Homeland 8×07 “Fucker Shot Me”: la recensione

Homeland entra nella seconda metà di stagione, e tutte le pedine sono al loro posto. La strategia generale non è chiarissima, perché qualcosa di molto importante ci è tenuto nascosto, ma è chiaro che dopo le ultime due puntate la stagione ha assunto un altro passo. L’uccisione dei due presidenti taglia le gambe alle prospettive di pace in Afghanistan, e mentre i due nuovi presidenti abbracciano in modo diverso le nuove responsabilità, Saul e Carrie non si arrendono. A modo loro, continuano la ricerca della verità e il contenimento dei danni, nell’episodio intitolato Fucker Shot Me.

D’altra parte, questa è anche l’ultima stagione di Homeland e, un po’ per caso un po’ consapevolmente, ci sono i richiami al passato dello show. Qui coincidono con l’arrivo di Carrie e Yevvgeny sul luogo nel quale, all’inizio della quarta stagione, Carrie ordinò un attacco che provocò un massacro. Carrie, che già con il russo si era trovata a elaborare il rischio di far del male a sua figlia, qui deve confrontarsi con un altro momento oscuro del suo passato, e reagirà male. Tuttavia, pur non fidandoci del tutto di Yevgeny, la ricerca di Max incombe, e trascina Carrie in un luogo pericoloso.

Rivediamo il figlio di Haqqani, siamo consapevoli del rischio imminente corso da Max, ma tutto deve aspettare il prossimo episodio. Proprio la presenza di Haqqani figlio rappresenta il collegamento con la vicenda di Saul. Haqqani si costituisce per ottenere il rilascio delle centinaia di arrestati, e il giudizio in tribunale è immediato. Qui Homeland, nella sua narrazione parallela alla realtà, racconta il giustizialismo frettoloso contrapposto alla ricerca della verità e dei collegamenti e delle motivazioni nascoste. L’uomo della verità è, come sempre, Saul, che stavolta finisce a casa di una giudice accompagnato da Tasneem Latif, per chiedere più tempo per Haqqani.

Dopo i due episodi tesi e legatissimi della scorsa settimana, Homeland distende maggiormente il suo intreccio e allunga i tempi con un episodio più lungo. In questo minutaggio trova il modo di inserire più approfondimenti sulla gestione ai vertici nella Casa Bianca, con il neopresidente Hayes che sembra una vittima dei consiglieri e delle persone influenti intorno a lui, su tutti John Zabel (Hugh Dancy).

CORRELATO A HOMELAND 8X07 RECENSIONE