Legends of Tomorrow 5×08 “Zari, Not Zari”: la recensione

In un mondo in cui la bizzarria è diventata normalità, la particolarità e follia di Legends of Tomorrow sembra sempre più appropriata, soprattutto quando riesce a tirare fuori dal cilindro episodi come Zari, Not Zari, il migliore di questa 5^ stagione, almeno fino ad ora. Superata l’uscita di scena del Ray Palmer di Brandon Routh e della Nora di Courtney Ford (non è vero che l’abbiamo superata!), le Leggende sono pronte per una nuova avventura, che questa volta le metterà direttamente contro le potentissime Parche, le sorelle di Charlie: Lachesi, il cui compito è quello di misurare quanto lunga debba essere ogni vita e la temibile Atropo, colei che taglia il filo tessuto da Cloto (Charlie stessa), uccidendo gli uomini e – a quanto pare – provandoci anche gusto.

Non solo il potere di queste divinità che sono alla ricerca dei vari pezzi che compongono il Telaio del Destino distrutto da Charlie, è decisamente superiore a quello dei nostri sgangherati eroi, ma dalla loro, le due sorelle hanno anche la possibilità di tenere a bada John Constantine, del cui corpo Atropo prenderà infatti il controllo per breve tempo, dopo aver lasciato il suo nemico in terra per morto. Quando, all’inizio dell’episodio, Atropo si presenta all’Inferno dalla sorella Lachesi, con la notizia che Cloto si nasconde tra gli uomini con il nome di Charlie, Lachesi impiega solo pochi secondi a collegare il suo nome con quello di in un gruppo di viaggiatori del tempo tra le cui fila c’è anche Constantine, l’uomo a cui Astra sta dando la caccia e di cui vuole vendicarsi. Ed ecco spiegato come le due Parche finiscono per incrociare la strada delle Leggende che, nel frattempo, rintracciano un secondo pezzo del Telaio del Destino nelle moderne foreste di Vancouver, dove Sara, Charlie e John si recano, finendo accidentalmente per imbattersi nel set di Supernatural, che sta girando un episodio in quegli stessi luoghi e la cui troupe viene appunto aggredita dalle due divinità. Ed il fatto che, in tempi di coronavirus, in cui le riprese di Supernatural sono state davvero interrotte, si omaggi una serie la cui produzione viene bloccata per l’intervento delle Parche sia solo una “sfortunata” ma particolarmente azzeccata coincidenza, aggiunge solo ulteriore divertimento ad una trama e ad un ideale crossover che sarebbe stato migliore solo se Jensen Ackles e Jared Padalecki fossero potuti comparire davvero come guest star nell’episodio oltre alla loro mitica automobile, che non è però l’originale dello show, ma solo una replica costruita da un appassionato fan.

Come dicevamo, lo scontro Parche vs. Leggende lascia a terra diverse ed inaspettate vittime: la prima (anche se solo per breve tempo) è, come già anticipato, John, la seconda – anche in questo caso solo temporaneamente – sarà Sara, che apparentemente e per i suoi trascorsi con la morte e la resurrezione con il Pozzo di Lazzaro, non può essere considerata esattamente una normale essere vivente, argomento che ci auguriamo venga approfondito più avanti nella stagione ed infine Behrad a cui Atropo, in una scena davvero molto suggestiva, strappa dal petto il filo della vita e glielo taglia, uccidendolo, poco prima di essere affrontata sulla Waverider da Sara e Charlie, che riusciranno a recuperare i pezzi del Telaio a loro sottratti e cacciarla dall’astronave.

Il triste destino di Behrad avrà inevitabilmente pesanti conseguenze su Zari-Influencer che, impegnata grazie ad alcune droghe psicotrope a fare un viaggio alla ricerca di se stessa, incontrerà Zari-hacker e avrà l’opportunità di confrontarsi con una versione di se stessa che non conosceva se non tramite le parole dei suoi nuovi amici, ma le cui capacità segretamente invidia e che le ha dato di fatto l’opportunità di esistere quando ha creato una nuova timeline salvando Heyworld. Tala Ashe ha già dimostrato un notevole talento nel differenziare i due personaggi, ma in Zari, Not Zari, che le permette di recitare questo doppio ruolo a diretto confronto, dà davvero il meglio di sé, culminando la sua ottima interpretazione con la scena in cui apprende della dipartita del fratello e promette a Constantine che non lascerà il suo fianco, fino a che non l’avrà aiutata a vendicarne la morte.

L’unica nota stonata in un episodio altrimenti perfetto, è la trama dedicata ad Ava e Mick, i quali cercando in maniera decisamente impacciata di rimediare al disastroso rapporto che Mick ha con la figlia, viaggiando indiscriminatamente indietro nel tempo per costruire per la ragazza una serie di ricordi piacevoli, che si trasformeranno però solo in un nuovo motivo di astio della ragazza per la capacità del padre di sparire continuamente dalla sua vita. Per quanto divertenti siano alcune scene, una tra tutte quella in cui padre e figlia si mascherano da Heat Wave e Captain Cold per Halloween, resta la generica perplessità per il modo in cui il personaggio interpretato da Dominic Purcell viene sottostimato e mal utilizzato, soprattutto in un contesto in cui la serie, nel giro di pochissimi episodi, ha perso ben tre importanti membri del suo cast.

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Il 9° episodio della 5^ stagione di Legends of Tomorrow, intitolato The Great British Fake Off, andrà in onda negli Stati Uniti martedì 28 aprile, per altre curiosità sulle serie dell’Arrowverse attualmente seguite la nostra pagina speciale DC Superheroes!