His Dark Materials – Queste Oscure Materie 1×03: la recensione

Dopo tre puntate di His Dark Materials, due elementi definiscono il personaggio di Lyra. L’atto del doversi nascondere, sempre e comunque, ovunque si trovi, e il suo rapporto con la verità e le bugie che le vengono dette. Che sono due cose intimamente legate, se ci ricordiamo come è iniziata la serie (nascondersi in un armadio e scoprire delle verità nascoste). Per il terzo episodio, Lyra cambia ancora destinazione e rifugio, e ancora una volta deve adattarsi a linguaggi e situazioni che per lei sono estranei. Lasciata la prigione dorata della signora Coulter, si ritrova con i gyziani. Anche qui la sua ricerca della verità non si ferma, anche se saranno i segreti a venire a cercarla senza che lei, in realtà, abbia grande impatto su di essi.

La scrittura di Jack Thorne ha davvero deciso di bruciare le tappe, e anche in questa puntata ci arriva una nuova informazione fondamentale sulla protagonista: la signora Coulter è sua madre. Questa rivelazione riesce nello stesso momento ad essere sia troppo anticipata che priva di forza. Intanto non era così imprevedibile, dato che avevamo scoperto proprio per bocca che Asriel era il padre di Lyra, e si percepiva un chiaro coinvolgimento. E non c’è grande pathos in questo continuo rimescolamento di carte, in un segreto che non sapevamo nemmeno essere tale, o al quale non abbiamo avuto tempo di abituarci.

Quantomeno, funziona meglio ora l’inquadramento di Marisa Coulter come personaggio perfido, ma a modo suo anche tragico. Sicuramente il più interessante della serie finora. Nel suo rapporto malsano con Lyra, nell’ossessione per il proprio obiettivo – qualunque esso sia – e nella semplicità con la quale viola i tabù del proprio mondo. Ruth Wilson incarna molto bene tutti questi sentimenti, e riesce a dare sempre qualcosa in più alle parole che deve pronunciare. Dafne Keen interpreta con trasporto un personaggio che può risultare fastidioso, al quale la scrittura consegna un ruolo di primo piano anche se non siamo certi che se lo sia guadagnato in qualche modo (come quando improvvisa un discorso davanti ai gyziani).

Sprazzi di fantasy nella gestione dell’aletiometro, che inizia ad avere una sua importanza, in una scena in cui un daimon svanisce come effetto della morte del proprio umano, in un dialogo tra Lyra e Farder Coram. Capiamo qualcosa di più della missione di Boreal nel nostro mondo, e per un attimo intravediamo anche il personaggio interpretato da Andrew Scott. Ma si tratta di scene che sembrano arrivare da un’altra serie, stranianti e non contestualizzate. Per una serie che fatica a definire il proprio target di riferimento anche solo con la trama principale, può essere un problema.

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His Dark Materials va in onda su Sky Atlantic, due episodi alla settimana, ogni mercoledì.