L’amica geniale, la serie tratta dai romanzi di Elena Ferrante, è tornata sugli schermi della Rai con la stagione 2 per proseguire il racconto (qui la nostra recensione delle puntate precedenti) della storia di Lenù (Margherita Mazzucco) e Lila (Gaia Girace), alle prese con il passaggio definitivo dall’adolescenza all’età adulta, ma seguendo due percorsi molto diversi.

Lila si è infatti sposata con Stefano Carracci (Giovanni Amura), mentre Lenù prosegue i suoi studi e porta avanti il suo rapporto con Antonio (Christian Giroso), pur essendo attratta, ormai da tempo, da Nino Sarratore (Francesco Serpico).
Il matrimonio che avrebbe dovuto regalare una gioia alla giovane Cerullo, le appare invece fin dai primi festeggiamenti come una nuova trappola e la luna di miele ad Amalfi fa emergere immediatamente il senso di possesso e un atteggiamento violento destinati ad aleggiare come una nuvola scura sui due giovani coniugi. Lila, tornata nel rione con dei lividi sul volto, si rende conto che non può contare sul sostegno degli altri e cerca conforto e dei punti fermi nella sua amica Elena.
Lenù, nel frattempo, sente il peso del confronto con la sua amica e prova la sensazione di essere un po’ intrappolata in una relazione poco soddisfacente, rimanendo accanto al suo fidanzato geloso Antonio, pur avendo la consapevolezza di non amarlo.

Nelle prime due puntate, intitolate Il nuovo cognome e Il Corpo si assiste quindi al complicato matrimonio tra i due giovani che comprende provocazioni, incomprensioni, rabbia mal repressa e gelosie. Antonio dovrebbe poi allontanarsi dalla città a causa del servizio di leva, ma Lenù e Lila chiedono aiuto ai fratelli Solara, sfruttando i sentimenti che Marcello (Elvis Esposito) prova ancora nei confronti della giovane che l’ha respinto preferendogli Stefano.
La tensione tra le due famiglie è inoltre sempre elevata a causa dell’apertura di un negozio di scarpe e dalla gestione della salumeria. Rino (Gennaro De Stefano) e Pinuccia (Federica Sollazzo), nel frattempo, diventa sempre più fisica.

Gli episodi, nuovamente diretti da Saverio Costanzo, riprendono la narrazione da dove si era interrotta e mantengono immutati lo stile e l’atmosfera creati per l’adattamento per il piccolo schermo della storia raccontata tra le pagine. La ricostruzione della quotidianità del rione, a livello di scenografie e costumi, è curata in ogni minimo dettaglio, riportando gli spettatori in un periodo storico all’insegna di cambiamenti imminenti e divisioni sociali, come dimostra anche la nuova casa di Lila. Il racconto non perde inoltre di incisività nel portare in scena tematiche importanti come l’emancipazione femminile e i tentativi di andare oltre un destino che sembra prestabilito fin dalla nascita. Uno dei momenti più riusciti di questo avvio di stagione è infatti quello in cui Lenù, dopo aver litigato con l’amica, osserva il mondo che la circonda con uno sguardo nuovo, rendendosi conto che nemmeno lei sogna di seguire l’esempio dei propri genitori e degli altri abitanti della comunità, sperando di poter seguire un percorso personale diverso.
La storia creata da Elena Ferrante è, ancora una volta, ricca di spunti e nonostante ci si concentri sulle due giovani protagoniste, anche i personaggi secondari ottengono uno spazio adeguato che permette di costruire un contesto ricco di sfumature e spunti, delineando così un mondo molto realistico e convincente.
A non lasciare particolarmente soddisfatti sono alcuni passaggi di questi primi due episodi, come gli effetti speciali poco convincenti utilizzati durante il viaggio in macchina di Lila e Stefano, e la recitazione del cast, alle volte veramente troppo innaturale.
Margherita Mazzucco rimane ancora piuttosto statica nella sua performance, ma in alcune sequenze dimostra di saper dare nuove sfumature alla sua Elena. Sarà quindi interessante scoprire come si evolverà la sua interpretazione nella seconda metà della stagione in cui il personaggio affronterà dei cambiamenti e dei problemi che ne modificheranno atteggiamenti e prospettiva sul mondo. Gaia Girace trasmette senza alcun dubbio la giusta dose di fierezza e rabbia, come sottolinea il momento in cui il marito di Lila spiega perché secondo lui la moglie non riesce a rimanere incinta, ma in più momenti risulta sopra le righe a causa di un’enfasi che poco si adatta al mezzo televisivo. La poca esperienza delle due attrici è però un limite da non sottovalutare ed entrambe avranno a disposizione l’intera stagione per dimostrare di essere in grado di adattarsi con maggior dinamicità ai turbamenti che animano le due ragazze.

All’interno del panorama televisivo italiano, L’amica geniale appare comunque di ottimo livello e in grado di mantenere alta l’attenzione degli spettatori, confermandosi un progetto in grado di coinvolgere puntando l’attenzione su tematiche importanti e seguendo i cambiamenti avvenuti nella recente storia italiana senza perdere di vista la capacità di intrattenere.

CORRELATO ALLA RECENSIONE DEI PRIMI 2 EPISODI DELLA SECONDA STAGIONE DE L’AMICA GENIALE: