The Walking Dead ritorna finalmente a proporre un episodio davvero convincente grazie a Walk With Us, che ha già scatenato le reazioni dei fan online.
Attenzione, ovviamente non proseguite con la lettura se non volete spoiler!

Il racconto riprende da dove si era interrotto nell’undicesimo episodio (qui la nostra recensione): Hilltop è sotto assedio e i Sussurratori hanno sfruttato l’orda di zombie per sconfiggere i propri nemici, facendo inoltre scoppiare un incendio nella comunità.
Ezekiel (Khary Payton) si occupa del compito di mettere in salvo i bambini e Judith (Cailey Fleming) rimane sconvolta dopo aver ucciso uno dei suoi nemici scambiandolo per uno zombie.
Carol (Melissa McBride) osserva la situazione, Eugene (Josh McDermitt) cerca di salvare la radio, Yumiko (Eleanor Matsuura) vede Magna (Nadia Hilker), ferita ma viva, in mezzo all’orda e il gruppo guidato da Daryl (Norman Reedus) cerca di respingere i nemici.
Il giorno dopo quello che resta sul campo di battaglia sono feriti e cadaveri e Negan (Jeffrey Dean Morgan) scopre che Alpha (Samantha Morton) non considera quanto accaduto una vittoria perché non hanno trovato sua figlia Lydia (Cassady McClincy). Tra l’ex leader dei Salvatori e Beta (Ryan Hurst) continua inoltre la rivalità.
Gamma (Thora Birch) ha finalmente la possibilità di riabbracciare il nipote e parla apertamente della sorella, rivelando il suo rimpianto di essere ancora viva. La situazione del suo gruppo diventa poi drammatica con l’entrata in scena di alcuni zombie e Beta non ha pietà nei suoi confronti, uccidendola e aspettando la sua trasformazione.
Negan, nel frattempo, si imbatte prima in Aaron e poi in Lydia, prendendo la ragazza in ostaggio.

Magna, ancora sconvolta, svela come si è lasciata sfuggire Connie e Miko perde il controllo attaccando Carol che non vuole concedere alla giovane un momento di pausa.
Il personaggio di Melissa McBride ha poi un emozionante confronto con Eugene, riuscendo a convincerlo che andare dalla donna che ama è la cosa più importante, nonostante la difficile situazione in cui si trovano.

I bambini sono invece stati messi al sicuro da Earl (John Finn), ma l’uomo è stato morso e spiega a Judith che l’unica soluzione è togliersi la vita per non metterli in pericolo. L’uomo, tuttavia, non riesce del tutto nel suo obiettivo ed è la figlia di Rick ad affrontare il pericolo causato dalla sua trasformazione. Daryl raggiunge il gruppo poco dopo e consola, come una vera e propria figura paterna, la ragazzina.

La parte finale è dedicata a una scena davvero attesa: Negan parla del passato con Alpha, spiegandole che dopo la morte della moglie non prova più nulla. La donna, invece, è pronta a uccidere la figlia per raggiungere i suoi scopi, senza però attendersi la scelta dell’ex villain che la uccide dopo averle mentito dicendo che l’avrebbe portata da Lydia. Negan incontra quindi Carol e le consegna la testa di Alpha, confermando quindi che i due avevano un piano ed erano d’accordo da tempo.

Walk With Us è finalmente una puntata di The Walking Dead che unisce ottime interpretazioni, guidate da uno strepitoso Jeffrey Dean Morgan, grande tensione, colpi di scena e dialoghi interessanti.
La prima parte dell’episodio conclude lo scontro a Hilltop e permette di enfatizzare la grande esperienza di Greg Nicotero nel gestire il mondo ispirato ai fumetti di Robert Kirkman. Le sequenze d’azione sono spettacolari, ben costruite e in grado di dare spazio ai tanti personaggi coinvolti permettendo di capire ogni punto di vista su quanto sta accadendo e le emozioni che provano durante l’evoluzione della battaglia. La parte centrale di Walk With Us, inoltre, fa evolvere la narrazione senza sacrificare nessuno dei tasselli che compongono il racconto e valorizzando ognuno dei protagonisti.
Thora Birch lascia davvero il segno nel portare in scena la vulnerabilità e la determinazione di Gamma, facendo emergere con i suoi sguardi e i toni sommessi la sofferenza provata dopo aver assistito alla morte della sorella. La sua uscita di scena è particolarmente straziante, messa in perfetto contrasto con il suo desiderio spezzato di una vita migliore.
Melissa McBride ha poi finalmente a disposizione dei dialoghi interessanti: dalla lite con Yumiko che sembra lasciarla quasi del tutto indifferente, considerando anche il suo passato in cui la violenza ha avuto un posto tristemente centrale, al confronto con Eugene in cui ritorna quella sensibilità che avevano permesso al personaggio di conquistare un posto d’onore tra le preferenze dei fan, fino agli ultimi secondi della puntata all’insegna della spietata freddezza.
La giovanissima Cailey Fleming riesce inoltre a interpretare con convinzione i momenti in cui Judith è messa di fronte alla dura realtà del mondo post-apocalittico e alla necessità di togliere la vita a qualcuno a cui voleva bene, un po’ come accaduto al fratello Carl nelle prime stagioni.
A meritare lodi senza alcun dubbio sono poi Jeffrey Dean Morgan e Samantha Morton. L’ex villain è uno dei membri del cast più convincenti degli ultimi cicli di puntate e nell’episodio di The Walking Dead intitolato Walk With Us dà il meglio di sé fin dai primi minuti in cui pone fine alla sofferenza di una persona usando la sua mazza Lucille, nonostante gli ordini ricevuti da Beta, passando poi all’incontro con Aaron (Ross Marquand) e fino al dialogo finale con la leader dei Sussurratori. L’attore emoziona con il racconto del proprio passato e nel suo tentativo di dare ad Alpha un’ultima chance di redenzione, e il momento in cui entra in azione è il culmine di una tensione evidente e ben costruita grazie all’interazione con la sempre impeccabile Samantha Morton, sicuramente premiata con una delle morti più memorabili di sempre nella storia di The Walking Dead e in linea con quanto raccontato nei fumetti.

La dodicesima puntata della decima stagione riporta la serie su quel terreno fatto di emozioni e riflessioni sulla natura umana, azione e violenza, e, soprattutto, nessun passaggio a vuoto dal punto di vista narrativo, dimostrando così che lo show possiede ancora la capacità di coinvolgere gli spettatori, punto di forza che forse sarebbe valorizzato al meglio con stagioni più brevi e che permettano una costruzione meno dilatata nel tempo degli eventi.