Grey’s Anatomy 16×21 “Put on a Happy Face”: la recensione [FINALE DI STAGIONE]

Per essere un finale di stagione improvvisato, Grey’s Anatomy è riuscita tutto sommato a fare un buon lavoro con Put on a Happy Face, che lascia alcune importanti trame in sospeso, mentre ne conclude (felicemente) altre, come nel caso dell’amatissimo Richard Webber. L’idea che lo show potesse perdere questo personaggio, dopo essere già andato incontro allo shock dell’addio di Alex Karev, era sostanzialmente insostenibile e fortunatamente gli autori hanno tenuto conto di questa discriminante quando hanno scelto una conclusione per questa storyline.

L’episodio si apre con un montaggio in cui vediamo tutti i medici che cercano una spiegazione valida allo stato di salute di Richard, quando però prende il sopravvento la teoria di Tom ed Amelia, che suggeriscono che il dottor Webber sia affetto da Alzheimer, l’unica voce fuori dal coro diventa quella di Maredith e DeLuca, che compiono una corsa contro il tempo per cercare una spiegazione alternativa prima che Richard venga dimesso e portato a casa da Catherine. Come spesso accade in medicina, in cui molte scoperte sono quasi casuali, è dopo aver notato un piccolo disturbo nel suo mentore che Meredith riesce a convincere sua moglie a fargli un ultimo esame, dopo il quale andrà invece a DeLuca il merito di giungere alla giusta diagnosi, cioè un insospettabile avvelenamento da cobalto rilasciato da una protesi inserita in occasione di un intervento di sostituzione dell’anca che Richard aveva subito tempo prima a Boston.

La scoperta, che si rivelerà salvifica per il dottor Webber il quale, per la fine dell’episodio, tornerà il “vecchio” se stesso, porterà a tre dirette conseguenze: la prima è che a fare l’intervento che gli salverà la vita sarà Link, il quale finirà per perdere suo malgrado la nascita del suo bambino quando Amelia andrà in travaglio, la seconda è che, tornato in sé, Richard tornerà anche a non voler più avere nulla a che fare con Catherine e la terza ed ultima riguarderà invece Andrew DeLuca.

Per quanto la performance di Giacomo Giannotti sia davvero ottima nella storyline dedicata al declino della sua salute mentale, questa particolare trama resta probabilmente il punto dolente della stagione, non solo perché non trova una vera e propria conclusione, il che è comprensibile considerato che la produzione dello show è stata sospesa a causa della pandemia, ma più che altro perché continuiamo a trovare piuttosto strano il modo in cui i suoi colleghi si relazionano con il suo stato mentale. Da Meredith, che sembra apparentemente dargli piena fiducia, per poi essere la causa diretta che ha portato alla sua sospensione, alla Bailey, che lo ignora totalmente, obbligandolo a gesti plateali come quello che gli vediamo compiere in sala operatoria, per riuscire ad ottenere la sua attenzione. Quando, è il caso di dirlo, tra genio e follia, Andrew si rivela essenziale nel fare la diagnosi che salverà la vita del suo mentore ed amico e probabilmente quella di molti altri che hanno subito il suo stesso genere di intervento, il medico finirà per passare dalla fase maniacale a quella depressiva della sua malattia, a raccoglierlo (letteralmente) da terra, sarà ancora una volta Meredith, tutta presa da questa fase da crocerossina che poco ha a che vedere con un rapporto sentimentale tra due persone adulte ed ancora meno con un serio e professionale riconoscimento dello stato di salute di DeLuca. Dove sono i professionisti? Che fine ha fatto sua sorella? Chi sta attivamente facendo qualcosa per aiutare Andrew? Queste domande restano purtroppo senza una risposta alla fine di questa stagione.

L’attimo di gioia, e trattandosi di Grey’s Anatomy la cosa non è da sottovalutare, ci viene dato in questo episodio dalla nascita del bambino di Link ed Amelia che, assistita amorevolmente da Miranda, nonostante la dolorosa perdita che ha recentemente subito, dà alla luce un bimbo sano e bellissimo ed è chiaramente al settimo cielo.

Ma a scoppiare questa bolla di felicità, giungerà inevitabilmente la scioccante scoperta di Owen dell’infedeltà di Teddy. Anche impegnandosi, sarebbe stato difficile rendere un personaggio più odioso di quello interpretato al omento da Kim Raver, eppure gli autori sono riusciti magistralmente nell’impresa. Dopo un ridicolo tentativo di giustificare il comportamento del medico dimostrando come una persona possa trovarsi nella circostanza di amare contemporaneamente due persone, Teddy finisce infatti per andare a letto con Tomper dirgli addio“, registrando accidentalmente il loro incontro sessuale e mandandolo per sbaglio sotto forma di vocale ad Owen. La puntata si conclude con una Teddy in abito da sposa che riceve la notizia che Owen non si presenterà al matrimonio per una presunta emergenza in sala operatoria, senza che quest’ultimo abbia trovato la forza di chiamarla ed affrontarla. Dal punto di vista sentimentale le scelte del medico interpretato da Kevin McKidd sono spesso state discutibili, per quanto quindi sembri che il karma abbia deciso in qualche modo di punirlo, non rende meno esecrabile il comportamento di Teddy e Tom.

Infine, per chi volesse avere un assaggio di come sarebbe dovuta finire questa stagione della serie, se il cast avesse potuto girare i quattro episodi rimanenti, sappiate che potrete soddisfare la vostra curiosità continuando a guardare la 3^ stagione di Station 19. A differenza di Grey’s Anatomy, infatti, il suo spinoff, che ha debuttato a gennaio, ha avuto modo di girare tutti i 16 episodi previsti, da cui – secondo Krista Vernoff – showrunner di entrambe le serie, sarà possibile evincere quale direzione avrebbe preso lo show con protagonista Meredith Grey.

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