Con An Un-Birthday Present, Batwoman tira fuori dal cilindro uno dei migliori episodi post-Crisi che abbiamo visto fino ad ora nell’Arrowverse dopo la sorprendente ed inattesa rivelazione della scorsa settimana che gli eventi del crossover hanno portato ad una riscrittura della realtà in cui, nella Gotham di Terra-Prime, la sorella di Beth non è mai morta e Kate stessa è riuscita a salvarla prima che la macchina precipitasse nel vuoto dando inizio all’incubo della “sua” Beth ed alla trasformazione di quest’ultima in Alice.

Rachel Skarsten, che non sempre ci ha convinto come antagonista di Batwoman, fa invece qui un più che convincente lavoro in questa doppio ruolo, coadiuvata anche dall’ottima interpretazione di Ava Sleeth, la giovane attrice che ricopre il ruolo di Beth da bambina, è infatti a lei che viene affidato il compito di mostrare l’attimo in cui Beth diventa Alice, una sofferta rivelazione che passerà attraverso il racconto della leader della Wonderland gang a Sophie, che era riuscita a catturarla nello scorso episodio. Grazie alle parole di Alice scopriremo infatti come Beth e Johnny abbiano legato uniti dal comune amore per Alice nel Paese delle Meraviglie e soprattutto per proteggersi dalla violenza del padre di lui, con Beth che sceglie di dissociarsi completamente da se stessa dopo che l’uomo non solo uccide brutalmente davanti ai loro occhi il gattino che i due bambini avevano trovato e di cui si prendevano cura, ma anche e soprattutto dopo che le chiede di cominciare a cucire pelle umana per “aggiustare” il volto del suo Johnny. Sebbene la scoperta delle brutalità di cui Beth è stata vittima da bambina non giustifichi la folle violenza di Alice adulta, da questo momento in poi, disprezzare il personaggio diventerà un po’ più difficile considerato ciò che ha subito, il che include quell’ultima rivelazione che la porta alla definitiva trasformazione in Alice, quando l’uomo che la tiene prigioniera le mostra una foto di suo padre e Kate, ritratti mentre sorridono sulla prima pagina di un quotidiano con la loro nuova famiglia e le dice che nessuno la sta più cercando. L’anima di Beth si spezza proprio in quel momento e quello è anche l’attimo in cui viene spontaneamente da pensare che, se non fosse già stata uccisa, sarebbe stato davvero molto difficile perdonare Catherine per aver mentito a Jacob e Kate.

Per quanto concerne la presenza di Beth a Gotham invece, gli autori, sorprendentemente – soprattutto per una serie dell’Arrowverse nel quale abbondano i casi in cui è prevalsa la decisione di spiegare i sentimenti di un personaggio, piuttosto che mostrarli nell’evoluzione della storia  – Batwoman lascia da parte la comprensibile incredulità che il personaggio potrebbe provare per le notizie incredibili che sia la sorella, sia Luke le raccontano circa questa nuova realtà e, anche grazie al suo master in astrofisica, per la cui tesi ha teorizzato l’esistenza del multiverso, viene immediatamente coinvolta nell’azione, tanto da prendere la coraggiosa ed ovviamente folle decisione di provare a prendere il posto di Alice e convincere così Mouse a rilasciare gli ostaggi che ha preso, Kate compresa, con la minaccia di ucciderli se sua sorella non sarà liberata.

E proprio a proposito di Luke, il personaggio interpretato da Camrus Johnson torna ad avere un ruolo prominente nella puntata grazie alla posizione di confidente in cui si trova con le sorelle Kane, quando deve aggiornare Beth su tutte le cose che sono accadute alla sua famiglia (compreso l’arresto di Jacob e la morte di Catherine) e quando Kate gli rivela di sentirsi ancora più in colpa per la sorte della sua Beth/Alice, perché – a differenza di quanto le è sempre stato detto da bambina – l’esistenza stessa della nuova Beth dimostra che in realtà avrebbe potuto salvare sua sorella da quella macchina.

In un chiaro seguito della decisione di Batwoman di rivelare poi di essere gay, gli autori trovano anche lo spazio in questo episodio ricco di eventi per non fa cadere nel dimenticatoio questa storyline, mostrando come parte della popolazione di Gotham decida di sostenerla con una manifestazione dopo che alcuni esponenti delle autorità esprimono perplessità per la sua scelta di fare outing, ma anche se questo è un tema importante per lo show, il finale di An Un-Birthday Present sarà legato a doppio filo a tutt’altra rivelazione, verso la quale il pubblico sarà accompagnato per mano dall’esilarante interpretazione di Mary di ciò che il multiverso potrebbe essere.
In un momento di confidenza con la sorellastra, Mary si chiede infatti se Beth non potrebbe essere forse una sorta di anomalia, un pezzo sfuggito alla distruzione del multiverso paragonabile ad una di quelle viti con le quali ci si ritrova in mano dopo aver finito di costruire un mobile di Ikea, una teoria decisamente interessante che, se vera, dimostrebbe che la morte di Oliver Queen non ha veramente portato alla rigenerazione di un nuovo multiverso. Il fatto che Beth non sia semplicemente un doppelgänger spiegherebbe anche il finale dell’episodio, quando sia lei che Alice – che nel frattempo è riuscita a sfuggire dalla sua prigionia – vengono colte da dolorose fitte alla testa, che sembrano indicare che le due non possono coesistere condividendo il medesimo spazio. Ma se così fosse, chi delle due sarà sacrificata?

La prima stagione di Batwoman va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su The CW.