Dopo la parentesi dedicata alla storia di Michonne (qui potete trovare la nostra recensione), la decima stagione di The Walking Dead ritorna, con Look at the flowers, a concentrarsi sulla lotta contro i Sussurratori.
La puntata si apre con un flashback che svela l’accordo proposto da Carole (Melissa McBride) a Negan (Jeffrey Dean Morgan): il “perdono” della comunità in cambio, letteralmente, della testa di Alpha (Samantha Morton). Nel presente la donna sembra però non essere intenzionata a rispettare immediatamente la parola data, lasciando l’ex leader dei Salvatori da solo nel campo dove aveva ritrovato le teste dei suoi amici e del figlio Henry, ribadendo che dovrà attendere perché ha bisogno di stare da sola.
Nel frattempo Eugene (Josh McDermitt) rivela alla comunità delle sue interazioni con la misteriosa Stephanie e della sua intenzione di presentarsi all’incontro, nonostante non possa sapere chi sia realmente o se si tratti in realtà di una trappola. Per scoprire se esiste la possibilità di stringere una nuova alleanza, Eugene parte insieme a Ezekiel (Khary Payton) e Yumiko (Eleanor Matsuura).
Beta (Ryan Hurst) compie il drammatico ritrovamento della testa di Alpha e, sostenendo di sentirla parlare, fa mordere un membro del suo gruppo.
La situazione per Negan si complica ulteriormente quando va a liberare Lydia e trova invece Daryl (Norman Reedus), poco propenso a credere alla sua versione dei fatti.

Carol si aggira da sola per la foresta e inizia ad avere delle allucinazioni: Alpha inizia a parlarle ricordandole quanto accaduto a Henry e a sua figlia Sophia, oltre a chiederle più volte cosa voglia veramente.

Il gruppo di Eugene compie degli strani ritrovamenti mentre è in viaggio ed Ezekiel sta male, rischiando di venir ucciso da alcuni zombie.
Negan accompagna Daryl sul luogo dove è stata infilzata la testa di Alpha e, durante il tragitto, gli ricorda che “i lupi solitari non pensano al branco”. Arrivati a destinazione i due vengono trovati da alcuni Sussurratori che si inginocchiano al cospetto dell’ex leader dei Salvatori perché ora è lui a essere l’Alpha del gruppo. Negan, dopo aver fatto credere di voler uccidere Daryl, spara invece ai propri nemici e, successivamente, conferma che essere finalmente rispettato e considerato lo aveva realmente reso felice, tuttavia è convinto che non si debbano uccidere le persone che non se lo meritano e mai i giovani. Negan, inoltre, spiega di essere convinto che Carol non tornerà ad Alexandria.
Il “fantasma” di Alpha, nel frattempo, svela che Carol ha scritto una lettera a Maggie (Lauren Cohan) per avvisarla della minaccia dei Sussurratori, mentre la protagonista si ritrova bloccata sotto un cumulo di macerie dopo il crollo del tetto di una rimessa. La mattina dopo la donna si sveglia con una minaccia incombente di uno zombie che si avvicina e, al contrario di quanto dichiara Alpha, lotta per sopravvivere e tornare ad Alexandria.
Beta cerca di affrontare la perdita di Alpha e decide di attirare l’orda di zombie verso la casa in cui viveva in passato, prima di lasciar andare definitivamente la donna che ha amato e, apparentemente, iniziare a entrare in azione per realizzare il proprio piano.
Ezekiel deve fare i conti con la morte del suo amico cavallo, situazione che lo mette a confronto con la propria situazione di salute e lo fa sentire un peso per gli altri. Il gruppo, comunque, riesce ad arrivare in un centro abitato e si ritrova alle prese con una città dove gli zombie sono esposti come se fossero delle attrazioni in un parco di divertimenti, bloccati in situazioni assurde e surreali, e incontrano l’autrice di questa “follia”.

Grazie all’episodio Look at the Flowers la serie The Walking Dead ritorna a seguire le storie di più personaggi in contemporanea ma, a differenza di come accaduto più volte in precedenza, riesce a lasciare piuttosto soddisfatti nonostante il tempo limitato dedicato a ogni singolo intreccio narrativo. A disposizione degli sceneggiatori c’erano molti spunti da seguire e approfondire e dispiace comunque un po’ assistere al modo sbrigativo con cui si fa evolvere il racconto dei vari personaggi, in particolare considerando i tempi dilatati che hanno caratterizzato la prima metà della decima stagione.
La crisi di Carol viene mostrata con un approccio sicuramente più interessante rispetto a quanto mostrato in passato ed è un piacere vedere nuovamente Samantha Morton interagire con Melissa McBride: i loro dialoghi e i confronti tra le due attrici permettono di dare spessore ai conflitti interiori della protagonista che deve fare i conti con i sensi di colpa e al tentativo di capire cosa voglia realmente. Difficile, inoltre, non apprezzare la “coppia” composta da Jeffrey Dean Morgan e Norman Reedus che, grazie alle rispettive personalità, assicurano delle scene in grado di sfruttare bene le qualità migliori dei due attori e il feeling che ormai si è creato sul set tra tutti i membri del cast. La figura di Negan, inoltre, a differenza di altri villain può seguire un percorso di redenzione che lo rende un personaggio particolarmente affascinante, considerando il suo approccio alla sopravvivenza, soprattutto dopo il periodo trascorso in isolamento (al centro di uno dei dialoghi maggiormente riusciti della puntata).
Per quanto riguarda il viaggio di Eugene non si può che approvare l’interpretazione di Khary Payton nel ruolo di un Ezekiel ormai segnato fisicamente e psicologicamente, mentre Josh McDermitt rimane, dopo il discorso alla comunità, quasi in secondo piano e Yumiko è solo una figura di contorno all’interno di una storia ideata per introdurre un nuovo personaggio dei fumetti (qui i dettagli).
Una parentesi a parte va riservata a Ryan Hurst che in Look at the Flowers, diventato il penultimo episodio di questa stagione di The Walking Dead a causa dei problemi causati dal Coronavirus, sfrutta al meglio la propria fisicità per interpretare i momenti in cui Beta rientra brevemente in contatto con la propria vita precedente e riflette su quello che vuole diventare, decidendo persino di inglobare nella propria maschera parte del volto di Alpha prima di entrare in azione contro chi ritiene siano i suoi nemici. Gli autori, tuttavia, hanno reso il racconto delle origini del personaggio poco chiaro e un po’ oscuro, perdendo l’occasione di dedicare una puntata a uno dei personaggi chiave di questa parte del racconto.
L’impressione, quando ormai ci si avvicina all’epilogo di questa annata, è che la seconda parte della decima stagione debba purtroppo recuperare quanto lasciato troppo a lungo in sospeso, offrendo puntate sicuramente ricche di spunti, ma troppo affrettate nell’evoluzione degli eventi.