino e Dan Palladino si conferma come uno dei titoli migliori di queste recenti annate, riuscendo a trovare un buon equilibrio nello spazio dato a tutti i personaggi coinvolti nella storia e introducendone di nuovi affidati a delle guest star davvero d’eccezione.

I primi cinque episodi riprendono la narrazione da dove si era interrotta: Midge (Rachel Brosnahan) ha ottenuto la possibilità di aprire gli spettacoli del famoso cantante Shy Baldwin (Leroy McClain), opportunità davvero incredibile per un’artista emergente come lei e per la sua manager Susie (la strepitosa Alex Borstein): dal palco di fronte ai militari a quello dei locali di Las Vegas, tutto è nuovo ed eccitante e nella carriera di entrambe si apre un nuovo capitolo. I due personaggi continuano a rappresentare la colonna portante della serie grazie a battute e situazioni esilaranti, come un’incredibile lezione di nuoto o le prime esperienze in aereo, e al tempo stesso in più momenti emozionanti e realistici quando iniziano a esserci i primi attriti a causa di una possibile rivalità per l’attenzione della manager. Brosnahan è ormai totalmente a proprio agio nel ruolo, e negli abiti, di Midge, e gli autori sono riuciti a trovare un modo per farla interagire con gli altri personaggi in modo sempre brillante e in grado di far avanzare la narrazione: dalle liti con i genitori a causa di un guardaroba spettacolarmente ampio e alla loro nuova situazione dopo la scelta di licenziarsi compiuta da Abe (Tony Shalhoub), ai figli che causano non pochi problemi, senza dimenticare l’ex marito Joel (Michael Zegen) e l’amicizia con Lenny Bruce (Luke Kirby).

I monologhi della fantastica signora Maisel sono sempre ben ideati, anche se i passaggi migliori sono quelli in cui usa la sua vita personale per proporne un ritratto ironico e pieno di sarcasmo della sua vita quotidiana.

La bravura dei Palladino permette poi di mettere in secondo piano la poca credibilità delle situazioni in cui si trovano gli altri personaggi in questo inizio della stagione.

Il tentativo di far emergere lati completamente diversi rispetto al passato di Abe e Rose (Marin Hinkle), tra una nuova sensibilità politica e la scoperta delle origini della famiglia della madre di Midge, in più di un momento causa non poche perplessità, sensazione comunque messa in ombra dalle situazioni surreali e divertenti in cui si trova la coppia, fino a vedere i due messi davvero alla prova in quanto a sopportazione e capacità di reagire.
L’evoluzione di Joel rimane però poco delineata tra tentativi imprenditoriali e una vita privata che si complica sempre di più e in modi inaspettati. Dispiace inoltre, il poco spazio affidato a Kevin Pollak e Carline Aaron: la coppia composta da Moishe e Shirley regala delle sequenze davvero indimenticabili e il talento dei due attori meriterebbe di essere messo maggiormente in luce in modo indipendente rispetto agli altri personaggi.

Senza il fascino e il carisma di Zachary Levi, la nuova stagione si affida a due guest star davvero d’eccezione per regalare non poche sorprese ai fan della serie. Sterling K. Brown (This Is Us) si inserisce perfettamente nell’atmosfera che contraddistingue la serie con la sua interpretazione di Reggie, il manager di Shy, e tra foto “sconvenienti”, esibizioni canore e qualche attrito con Susie e Midge, viene davvero valorizzato dai Palladino. Liza Weil, dopo la lunga esperienza in Una Mamma per Amica, riceve dai due coniugi alla guida de La Fantastica Signora Maisel una nuova possibilità di dimostrare la propria versatilità con un personaggio i cui conflitti interiori sono celati da una corazza apparentemente sicura e i dialoghi che le sono stati affidati sono ben calibrati per ribadire quanto sia difficile per una donna inseguire i propri sogni professionali ed equilibrarli con le aspettative che la società ha nei confronti delle donne.

Il ritorno di Jane Lynch nella parte di Sophie Lennon sembra gettare le basi per un approccio maggiormente ricco di sfumature al suo personaggio, rendendo la donna meno “villain” della situazione e inserendola in modo naturale nel contesto all’insegna di insicurezze e voglia di riscatto.
Dopo molta attesa, inoltre, gli spettatori potranno gustarsi un episodio con assoluta star Luke Kirby e l’attore si cala perfettamente nella parte di Lenny Bruce portando in vita il personaggio con il giusto mix di fascino, impegno sociale, ironia e romanticismo un po’ atipico, confermando che si tratta di un elemento davvero prezioso nel mondo di Mrs. Maisel.

La qualità della regia e la cura con cui vengono confezionati gli episodi – dai costumi all’uso della colonna sonora senza dimenticare le scenografie e la fotografia che valorizza ogni cambiamento di location e di atmosfera – permettono alla serie prodotta da Amazon Studios di non perdere in nessun momento l’attenzione e l’apprezzamento degli spettatori e della critica. Se si dovesse trovare un difetto, potenzialmente problematico, a questo inizio della terza stagione, è quello di proporre degli episodi un po’ troppo scollegati tra loro, rendendo la visione in qualche passaggio poco scorrevole, ma bastano le incredibili richieste di Susie per conto della sua cliente e il ritmo delle battute create per lo show, ormai un marchio di fabbrica dei Palladino, per far ignorare i punti deboli dello show e lasciarsi trascinare dai problemi e dai successi dei protagonisti.

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