Legends of Tomorrow 5×07 “Romeo v Juliet: Dawn of Justness”: la recensione

Sotto tutto quel ridicolo c’è un grande cuore pulsante e Romeo v Juliet: Dawn of Justness è il perfetto esempio di come Legends of Tomorrow riesca agilmente a racchiudere in 45, folli, minuti risate e sentimenti autentici. Il motivo per cui si sia deciso di far uscire uno dei personaggi più amati ed affettuosi della storia della televisione (sì, lo sappiamo, stiamo esagerando, ma abbiate pazienza e rispettate il nostro lutto) resterà per sempre un mistero o magari no, perché in questo business, se fate una domanda, la risposta normalmente resta sempre e comunque “per soldi“, ma ciò non toglie che l’addio del Ray Palmer di Brandon Routh – e di conseguenza anche quello di Nora Darhk Palmer (Courtney Ford) – siano una grande perdita per questa serie e per l’Arrowverse tutto.

E che il vuoto si sentirà, viene messo bene in chiaro dagli autori in un episodio che racchiude alcune battute che sembrano intenzionalmente rispecchiare il pensiero dei fan, che ancora faticano ad accettare l’idea delle Leggende senza Routh. Quando lo stesso Ray, parlando per esempio con uno Shakespeare che non riesce a trovare la giusta ispirazione per il suo Romeo e Giulietta, gli dice: “Se davvero ami i tuoi personaggi, non meritano forse un grande commiato?” sembra rivolgersi un po’ al pubblico ed un po’ alla produzione stessa, con tutti i sentimenti contrastanti che queste parole recano con sé, in una delle tante metafore piuttosto evidenti e non particolarmente velate che accompagneranno tutta la puntata. A livello narrativo non si può dire che l’uscita di scena di Ray e Nora non sia stata tratta con riguardo, l’episodio precedente e questo stesso, dopotutto, rappresentano quasi un’unica storyline lunga due ore dedicata quasi interamente a loro, il che sottolinea solo in maniera ancora più evidente come il problema (lo ha chiarito anche Brandon Routh stesso, quando ha ammesso come la sua uscita di scena non sia stata gestita nel modo migliore) nasca quindi dietro le quinte e tra le poltrone dei dirigenti del network e non ha, per una volta, nulla a che vedere con tensioni sul set o rapporti tesi tra gli attori.

Ma per tonare all’episodio in sé, la missione di questa puntata è quella di recuperare uno dei tanti frammenti del Telaio del Destino distrutto da Charlie, uno dei quali sarebbe appunto nelle mani del drammaturgo e poeta inglese che parte del Team raggiunge proprio quando il bardo è in un momento di crisi e fatica a trovare la giusta ispirazione per terminare la stesura di quello che diventerà poi un successo planetario. Così, mentre le ragazze, sulla Waverider, festeggiano organizzando un tardivo addio al nubilato per Nora, tra gare in monopattino e pony bianchi, il resto del gruppo si reca a Londra per la sua missione, mandandola ovviamente a monte ad un passo dal successo. Recuperato infatti il frammento del Telaio, il team alza troppo il gomito e accidentalmente Ray finisce per liberare la tuta di ATOM nel locale in cui si trova anche il bardo, che cambierà così la sua tragedia, trasformando Romeo e Giulietta in una sorta di predecessore di un racconto di supereroi. La missione cambia quindi di nuovo, diventando riparatoria: la famosa tragedia deve tornare ad essere ciò che si suppone sia e Shakespeare deve ritrovare l’ispirazione, il tutto mentre Ray, che ha annunciato a Sara la sua volontà di lasciare il team, cerca di evitare in ogni modo di parlarne con Nate (Nick Zano), non trovando il coraggio di dirgli addio.“Nate: L’amicizia è una cosa strana, inizia per reciproco bisogno e poi, se la cosa funziona e ci si aiuta a vicenda, allora si ha meno bisogno l’uno dell’altro”.

Naturalmente, poi, essendo Legends of Tomorrow il genere di show che è, la situazione si complicherà ulteriormente quando Nate finirà per scoprire la verità sentendo casualmente una conversazione tra il suo amico e Shakespeare e ne rimarrà tanto ferito da rifiutare inizialmente di dargli un appropriato commiato. La reticenza di Ray a condividere la sua scelta e la reazione di Nate alla verità fanno di questo episodio una vera gemma, così come è particolarmente toccante la scena di addio tra i due, perché chiude con grande tenerezza una storia di amicizia molto particolare, tra due uomini coraggiosi che sfidano però il cliché degli eroi e degli uomini duri, non avendo mai nascosto il proprio affetto reciproco, il loro desiderio di trasmetterlo l’uno all’altro e la loro fragilità, il tutto senza mai insinuare nessun doppio senso nel loro rapporto o nessuna tensione sessuale irrisolta, come già accaduto in altre serie che magari affrontano il tema dell’amicizia maschile (o femminile), ma si divertono anche a giocare con la velata insinuazione che tra due personaggi possa nascere qualcos’altro. Il che, di per sé, non sarebbe ovviamente un problema, ma resta comunque una scelta narrativa alternativa che fa distinguere di conseguenza dalla massa la storia d’amicizia di questi due personaggi televisivi.

Nelle due trame secondarie dell’episodio, la “fabbricatrice di monete” infernale comincia ad acquisire maggiore importanza, mostrando una certa sospetta possessività nei confronti di Astra, che Constantine non ha ancora rinunciato ad aiutare e salvare, mentre persino Dominic Purcell si ritaglia un momento di tenerezza quando non solo quando confesserà finalmente ai suoi amici di avere una figlia, ma ammetterà con Mona di temere di non poter essere una buona figura paterna.

Come avete preso l’uscita di scena di Brandon Routh dalla serie? Fatecelo sapere nei commenti!

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