The Expanse, grazie ad Amazon che ha salvato la serie dalla cancellazione, torna dal 13 dicembre con gli episodi della quarta stagione che, dopo la visione dei primi sei episodi in anteprima, sembra destinata a soddisfare gli appassionati del genere sci-fi, ma non solo.
La storia riprende da dove si era interrotta: Miller (Thomas Jane) in versione fantasma-protomolecolare ha fatto scoprire l’esistenza di oltre mille sistemi solari, la maggior parte con pianeti in grado di sostenere la vita umana. Uno dei pianeti, chiamato Ilus dai rifugiati di Ganymede che hanno deciso di colonizzarlo e New Terra dal gruppo di ricercatori che ne reclamano il controllo dal punto di vista legale, diventa lo scenario per uno scontro quasi in stile western e che obbliga Holden (Steven Strait) e l’equipaggio della Rocinante – composto da Naomi (Dominique Tipper), Amos (Wes Chatham) e Alex (Cas Anvar) – ad andare in missione con un ruolo da mediatori.
La situazione è però molto tesa e sul pianeta, i cui abitanti originali sono misteriosamente scomparsi, e il conflitto è alimentato anche dalle idee in opposizione del malvagio Adolphus Murtry (Burn Gorman), a capo della sicurezza della Royal Charter Energy, e della scienziata Elvi Okoye (Lyndie Greenwood).
Chrisjen Avasarala (Shohreh Aghdashloo), nel frattempo, deve cercare di gestire una situazione politica dall’equilibrio molto fragile e le imminenti elezioni, mentre Bobbie Draper (Frankie Adams) cerca di trovare il proprio posto nella vita quotidiana, venendo però coinvolta nelle attività di un gruppo criminale. Camina Drummer (Cara Gee) e Klaus Ashford (David Strathairn), inoltre, cercano di far rispettare le leggi nella Medina Station, che permette all’Alleanza dei Pianeti Esterni di avere nuovi poteri e controllare l’accesso agli altri mondi.

La quarta stagione di The Expanse, grazie al coinvolgimento degli autori Daniel Abraham e Ty Franck (che firmano i romanzi con lo pseudonimo James S.A. Corey), si ispira al libro Cibola Burn – La cura e ad alcuni dei racconti che compongono la saga per delineare un contesto narrativo ricco di spunti e tematiche in grado di coinvolgere gli spettatori, anche chi non è appassionato di fantascienza. Gli aspetti politici e sociali sono infatti ancora centrali seguendo come le rivendicazioni degli schieramenti coinvolti nella lotta per il potere e la conquista del nuovo pianeta portino tutti i protagonisti a compiere delle scelte importanti, più di una volta commettendo degli errori dalle conseguenze forse drammatiche. La serie non dimentica nemmeno di sviluppare con attenzione gli aspetti emotivi degli eventi, dando spazio ad amicizie, amori e nuovi legami.
Naomi, in particolare, diventa una figura sempre più centrale grazie al suo legame con Holden e ai problemi che deve affrontare, ma anche Amos, interpretato in modo convincente da Wes Chatham, riesce a ritagliarsi uno spazio più interessante ed è al centro di un paio di scene inaspettate. Gli sceneggiatori, almeno nei primi sei episodi, sono stati particolarmente abili nell’intrecciare le trame dedicate a tutti i protagonisti non sacrificandone nessuna, spaziando così dalla determinazione, e gli incredibili abiti, di Avasarala che vuole vincere un’elezione a cui non vorrebbe nemmeno pensare considerando i tanti problemi in corso nei vari angoli dell’universo, alle difficoltà di Bobbie a integrarsi nella vita normale, senza dimenticare un vero e proprio villain, interpretato da Burn Gorman, che rende davvero complicata la vita del team della Rocinante.
Dispiace, almeno in questi primi episodi, vedere uno spazio non sempre adeguato per Cas Anvar, davvero bravo nel portare in vita le sfumature di Alex, mentre è un vero piacere assistere alle interazioni tra Steven Strait e Thomas Jane.
A livello visivo la serie, dopo una terza stagione un po’ sottotono, è nuovamente di alto livello con sequenze d’azione nello spazio e sulla “terra” – tra distruzioni in aria di navi spaziali e disastri naturali come terremoti e tsunami – davvero spettacolari e ben costruite, una fotografia suggestiva in grado di creare la giusta atmosfera a metà tra western e sci-fi e costumi curati nei minimi dettagli. L’interessante approccio “realistico” alla scienza alimenta poi la narrazione in modo stimolante e in più momenti inaspettato.
Il vero punto di forza di The Expanse è però la capacità di tessere un dramma politico e umano all’interno di un contesto sci-fi: dai problemi causati dalla colonizzazione alla lotta per le risorse naturali, senza dimenticare le rivendicazioni sociali e le relazioni sentimentali, ogni idea alla base dell’epopea ambientata nel futuro rimane ancorata nel presente permettendo agli spettatori di empatizzare per dei personaggi mai stereotipati, e a loro modo pieni di difetti, e di riflettere sul modo in cui vengono gestite le emergenze dai leader, mentre tutti, ognuno secondo le proprie caratteristiche, cerca di mantenere la pace, non solo tra l’alleanza ma anche dentro di sé.
Il cliffhanger con cui si conclude il sesto episodio fa infine ben sperare per un finale di stagione ricco di colpi di scena e momenti memorabili, potendo inoltre contare sul già annunciato rinnovo che lascia i fan senza alcun timore di un’ulteriore cancellazione immotivata considerando la qualità raggiunta dallo show.