The Flash 6×17 “Liberation”: la recensione

C’è voluto fin troppo tempo a Barry Allen per scoprire che la persona che aveva accanto non era davvero sua moglie Iris e anche se l’iper sdolcinata scena finale WestAllen di questo episodio di The Flash avrebbe dovuto convincerci che la solidità di questa coppia trascende spazio, tempo e dimensioni, è un po’ difficile accettare che lo strano comportamento di Iris non abbia fatto sollevare già da prima nel marito qualche dubbio.

A giustificazione di Barry c’è sicuramente il fatto che, negli ultimi tempi, è stato distratto dal tentativo di rimediare al problema della lenta ed inesorabile morte della Forza della Velocità, ma in un certo senso, e come gli rinfaccerà d’altronde anche la stessa Iris-Specchio, è curioso che un marito non si accorga che la donna accanto a cui dorme non sia la propria moglie. E proprio a proposito di questa specifica battuta di Iris-Specchio, sul “condividere il letto” con Barry, le sue parole ci hanno improvvisamente fatto realizzare come The Flash sia effettivamente la più puritana tra le serie dell’Arrowverse, considerato come persino il timido accenno al fatto che marito e moglie facciano sesso sembri pronunciato come una cosa quasi troppo scandalosa per essere detta ad alta voce o in maniera esplicita, una sensazione confermata in parte anche dall’ideale e finale botta e risposta degli WestAllen che, pur attraverso uno specchio ed impossibilitati a sentirsi a vicenda, fanno sostanzialmente un ennesimo voto di ascetico amore eterno che dovrebbe rimediare alla loro inspiegabile distrazione.

Un altro aspetto piuttosto evidente, ma non necessariamente negativo, di Liberation è che, non per la prima volta in questa stagione, Barry non indossa il costume del velocista, una scelta forse dovuta alla necessità di bilanciare il budget prosciugato con il crossover-evento o di usarlo in questa puntata per gli effetti speciali necessari per il ritorno di Sendhil Ramamurthy nel ruolo di Bloodwork o per il fantastico scontro Barry/Iris-Specchio in stile T-1000 di Terminator, che segna forse una delle scene di lotta più creative e meglio eseguite della serie.

Quel che è certo, come d’altronde già accaduto con la puntata precedente, è che Liberation è ancora una volta un episodio Iris-centrico e che Candice Patton non delude affatto in questo doppio ruolo, il che fa rimpiangere che si siano dovute attendere 6 stagioni ed un nuovo showrunner per darle una trama degna di questo nome, in cui poterla vedere finalmente brillare in un ruolo che sviluppi l’individualità del suo personaggio, piuttosto che sprecarla con storyline come “noi siamo The Flash“. Non solo infatti l’attrice è assolutamente credibile quando si scontra con Barry poco prima di morire, ma dà il meglio di sé soprattutto quando si tratta di rendere credibile il dilemma morale nel quale si dibatte il suo personaggio. Vivendo al di là dello specchio e avendo l’opportunità di sperimentare le sensazioni della vera Iris, Iris-Specchio non riesce più infatti ad essere un mero esecutore degli ordini di sua “madre“, termine che sia lei che Kamilla-Specchio e Singh-Specchio usano per la prima per appellare Eva McCulloch, ma comincia a provare degli inaspettati e sconosciuti sentimenti, che le fanno mettere in dubbio lo scopo della sua vera missione. Fidarsi indiscriminatamente della propria creatrice o di ciò che sta provando per la prima volta? Il dubbio e la paura dell’ignoto sono perfettamente chiari sul volto di Iris-Specchio mentre cerca di portare a termine la missione che le è stata affidata, ma come ogni creatura che sviluppi una propria individualità per la prima volta, alla fine, sarà proprio questa a prevalere, anche se questo finirà per costarle la vita. Essendo Eva dominata dalla sua ossessione di fuggire dall’Universo-Specchio e vendicarsi del marito, per raggiungere il suo scopo non esita ad usare Iris-Specchio, Kamilla-Specchio e Singh-Specchio come perdine del proprio piano, ma commette anche l’errore di non si rendersi conto che aver creato delle immagini speculari di queste persone, ha significato lasciare in loro parte della loro natura e quella di Iris, volente o nolente, sarà sempre caratterizzata dall’amore che prova per Barry.

Il ritorno di Bloodwork, infine, è un’ulteriore ed in parte inaspettata (e sottolineiamo “in parte“, perché ad ascoltare bene le anticipazioni dello showrunner, c’erano già stati dati tutti i segnali che il personaggio sarebbe potuto tornare prima della fine della stagione) soluzione che renderà il finale di stagione che si avvicina inesorabile, particolarmente complicato per il velocista scarlatto, che non dovrà solo riportare indietro Iris dall’Universo-Specchio, ma si troverà anche ad affrontare Eva, il marito di lei con i suoi loschi piani ed ora persino un nemico che credeva sconfitto, il tutto senza la sua velocità.

CORRELATO A THE FLASH 6×17 RECENSIONE

Il 18° e penultimo episodio della 6^ stagione The Flash, intitolato Pay the Piper, andrà in onda negli Stati Uniti martedì 5 maggio, mentre in Italia la serie ha debuttato il 26 marzo su Premium Action (canale 125 di Sky).

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