Homeland 8×06 “Two Minutes”: la recensione

Arriva il momento della stagione di Homeland in cui tutto ricade sulle spalle di Carrie e i suoi superiori e colleghi non le credono. Non poteva esimersi l’ottava e ultima stagione di Homeland dal giocarsi uno dei risvolti salienti dell’intera serie. Tra l’altro in questa stagione i presupposti per una svolta di questo tipo sembravano anche più giustificati che in passato, e quindi eccola, Carrie, ancora una volta costretta a difendersi in un clima ostile. L’episodio si intitola Two Minutes, in riferimento alla scena più tesa, e anche la migliore, dell’episodio. Tuttavia si tratta di un episodio relativamente più riflessivo rispetto ai due giri sulle montagne russe delle ultime puntate.

Qui il mondo intero è ancora scosso dopo gli eventi catastrofici delle ultime puntate. C’è stato un passaggio di potere tanto negli Stati Uniti quanto in Afghanistan, ma la situazione è lontanissima dall’essere sotto controllo. Non c’è una linea internazionale comune, mentre in Afghanistan è stata proclamata la legge marziale e in America bisogna capire come intervenire. È dura fare marcia indietro e impiegare migliaia e migliaia di soldati quando fino a due giorni prima si era deciso per il ritiro delle truppe e la pace.

In tutto questo, nell’FBI le ricerche conducono a Carrie. L’audio dell’incontro con Yevgeny è decifrato, e con esso la confessione sul senso di colpa di Carrie rispetto a Franny. Non è soltanto la prova dell’instabilità del personaggio, ma anche dei suoi rapporti compromettenti con Yevgeny. La soluzione di Homeland, che con questo episodio chiude la prima metà di stagione, consiste nel non fornire risposte nette. Si gioca ancora una volta con il dubbio su Carrie, che da parte sua ce la mette tutta per rendere ancora più difficile la sua posizione personale. Qui si torna allora ai due minuti del titolo dell’episodio.

Carrie sospende la sorveglianza americana per un’area specifica, spera di ritrovare Max, non solo per lui, ma soprattutto per la scatola nera dell’elicottero. Eppure proprio questi comportamenti, uniti a tutto il resto, non faranno che metterla in cattiva luce.

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