Non c’è traccia del Grey Sloan Memorial nell’episodio di questa settimana di Grey’s Anatomy che è invece interamente dedicato alle famiglie, i complicati rapporti che le costituiscono ed i segreti che troppo spesso vengono seppelliti tra i diversi membri che le compongono. Idealmente e soprattutto qualitativamente, The Last Supper è un episodio diviso nettamente in due parti: la cena a casa di Richard e Catherine, in cui la coppia intendeva annunciare ai propri figli la decisione di separasi, e la morte dello zio di Levi, Saul.

Nel secondo caso, apprendiamo dalla madre di Levi che suo zio, ricoverato in un ospizio, è in fin di vita ed il nipote, accompagnato da Nico, si precipita da lui prima che sia troppo tardi. Secondo quanto Levi stesso dirà a Nico, Saul è un uomo rancoroso e pieno di rabbia, che ha reso la vota di tutti i suoi familiare un inferno, ad eccezione del suo nipote prediletto, che ha sempre trattato con i guanti bianchi. Gli autori non concedono al pubblico di conoscere davvero il personaggio, che muore pochi secondi dopo che il nipote arriva nella sua stanza e gli presenta ufficialmente il suo fidanzato, annunciandogli quindi di essere gay, ma trovano comunque un modo molto delicato e commovente di rivelare sia agli spettatori che a suo nipote l’anima di Saul anche da morto, in un modo tale che avrà un forte impatto su Levi.

Dopo la rapida visita della moglie, che lo lascerà molto presto alle cure del nipote, nella stanza di Saul si presenta infatti un uomo di nome Daniel che Levi non conosce e che presto rivelerà al giovane medico di essere l’amore della vita di suo zio Saul. Sebbene questa rivelazione sia una di per sé un cliché del personaggio livoroso, che si scopre poi aver sempre vissuto essendo stato costretto a nascondere un segreto inconfessabile, il modo in cui il tema dell’accettazione di sé e degli altri, viene affrontato comunque con grande delicatezza in questo episodio. La scoperta da parte di Levi di essere stato sempre amato così profondamente dallo zio perché rivedeva in lui se stesso, non è rivelata con superficialità, ma raccontata con grande sensibilità e soprattutto avrà un grande impatto su come Levi deciderà di  vivere la sua vita. Come Daniel stesso gli dirà, i tempi in cui lui e Saul hanno vissuto il loro amore erano molto diversi da quelli in cui Levi e Nico stanno vivendo ed il fatto che Saul gioisse segretamente per le conquiste del nipote, è una verità dolce-amara in cui è molto facile rispecchiarsi, soprattutto quando Levi deciderà di raccogliere a piene mani la lezione appresa dicendo alla madre – nella cui casa ancora abita – di aver  deciso di andarsene e vivere alla luce del sole la sua vita, rinfacciandole l’ipocrisia di averlo accettato, quando in realtà non ha trovato il coraggio di dire al resto della famiglia che il proprio figlio è gay e vorrebbe tenerlo nascosto come un segreto di cui vergognarsi.
La trama dedicata a Levi, che – come più volte ci è capitato di sottolineare – è sostanzialmente l’unico degli internisti del Grey Sloan a cui è stato dedicato spazio nella serie, tocca anche un argomento molto delicato, trattato con grande rispetto: la scena della preparazione del corpo di Saul da parte di Daniel e Levi, seguendo le tradizioni della religione ebraica, non è qualcosa che si vede spesso in televisione ed è particolarmente emozionante, anche e soprattutto per il modo in cui i due personaggi vivono la propria religiosità.

Passare da questa atmosfera rarefatta, intima ed emotivamente coinvolgente a quella dell’imbarazzante cena a casa di Richard e Catherine è quindi una sorta di brusca doccia fredda. I due organizzano la serata per poter comunicare a Maggie e Jackson la decisione di separarsi, ma entrambi pensano invece di essere stati invitati ad una serata per festeggiare il loro imminente anniversario, il che rende l’atmosfera comprensibilmente pesante e non contribuisce certo ad alleggerirla il fatto che Jackson inviti la sua ragazza Vic, la quale (senza peraltro dimostrare particolare educazione) decide di trascinarsi dietro il suo collega Dean, anche se la cosa viene giustificata come un fraintendimento dovuto al fatto che Vic abbia pensato di essere stata invitata ad un party e non ad cena di famiglia.

Ci sono talmente tante note stonate in questa trama che è difficile elencarle tutte: la decisione degli autori di mettere insieme due personaggi che non dimostrano grande alchimia in un momento in cui entrambi si stavano lasciando alle spalle una storia molto importante e dolorosa, l’evidente imbarazzo che ancora esiste tra Maggie e Jackson, la scelta di buttare nella mischia Dean, quando la sua presenza serve solo lo scopo di giustificare l’ennesimo mini-crossover con Station 19, la tensione insopportabile tra Richard e Catherine, la scelta di dare l’illusione che le cose tra loro possano risolversi per poi farle concludere nell’ennesima, insensata, faida soap-operistica. E’ curioso che sia Catherine che Jackson vengano trattati come personaggi che non sono in grado di concludere civilmente una relazione senza trasformarsi in caricature vendicative e astiose di loro stessi, ma sia nella storia di Jackson con Maggie, che in quella di Catherine con Richard, c’è molto che lascia a desiderare e sebbene tutti e quattro abbiano le proprie responsabilità, sono i membri della famiglia Avery ad uscirne peggio.
Dopo un tentativo di riconciliazione da parte di lei, scaturito dai ricordi su come il loro amore sia nato, Richard dice senza mezzi termini alla moglie che è troppo tardi per tornare indietro, perché è rimasto bruciato dalla mancanza di sostegno di lei quando si è ritrovato senza un lavoro ed a dover ricostruire da zero la propria carriera per essere stato allontanato dall’ospedale che lui stesso ha contribuito a costruire e rendere grande e che la moglie ora possiede.
In tutta risposta, Catherine, che pochi minuti prima gli aveva chiesto scusa per il suo comportamento, gli getta addosso tutto il suo disprezzo per un presunto tradimento che non c’è mai stato e gli dichiara sostanzialmente guerra dopo aver saputo che Richard ha convinto Maggie ad accettare un’offerta di lavoro di Alex al Pac North, chiamando il suo avvocato e chiedendo di comprare l’ospedale nel quale il marito lavora, presumibilmente per rendergli la vita impossibile.

Come nel caso della conclusione della relazione tra Maggie e Jackson, il vero problema di questa storyline è che contiene una repressa carica di astio completamente inspiegabile, soprattutto alla luce dei fatti, trasformando in quella che era una storia d’amore in un rapporto fatto di astio ed ingiustificate recriminazioni. Se a questo generale disagio si aggiunge poi l’ennesima menzione del personaggio di Karev, completamente scomparso dai radar di una serie che sembra decisa a non affrontare il problema, ecco che l’ottimo lavoro della trama dedicata a Levi viene messo in ombra da questo imbarazzante intermezzo. Ci rendiamo conto che probabilmente gli autori, al momento in cui è stato girato questo episodio, non sapevano forse che la decisione di Justin Chambers di lasciare lo show sarebbe stata definitiva e stessero quindi cercando di arginare quella che magari ritenevano essere un’assenza temporanea, ma ciò non toglie che la menzione casuale del personaggio, di cui tutti si ostinano a non ammettere la scomparsa, aggiunge un ulteriore tasso di disagio ad una storyline già di per sé imbarazzante da guardare.

La 16^ stagione di Grey’s Anatomy va in onda ogni giovedì sulla ABC negli Stati Uniti e su FoxLife in Italia.