Vikings 6×07 “The Ice Maiden”: la recensione

Nella sua storia, Vikings ha sempre corteggiato l’elemento sovrannaturale. Le sfumature fantastiche o mitiche che accompagnano i momenti decisivi della narrazione, forse per dare più enfasi, forse per trasportare tutto su un piano alternativo. Serie storica, ma non troppo, nella quale come i personaggi dell’Iliade sono accarezzati dalla grandezza e condannati da una morte violenta che dovrà arrivare. E che quando arriva spesso è preannunciata da una profezia funesta, come è accaduto a Lagertha. Viene ribadita quella profezia nel settimo episodio della sesta e ultima stagione dello show, intitolato The Ice Maiden.

Uno dei figli di Ragnar ucciderà Lagertha. Non è stato Ivar alla fine, come si poteva pensare, anche se indirettamente la morte della “shieldmaiden” è stata provocata anche da lui. Di questo e di altro dovranno rendersi conto Ubbe, Bjorn e gli altri in un episodio che non inserisce praticamente nessun nuovo elemento nella storia, ma si concentra nel dare un lungo e sentito commiato ad uno dei personaggi simbolo della serie di History. La scrittura entra ed esce consapevolemente dall’omaggio al personaggio, a ciò che ha rappresentato, ma anche alla sua interprete Kathryn Winnick.

Si tratta di una lunga celebrazione della vita e della morte, che mette in secondo piano l’elaborazione del lutto per esaltare quel che Lagertha ha compiuto in vita. Ci sono pochissimi dialoghi aperti tra personaggi a proposito della morte del personaggio, e tutto è lasciato a esperienze più intime. C’è ad esempio la visione di morte di Bjorn, che già immagina e sa quel che è accaduto ancora prima di arrivare. L’elaborazione non è mai in chiave futura, a parte la promessa da parte di Bjorn di rintracciare l’assassino di sua madre, che noi sappiamo essere Hvitserk. Piuttosto, si rivolge al passato.

E lo fa soffocando un po’ le reazioni che non sono giudicate interessanti e accelerando – come ha fatto in passato – gli spostamenti da un luogo all’altro. Questo è l’episodio del commiato, nel quale i protagonisti ripetono che tutto è cambiato, che non ci sarà un’altra donna come Lagertha, che è stata la più grande delle shieldmaiden. Se Vikings vuole raccontare l’enfasi del momento, ci riesce. Nulla è messo da parte, ci sono sacrifici, anche umani, e uno spettacolare funerale sul ghiaccio. Tutti a quel punto sono presenti perché devono esserlo, a parte i due fratelli che direttamente e indirettamente hanno provocato la sua morte. Perfino Ragnar non può mancare, ovviamente in vesti mitiche. Lagertha, ormai puro spirito, già leggenda, lo raggiunge.

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