The Mandalorian 1×06 “The Prisoner”: la recensione

The Prisoner è probabilmente la più episodica delle puntate viste finora in The Mandalorian: un’avventura chiusa e compiuta, che ci mostra il protagonista alle prese con un tipo diverso di missione. Nel cuore centrale della prima stagione della serie di Star Wars, praticamente intercambiabile come cronologia rispetto alle due puntate che l’hanno preceduta, conferma l’approccio alla storia. Il mandaloriano affronta una missione in compagnia di un gruppo di alleati molto provvisori e molto instabili, e la situazione non ci metterà molto a complicarsi ancora di più.

L’obiettivo è quello di infiltrarsi in una prigione della Nuova Repubblica per far fuggire un prigioniero. È solo un lavoro, o forse no, dato che per il mandaloriano significa collaborare con un gruppo di criminali molto lontani dal modo “etico” con il quale lui ha sempre inteso ogni suo gesto. E non è l’unico elemento di complicazioni. Fra di essi c’è chi lo conosce già, e può portare alla luce comportamenti violenti del passato nel quale il personaggio, dopo l’incontro con Baby Yoda, forse non si riconosce più del tutto. Inoltre, lo spazio quasi sacro della Razor Crest è violato: la nave grazie al suo sistema anti tracciamento è infatti l’ideale per avvicinarsi alla prigione.

L’elemento della fuga da una prigione, o comunque da un luogo in cui qualcuno è tenuto contro la sua volontà, è qualcosa di classico nella saga di Guerre Stellari. Qui però non si tratta di salvare una principessa o un amico in difficoltà. The Mandalorian conferma di muoversi in quella zona grigia dove tutto è davvero in nome del profitto – altro che Han Solo – e le alleanze somigliano a delle tregue forzate. La scrittura della puntata e dei personaggi è semplice quanto potremo aspettarci giunti a questo punto, ma nei casi migliori riesce a costruire piccole sfumature per ogni membro della banda. Su tutti spicca senza dubbio Natalia Tena (Game of Thrones) nel ruolo di una Twi’lek che, un po’ per aspetto, un po’ per atteggiamento, potrebbe ricordare Harley Quinn. Ma c’è anche Clancy Brown nel ruolo di un Devaroniano.

The Mandalorian, serie e protagonista, riduce al minimo il rischio di compromessi dovendo muoversi in una prigione controllata quasi esclusivamente da droidi (che notoriamente al personaggio non piacciono). Quando però ci sarà da confrontarsi improvvisamente con un umano, il nostro personaggio farà la scelta giusta. Si arriva, molto prevedibilmente, al tradimento degli altri criminali e allo scontro diretto, e anche qui – scopriremo nel finale – il nostro riuscirà a neutralizzarli senza ucciderli. Giusto un po’ di sana vendetta nel finale, quando fa intercettare la base criminale dagli X-Wing della Repubblica, ma anche qui la scrittura sembra prediligere la giusta punizione dei cattivi.

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