La seconda stagione della serie L’amica geniale, Storia di un nuovo cognome, prosegue con il quinto e il sesto episodio intitolati rispettivamente Il Tradimento e La Rabbia.

La narrazione riprende da dove si era interrotta: Lenù (Margherita Mazzucco) ha scoperto che tra Lila (Gaia Girace) e Nino (Francesco Serpico) c’è un’attrazione reciproca che mina le sue speranze di conquistare il giovane Sarratore. La ragazza si rende infatti ben presto conto che la sua amica, seppur sposata, si è innamorata e sembra disposta a rischiare pur di vivere pienamente delle emozioni mai provate prima. Elena, nonostante sia profondamente ferita, si lascia persino convincere a mentire per permettere ai due amanti di trascorrere una notte insieme e la sua complicata situazione emotiva la porta a prendere una decisione inaspettata dopo il suo incontro con Donato Sarratore (Emanuele Valenti): avere, senza reagire, un rapporto sessuale con l’uomo.
Il giorno successivo Stefano Carraci (Giovanni Amura) arriva a Ischia, dopo aver saputo che la moglie e Nino sono stati visti mentre si tenevano per mano in spiaggia, e pur non credendo al tradimento decide di porre fine anticipatamente alle vacanze della moglie.

Dopo essere tornate a casa, come viene rivelato nei primi minuti dell’episodio La Rabbia, il rapporto tra Lila e Lenù è ormai all’insegna della freddezza e le due ragazze perdono i contatti.
La scoperta che la relazione extraconiugale sta continuando, sfruttando anche la scelta della signora Carraci di lavorare nel negozio di scarpe in centro, la disgusta al punto tale da decidere una volta per tutte di lasciarsi alle spalle la vita del rione e trova un modo per farlo grazie agli studi. Elena riesce infatti a superare brillantemente gli esami di maturità e decide di partire per frequentare l’università a Pisa.
La vita del rione viene nel frattempo sconvolta dalla morte di Giuseppina Peluso, e in città ritorna anche Antonio (Christian Giroso), non in grado di sopportare psicologicamente la vita da militare.
Lila decide poi di andarsene di casa dopo la scoperta di essere incinta e inizia a convivere con Nino, ma la loro relazione affronta non pochi problemi, legati al carattere della ragazza, alla mancanza di soldi e alla difficile situazione che si è creata a livello sociale. Dopo una litigata Nino sembra aver deciso di lasciarla, ma viene in realtà fermato e picchiato da Antonio, incaricato da Michele Solara (Alessio Gallo) di ritrovare Lila, che lo obbliga a perdere ogni contatto con la moglie di Stefano e cerca poi di aiutare la ragazza. Sarà Enzo (Giovanni Buselli) ad agire andando da Lila e convincerla a tornare a casa, dopo averle però rivelato di essere sempre stato innamorato di lei.

Alice Rohrwacher conclude la parte della storia ambientata a Ischia gestendo bene i chiaroscuri che contraddistiguono questo capitolo importante della storia delle due protagoniste. La quinta puntata spazia infatti dalla spensieratezza estiva, pur non priva di un po’ di amarezza da parte di Lenù, tra bagni in spiaggia e serate trascorse con gli amici con baci rubati e momenti di svago, alle ombre dei segreti, del rancore e delle decisioni sbagliate. Gli spettatori che hanno già letto i romanzi di Elena Ferrante sapevano già della presenza della scena che vede coinvolto il viscido Donato Sarratore e la regista è stata molto brava nel gestire il momento concentrandosi sul volto di Lenù e dando spazio alla voce narrante che permette di capire le motivazioni alla base della situazione.
Il Tradimento riesce così a gettare le basi in modo intelligente per la freddezza emotiva con cui inizia La rabbia che segna il ritorno alla regia di Saverio Costanzo nel mondo de L’amica geniale.
La puntata dà un po’ meno spazio al personaggio affidato a Margherita Mazzucco per approfondire la storia di Lila che, allontanatasi dalla sua amica e dal proprio matrimonio, fa nuovamente emergere il suo lato più ribelle e intellettualmente curioso, un carattere che appare poco gestibile, anche per Nino che sente la pressione del confronto mentale e si scontra con delle idee difese con fermezza e l’incapacità di accettare compromessi. Nonostante una terribile parrucca, Gaia Girace è comunque brava nel dare spazio alla voglia di libertà e alla passionalità del proprio personaggio, e la scena della corsa sotto la pioggia appare quasi un momento idilliaco all’interno di una storia in cui le convenzioni sociali rappresentano ancora un grande ostacolo da superare. Da questo punto di vista è molto apprezzabile anche la scelta di dare il giusto spazio al momento in cui Lenù comunica in famiglia la sua decisione di continuare gli studi a Pisa: la ragazza, che potrebbe sembrare sempre in ombra rispetto alla carismatica figura della sua amica, dimostra infatti di avere il coraggio di andare contro le convenzioni e lottare per costruire il proprio futuro. La reazione dei genitori, interpretati con grande bravura da Anna Rita Vitolo e Luca Gallone, racchiude tutte le difficoltà mentali nell’accettare qualcuno che rompe gli schemi esistenti e di cui al tempo stesso si è fieri, dando vita a una scena all’insegna dell’orgoglio e del rispetto per una figlia che sta per compiere un passo senza paragoni nella vita del rione.
Dispiace invece che questa seconda stagione de L’amica geniale continui, anche in occasione de Il Tradimento e La rabbia, a faticare un po’ più del dovuto nel delineare in modo convincente i personaggi secondari: la tragica morte inserita nel sesto episodio, i problemi di Pinuccia dopo la maternità e persino i membri della famiglia Solara sono delle presenze che non lasciano quasi mai il segno, pur essendo essenziali per costruire il contesto in cui si muovono le protagoniste.