Dopo più di 200 giorni (Ralph Dibny rivela di aver tenuto un conto molto preciso all’inizio dell’episodio) e, per noi spettatori, dalla fine della scorsa stagione, The Flash risolve finalmente il mistero della scomparsa di Sue Dearbon (Natalie Dreyfuss) con un episodio scoppiettante e pieno di energia che non dimentica contemporaneamente di far progredire la trama dedicata ad Iris ed alla sua scomparsa nell’Universo specchio.

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Prima di proseguire con l’analisi di A Girl Named Sue, vogliamo spezzare una lancia in favore della decisione degli autori di suddividere questa stagione in due tronconi a se stanti. Gestire 22 episodi per anno non è mai un compito semplice, soprattutto con un unico cattivo di stagione che compare ad intervalli regolari e la cui attività è intervallata da una serie di episodi riempitivi. La nuova formula adottata quest’anno, principalmente a causa di Crisi sulle Terre Infinite, si sta rivelando vincente ed ha permesso di dare allo show un ritmo molto più serrato, che sta giovando a tutte le storyline trattate fino a questo momento, compresa – per l’appunto – quella di Sue Dearbon.

In una stagione in cui il personaggio di Ralph (Hartley Sawyer) è stato molto nelle retrovie, diventa un piacere vedere un episodio incentrato sull’eccentrico Elongated Man, che – nell’esercizio delle sue funzioni professionali – porta nella serie un’atmosfera che omaggia sottilmente ed ironicamente i detective movie anni Cinquanta.

Dal momento in cui l’investigatore troverà una traccia della donna della cui misteriosa scomparsa si sta occupando da così tanto tempo, gli eventi si muoveranno piuttosto velocemente. L’incontro burrascoso tra i due personaggi è un evidente omaggio alla loro epica storia d’amore nei fumetti, ma come spesso accade in The Flash, il materiale di origine diventa solo una fonte di ispirazione per creare qualcosa di nuovo sullo schermo. La scoppiettante Sue Dearbon della serie, infatti, è piuttosto diversa da quella della carta stampata, anche se l’alchimia tra lei e Ralph resta assicurata.
Quando la ragazza gli confessa di essere in fuga da un ex fidanzato violento, un pericoloso trafficante di armi di nome John Loring (un omaggio a Jean Loring, la donna, nonché ex moglie di Ray Palmer, che uccide Sue nei fumetti) Ralph decide immediatamente di intervenire, aiutandola a raccogliere prove contro di lui per poi consegnarlo alla giustizia.
Ma Sue non è la tipica damigella in pericolo da salvare e Ralph non è il tipico cavaliere dalla bianca armatura pronto a proteggere i più deboli, è quindi inevitabile che gli eventi finiscano per precipitare.
Dopo essere riuscita a convincere Ralph ad entrare in un caveau in cui, secondo informazioni in suo possesso, si nasconderebbero le prove da usare contro il suo ex, Sue rivelerà infatti la sua vera natura. Ben lontana dall’essere alla ricerca di prove per incastrare un fidanzato violento, Sue si rivela una capace manipolatrice e ladra, che usa Ralph per rubare un diamante rinchiuso nell’impenetrabile banca, scatenando peraltro le reazioni del suo vero proprietario e di una Ultraviolet che compare in maniera abbastanza imprevista nell’episodio per impossessarsi di suddetto diamante. Quelle stesse azioni che sembrano classificare Sue come una potenziale nemica del Team Flash, vengono però in parte spiegate quando la ragazza analizza la preziosa pietra e vi trova all’interno il simbolo che identifica il Black Hole, chiarendo come le sue motivazioni siano quindi molto più complesse di quanto non siano apparse.

Per quanto concerne invece la trama dedicata ad Iris, mentre la sua controparte continua a ingannare Barry (che non si fa insospettire nemmeno dal fatto che la moglie imprechi all’inizio della puntata, cosa piuttosto rara per una serie dell’Arrowverse), riuscendo a farsi consegnare la pistola specchio che quasi uccise Ralph la scorsa stagione, quella vera scopre di non essere sola al di là dello specchio ed incontra la sua compagna di prigionia Eva McCulloch (Efrat Dor), la moglie di Joseph Carver scomparsa e data per morta da ben sei anni.

Eva, rinchiusa per tutto questo tempo in un Universo parallelo e completamente inabitato, si presenta così ad Iris come una donna fragile, sull’orlo della follia causata dalla lunga solitudine trascorsa in vani tentativi di fuggire dall’universo in cui è stata spinta dagli effetti dell’esplosione dell’acceleratore di particelle. Dopo un ennesimo tentativo andato a vuoto di aprire un portale nello specchio da cui entrambe sono state risucchiate, che viene accidentalmente distrutto, grazie ad Iris, Eva scoprirà di avere il potere di manipolare gli specchi e lo userà per rimediare al danno, dandosi così una nuova opportunità di fuga.
Non è chiaro, a questo punto della storia, se colei che diventerà probabilmente Mirror Master nel prosieguo della storia possa essere considerata un’amica o una nemica, né sono ben definite le intenzioni della falsa Iris, ma è proprio questo mistero a rendere questa storyline intrigante, soprattutto quando ogni trama toccata da questa seconda parte di stagione sta lentamente rivelando un punti in comune con la misteriosa organizzazione denominata Black Hole.

La sesta stagione The Flash va in onda negli Stati Uniti ogni martedì su The CW, mentre in Italia debutterà il 26 marzo su Premium Action.