L’amica geniale: Storia del nuovo cognome si è conclusa con la messa in onda degli episodi della seconda stagione intitolati rispettivamente I fantasmi e La fata blu, che conducono le due protagoniste Lenù e Lila a una fase totalmente nuova della loro vita dopo la vacanza a Ischia che ha rappresentato per entrambe una svolta (qui la nostra recensione delle puntate precedenti).

Elena (Margherita Mazzucco) si è ormai trasferita a Pisa, dove studia all’università ed è immersa in una realtà ben diversa da quella del rione, all’insegna della libertà intellettuale e sessuale. La ragazza, pur sentendosi sempre emarginata a causa delle sue origini, riesce comunque ad avere ottimi voti e a vivere una relazione sentimentale che le regala maggiore consapevolezza e maturità. La giovane ha perso quasi tutti i contatti con Lila (Gaia Girace), che è diventata madre del figlio che pensa di aver avuto da Nino (Francesco Serpico), mentre suo marito Stefano (Giovanni Amura) è totalmente convinto sia suo. A causa di una febbre molto alta, che spinge persino la madre di Lenù a intraprendere un viaggio per andare ad aiutare la figlia, la ragazza legge i diari che le ha affidato l’amica durante una breve visita avvenuta qualche mese prima e scopre dei segreti che la lasciano un po’ turbata. Poco prima di laurearsi Elena incontra Pietro Airota (Matteo Cecchi), figlio di una famiglia benestante e con una posizione prestigiosa nel campo editoriale. Tra i due giovani si stabilisce un legame che porta ben presto a una proposta di matrimonio. Dopo la laurea Lenù torna però a fare visita alla sua famiglia e durante quelle giornate riceve due notizie inaspettate: la maestra Oliviero è morta e un romanzo che aveva scritto quasi di getto ispirandosi alle proprie esperienze ha colto l’attenzione della madre del suo fidanzato che ha deciso di farlo pubblicare. La giovane decide quindi di fare visita a Lila e, dopo aver saputo da Ada (Ulrike Migliaresi), ora diventata l’amante di Stefano con cui ha avuto una figlia, dove si è trasferita insieme a Enzo (Giovanni Buselli), raggiunge il quartiere periferico per riabbracciare l’amica. Lila lavora nel salumificio dei Soccavo e la sua situazione sembra davvero complicata, mentre Elena inizia la promozione della sua opera e viene sorpresa da un ritorno inaspettato legato al suo passato.

Saverio Costanzo, impegnato dietro la macchina da presa della serie L’amica geniale – Storia del nuovo cognome anche in occasione delle puntate I fantasmi e La fata blu, tratteggia il definitivo passaggio all’età adulta costruendo un contrasto intelligente, anche a livello cromatico, tra il clima intellettualmente stimolante in cui si muove Lenù e l’atmosfera cupa e quasi claustrofobica che contraddistingue la quotidianità di Lila, ritornata a casa dopo la fine del suo amore con Nino. La settima puntata, pur non costruendo particolarmente bene la nascita dell’amore con Pietro, sa trasmettere le emozioni della protagonista che non riesce mai a integrarsi del tutto nel mondo accademico, facendo i conti con i pregiudizi e i preconcetti di chi la circonda, persino tra i professori che le spiegano in modo chiaro come una persona come lei non possa sperare di avere una carriera, anche a causa del suo accento. La lettura dei diari di Lila riporta gli spettatori in una situazione in cui le opportunità sono ancora più limitate e il desiderio della ragazza di far crescere il proprio figlio studiando e avendo le basi per allontanarsi dai crimini e dagli intrighi del rione sembra avere breve vita, scontrandosi inevitabilmente con le esplosioni di rabbia del marito e con una scelta che la porta, ancora una volta, a rinunciare alla propria posizione sociale e agli agi pur di ritrovare una libertà mentale che sogna fin da piccola. Una delle sequenze più apprezzabili delle ultime puntate della seconda stagione della serie L’amica geniale è proprio l’incontro, mostrato in I fantasmi, con la maestra Oliviero che obbliga Lila a rendersi conto di come le sue potenzialità siano state soffocate da un destino che le ha lasciato poche scelte, dovendo inoltre sopportare il peso del dubbio di non essere mai stata realmente intelligente e di aver rovinato ogni possibilità di un futuro migliore anche per suo figlio. Le insicurezze non risparmiano nemmeno Lenù, ma la ragazza ha saputo cogliere la sua occasione allontanandosi dal rione e il suo rientro trionfale dopo la laurea a pieni voti, con una sequenza intelligente ed emotivamente coinvolgente, rende evidente quanto sia cambiata, pur avendo sempre un forte legame con le proprie origini. La sua presenza in casa appare quasi “aliena” arrivando da un mondo in cui è possibile pensare di sposarsi senza avere come unico obiettivo quello di avere figli e fare la casalinga, trasferirsi in una città come Torino, intraprendere una carriera e osservare quanto accade ai suoi amici di infanzia con un certo distacco e un po’ di sconforto.
Margherita Mazzucco è molto brava nel gestire i momenti di soddisfazione e i brevi passaggi all’insegna della preoccupazione di Lenù e la giovane attrice permette agli spettatori di comprendere lo sguardo del suo personaggio sul mondo grazie alla sua espressività in alcune scene chiave del primo episodio I fantasmi, come la corsa senza pensieri per le strade di Pisa, e del finale in cui riabbraccia Lila. Gaia Girace, finalmente con a disposizione delle scene in cui può apparire anche felice, mentre si occupa del figlio, e al di fuori delle opprimenti mura di casa, risulta una presenza carismatica mentre dà ordini ad Ada o non si fa intimorire dai suoi colleghi del salumificio, dimostrando sempre di avere la situazione sotto controllo.
La serie dimostra poi tutta la sua qualità quando assume i contorni di un racconto maggiormente corale e non si concentra esclusivamente sulle due protagoniste. La sequenza iniziale dedicata a Franco Mari, attivista politico con cui Elena ha una relazione, i momenti che Lenù trascorre in famiglia o le interazioni di Ada con la moglie del suo amante permettono di ampliare lo sguardo su una realtà non troppo distante dalla nostra e comprenderne l’atmosfera, sfruttando nel migliore dei modi le location scelte e l’attenta ricostruzione storica. Dispiace quindi un po’ che gli amori di Elena siano tratteggiati a grandi linee e che i personaggi secondari che vivono al rione siano ormai quasi delle comparse, come accaduto con Rino, Alfonso o i membri della famiglia Solara.
L’amica geniale, a livello tecnico e artistico, si conferma comunque grazie a I fantasmi La fata blu uno dei migliori prodotti della tv italiana degli ultimi anni, in grado di regalare un ritratto significativo e incisivo di due protagoniste che rispecchiano tutte le contraddizioni, i lati positivi e quelli negativi di una società italiana alle prese con cambiamenti profondi e un’evoluzione epocale.