Summertime: la recensione

Summertime è la nuova serie italiana, prodotta da Cattleya, disponibile da oggi su Netflix con una stagione composta da otto episodi e la cui storia è (molto liberamente) ispirata a Tre metri sopra il cielo, il celebre romanzo scritto da Federico Moccia.

Al centro della trama c’è un gruppo di teenager che, come suggerisce il titolo, durante un’estate iniziano a fare i conti con amori, sogni, problemi e una crescita personale che li porterà a prendere delle decisioni importanti in grado di cambiare la loro vita.
Summer (l’esordiente Coco Rebecca Edogamhe) odia l’estate, periodo in cui è obbligata ad affrontare le conseguenze del lavoro del padre, un musicista che trascorre molto tempo in tour, e della madre che lavora in un lido balneare per tutta la stagione. La ragazza deve quindi occuparsi anche della sorella minore Blue (Alicia Ann Edogamhe) e del suo lavoro in un hotel, impegno preso per poter guadagnare un po’ di soldi necessari a permetterle di allontarsi dalla vita di provincia che le sta tanto stretta.
Ale (Ludovico Tersigni) è invece un campione di moto che ha subito un incidente, rischiando di stroncare una carriera promettente. L’estate lo porterà ad avvicinarsi a Summer e l’incontro con la teenager gli farà in parte cambiare molte idee.

Dario (Andrea Lattanzi) è il miglior amico di Ale che lavora in un’officina e spera di essere coinvolto di più nel circuito professionale. In attesa di una grande occasione il giovane ha dei piccoli lavori come DJ, attività che gli permette di conoscere Sofia (Amanda Campana), cresciuta insieme a Summer e dal carattere estroverso e in cerca della propria identità.
Edo (Giovanni Maini) è invece il miglior amico di Summer che, avendo perso la madre quando era un bambino, si è sentito accolto dalla famiglia della ragazza per cui prova dei sentimenti che superano il confine dell’amicizia. Il teenager, durante l’estate, proverà a trovare il proprio posto nel mondo.

Oltre ai teenager nel mondo di Summertime c’è posto anche per gli adulti: da Isabella (Thony), la madre di Summer che ha abbandonato le sue aspirazioni artistiche per occuparsi delle figlie, a Maurizio (Mario Sgueglia), il padre di Ale che è spesso in conflitto con il figlio.

Le otto puntate della serie, dirette da Lorenzo Sportiello e Francesco Lagi, sfruttano con una certa bravura gli schermi ormai colladauti delle serie che affrontano il mondo degli adolescenti portando sullo schermo amori contrastati da situazioni sociali diverse, amicizie che nascondono amori non detti, tentativi di capire quali sono i propri obiettivi nella vita e contrasti in famiglia per motivi piccoli e grandi.
L’effetto nostalgia per chi è ormai adulto e la possibilità di immedesimarsi per chi è in teenager sono così immediati: le situazioni sono meno estremizzate rispetto ad altri progetti targati Netflix, come il successo Elite, e l’atmosfera è ben costruita per ricordare gli assolati mesi estivi in cui i corridoi scolastici sono temporaneamente un ricordo sostituito da serate all’insegna delle feste tra amici e giornate in spiaggia che quando finiscono, come verrà ricordato nella serie con uno scambio di battute destinato a diventare memorabile soprattutto in tempo di quarantena, lasciano dentro una sensazione di tristezza e all’insegna dell’inevitabile consapevolezza che si sta chiudendo un capitolo della propria vita.
La sceneggiatura di Summertime riesce poi intelligentemente a sviluppare il percorso individuale di ognuno dei protagonisti e la ricerca dei personaggi delle risposte alle proprie domande esistenziali non è per fortuna destinata ad avere un epilogo cupo come quello di Moby Dick, romanzo che accompagna Summer durante tutta l’estate.

A convincere in positivo è poi la cura con cui si è prodotto il nuovo progetto italiano: la fotografia di Summertime sa creare l’atmosfera giusta e la costruzione del mondo in cui vivono i protagonisti è ben gestita dal punto di vista visivo e scenografico, enfatizzando con bravura tramonti e mari splendenti. Una nota di merito va data anche alla colonna sonora dello show che, come aveva anticipato anche il trailer, sfrutta le composizioni di Giorgio Poli e una selezione di brani che spaziano dai grandi classici della musica italiana a brani più recenti di artisti molto amati dai giovani come Francesa Michielin, Salmo, Tommaso Paradiso e Achille Lauro.

Le interpretazioni del cast non sono tutte di altissimo livello, tuttavia Coco Rebecca Edogamhe possiede un carisma innegabile e sa creare il giusto feeling con il più esperto Ludovico Tersigni, già conosciuto dagli appassionati di serie tv grazie a SKAM. Buone anche le prove di Amanda Campana, che rende la sua Sofia un misto di vulnerabilità e determinazione, e di Giovanni Maini con il suo Edo alle prese con uno degli intrecci che sul finale regala più di un momento divertente grazie all’entrata in scena di una coetanea vicentina dal carattere spumeggiante.

Summertime non è, ovviamente, priva di difetti e in più momenti la sceneggiatura scivola in cliché romantici e sopra le righe, mentre le interazioni tra adulti e giovani appaiono un po’ troppo delineate a grandi linee e stereotipate, elementi comunque equilibrati da alcune scene maggiormente realistiche e non prive di coraggio, essendo inserite in un prodotto destinato a un pubblico giovane.
La visione ha il merito di scivolare in modo piacevole e comunque coinvolgente, in particolare nella seconda metà, concedendosi il giusto tempo per delineare con la giusta dose di sfumature ogni personaggio e seguirne l’evoluzione.

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