Poche serie sanno gestire il dramma, nell’accezione più autentica del termine, come The Resident, in maniera forse plateale ed eccessiva, ma comunque efficace e con una chiara distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male ed il finale di metà stagione dello show, che tornerà in onda negli Stati Uniti tra 3 settimane, è un vero concentrato di eventi al cardiopalma, che culminano nel riuscito cliffhanger finale.

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Questa terza stagione, tra qualche alto basso, si è ormai trasformata in una plateale battaglia contro la Red Rock Mountain Medical, la losca società che ha preso il controllo del Chastain Park Memorial Hospital nella persona del suo vice president Logan Kim (Rob Yang) e del neurochirurgo Barrett Cain (Morris Chestnut). Se per qualche tempo gli autori hanno giocato con l’ambiguità del personaggio del dottor Cain, lasciando intendere che – nonostante qualche lato oscuro – potesse davvero avere a cuore i suoi pazienti, arrivati a metà del cammino di questa terza stagione è ormai evidente che tipo di uomo e di medico egli sia, come sia unicamente interessato al profitto non meno del suo complice, e come si sia costruito la sua solida reputazione in maniera a dir poco raccapricciante.

Una delle scene più forti di questo episodio è infatti quella in cui il pubblico comprende finalmente come le statistiche del dottor Cain siano così impeccabili quando viene chiaramente mostrato come il chirurgo operi non solo persone che non dovrebbero mettere piede in sala operatoria a causa delle loro disperate condizioni, ma usi anche la propria conoscenza medica per farle uscire vive dalla sala operatoria, ma come dei vegetali, riempiendo così le tasche della Red Rock di denaro, non solo con la sua falsa reputazione di Dio della chirurgia, ma anche spedendo le sue povere vittime in cliniche di lunga degenza, sempre gestite dalla medesima società, con lo scopo di spillare ulteriore denaro alle famiglie di pazienti che non hanno ormai nessuna possibilità di guarigione, costrette a rimanere incoscienti ed attaccate ad un respiratore per quello che gli resta da vivere.
Come nel plateale ed esagerato caso della dottoressa Hunter nelle passate stagioni, quando si tratta di creare un antagonista, la serie non risparmia alcun colpo, ideando personaggi così avidi e fuori controllo da rasentare l’eccesso, se trasposti nella realtà, ma sicuramente divertenti in una serie televisiva.

In tutto questo, il personaggio del dottor Randolph Bell (Bruce Greenwood) è sicuramente quello che ha subito le maggiori trasformazioni rispetto al suo debutto nella serie, in cui era stato presentato come l’avversario di Conrad Hawkins (Matt Czuchry). Bell, infatti, che nella scorsa puntata si è dimesso dalla carica di amministratore delegato dell’ospedale, pur mantenendo quella di primario di chirurgia, è colui che assieme alla dottoressa Kitt Voss (Jane Leeves) è maggiormente consapevole della minaccia costituita dalla Red Rock, tanto che il suo tentativo di opporvisi, quando chiederà al consiglio di amministrazione di riunirsi per punire il comportamento del dottor Cain, che ha lasciato la sala operatoria prima del tempo, affidando un paziente alle cure del proprio specializzando e mettendone a repentaglio la vita, si trasformerà nel ritiro della sua carica che sarà affidata invece a Cain.

In quanto al protagonista della serie, Conrad Hawkins (Matt Czuchry), che nel suo piccolo può essere indirettamente accusato di non aver sempre fatto le scelte migliori in quanto medico, come quando ha letteralmente torturato un paziente, un assassino ricoverato al Chastain, con lo scopo di farsi rivelare il luogo dove aveva nascosto una sua vittima, ha quanto meno dalla sua la certezza di agire sempre a fin di bene. Ciò nonostante, la sua tendenza a disobbedire alle regole ha finito per metterlo nei guai, trasformandolo in una minaccia da eliminare per la Red Rock. Dopo un primo tentativo fallito di liberarsi di lui, Conrad presterà il fianco ai suoi nemici quando, con il supporto di Devon (Manish Dayal), che festeggia nell’episodio il suo ultimo giorno da internista, deciderà di tenere nascosto alla commissione medica che un suo paziente, bisognoso di un trapianto, ha tentato il suicidio, una notizia che ne avrebbe impedito l’inserimento nella lista dei trapianti, finendo per essere licenziato in tronco proprio nel giorno in cui festeggia la sua promozione a capo degli specializzandi.
Nella scena finale dell’episodio, in cui Conrad affronta a muso duro Kim, Czuchry dà un’ottima prova attoriale, mostrando tutta la sua fragilità e lo shock per quando avvenuto solo quando lascerà il Chastain, scortato fuori dalla sicurezza, concedendosi solo allora di lasciar trasparire tutte le emozioni per quanto è accaduto.
Con Conrad fuori dall’ospedale, la guerra è apertamente dichiarata e dalla sua il dottor Hawkins non ha solo i suoi colleghi e Nic (Emily VanCamp), per la quale ha segretamente pronto un anello di fidanzamento, ma anche il suo potente padre Marshall Winthrop (Glenn Morshower), degli alleati che, nella loro arroganza, Kim e Cain stanno chiaramente sottovalutando.

Infine, nella trama secondaria dell’episodio, che avrà sicuramente ripercussioni importanti in futuro, soprattutto se Adaku, la migliore amica di Mina Okafor (Shaunette Renée Wilson), che ha appena messo al mondo il suo bambino, non si salverà, AJ (Malcolm-Jamal Warner) e la sua internista si scontrano sul migliore modo di agire per Adaku con Mina che, emotivamente troppo coinvolta dal caso, rinfaccia al suo superiore e all’uomo che segretamente la ama, di aver sbagliato a non operare subito la sua amica dando la priorità, proprio come la sua paziente in realtà gli aveva chiesto, al nascituro.

La terza stagione di The Resident tornerà in onda negli Stati Uniti dopo la pausa natalizia, martedì 7 gennaio su Fox, mentre in Italia va in onda su Fox Life.