Il problema della giustificata aspettativa creata dall’incombere della Crisi, con il crossover che inizierà ormai da qui a pochi giorni negli Stati Uniti, è che in qualche modo ha raffreddato quelle per tutti i finali di metà stagione delle serie dell’Arrowverse, compreso quello di The Flash che, rispetto agli altri show, ha dovuto affrontare anche una certa dilatazione dei tempi data dalla scelta di dividere in due parti una trama che probabilmente non ne aveva bisogno.

Come era intuibile già dalla scorsa settimana, rispetto ad un episodio più intimista, con The Last Temptation of Barry Allen, Pt. 2 si è passati direttamente all’azione. Barry, ormai completamente infettato da Ramsey/Bloodwork, è infatti in versione Dark Flash per gran parte dell’episodio, cosa che lascia Cisco (Carlos Valdes) ed Iris (Candice Patton) nella difficile posizione di dover proteggere la città e salvare il loro leader. L’interazione tra i due personaggi ed il modo in cui lavorano in tandem per tutta la puntata, al fine di trovare una soluzione per sconfiggere il loro nemico senza per questo perdere Barry, è uno degli aspetti migliori di questa seconda parte del finale. Da quando il nuovo showrunner Eric Wallace ha lasciato cadere, con nostra imperitura gratitudine, l’assurdo del mantra delle passate stagione del “Noi siamo The Flash,” il Team sembra lavorare in maniera decisamente più efficace e meno forzata, con ognuno dei membri, vecchi e nuovi, che contribuisce con le proprie abilità, facendo dell’unione la loro vera forza.

L’episodio, diretto da Michael Nankin, regista della pellicola Van Helsing (2004) e della serie L’Esorcista (2016), ha un’atmosfera squisitamente horror che spicca rispetto ai toni usuali della serie e che viene espressa in tutta la sua efficacia in alcune specifiche scene, come quella in cui Cecile e Kamilla cercano di raggiungere gli STAR Lab fuggendo da un gruppo di zombie che dà loro la caccia e di cui la moglie di Joe riesce a individuare la posizione sentendone le confuse emozioni, così come è caratterizzato da alcune scene d’azione particolarmente bel riuscite, come il gelido battito di mani di Killer Frost che mette al tappeto un gruppo di zombie che ferisce Joe e, naturalmente, lo scontro finale con Ramsey, definitivamente trasformato in Bloodwork. Già da qualche tempo sapevamo che avremmo assistito alla completa trasformazione del personaggio nella sua terrificante versione fumettistica e, tenuto conto del budget a disposizione di queste serie, ulteriormente prosciugato dall’imminente crossover, dobbiamo ammettere che l’effetto finale è notevole e sarebbe interessante sapere se Bloodwork sia stato completamente creato in CGI o sia piuttosto una combinazione di CGI e live action, come per esempio per Gorilla Grodd.

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Il grande piano di Bloodwork, come apprendiamo, è quello di far esplodere l’acceleratore di particelle per disperdere nell’atmosfera il suo virus ed infettare così tutti gli abitanti di Central City rendendoli degli zombie privi di volontà, ma usando le sue stesse armi, Barry, che nonostante tutto è riuscito in qualche modo a non avere la propria volontà completamente cancellata da Ramsey, riesce a sconfiggerlo usando la sua stessa arma. Come il folle medico aveva infatti usato la paura di Barry di morire per prendere possesso di The Flash, così Barry usa il suo latente senso di colpa per fermarne i poteri distruttivi. Quando Ramsey Rosso si trova infatti di fronte alla visione di sua madre che cerca di farlo di ragionare e di fermare la sua furia distruttiva, riesce a far guadagnare al resto del Team Flash quel tanto di tempo che basta per organizzarsi in una risposta efficace.
Per entrambi, sia per Barry che per Ramsey, vincere la battaglia significa accettare le proprie paure e combatterle, ma mentre il primo ha avuto più di un’opportunità di farlo grazie all’incombere della Crisi, il suo nemico si dimostra meno allenato, tanto da soccombere sotto il peso della sua ossessione e dall’intervento di Allegra che, usando i suoi raggi ultravioletti, riesce a fermare il piano del loro nemico.

Molto di ciò che accade in questo doppio finale di metà stagione di The Flash ci ha ricordato da vicino le sagge parole di un certo Silente rivolte ad Harry Potter, alla fine della sua battaglia contro Voldemort: “solo perché sta succedendo nella tua testa, non significa che non sia vero“, dandoci la sensazione che questo dovrebbe essere l’approccio che tutti gli eroi dell’Arrowverse dovrebbero avere nei confronti della battaglia che stanno per affrontare. Sconfiggere i fantasmi della propria mente: paura, dubbio e mancanza di fiducia in se stessi, come nel caso dello scontro tra Barry e Ramsey, è la sola chiave di lettura per affrontare il difficile futuro che aspetta tutti loro, immaginare l’impossibile per poter impedire una Crisi apparentemente inevitabile.

Sull’onda di questo messaggio, il finale di questo episodio ha un tono particolarmente nostalgico, con il Team Flash (meno Ralph, stranamente assente per tutto l’episodio) riunito dopo la battaglia, mentre ricorda i vecchi i tempi e aspetta letteralmente lo scattare dell’ora X e dell’arrivo della Crisi, che si presenterà puntualmente, come The Monitor aveva predetto, sotto forma di uno spaventoso cielo rosso che sovrasterà la città.

Nel teaser finale, poi, come nel caso di Supergirl e Batwoman, rivediamo anche in The Flash la scena del Nash Wells di Tom Cavanagh che, dopo aver affrontato alcuni zombie sul punto di sopraffarlo, attraversa un portale trasformandosi in Pariah.

La puntata di Crisi sulle Terre Infinite di The Flash, la terza del crossover, andrà in onda negli Stati Uniti martedì 10 dicembre, mentre la serie riprenderà a gennaio dopo la pausa natalizia con l’episodio intitolato Marathon, sempre su The CW.

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