The Mandalorian 1×07: la recensione

Misurato al dettaglio nel finale così come lo è stato fino ad ora, The Mandalorian nell’arrivare alla conclusione stagionale fa quel che ci aspettavamo. Dopo aver bilanciato tre puntate di storia e tre molto episodiche, nel doppio finale ritorna alle origini, raccoglie tutti i vari alleati delle puntate e prepara lo scontro con il cattivo. Si torna quindi dove tutto è iniziato, stanchi di fuggire e pronti ad affrontare lo scontro con il cliente. C’è la fase di preparazione e reclutamento e quella dell’incontro, fino al cliffhanger prima del finale di stagione.

Il mandaloriano è contattato da Greef Karga, che gli propone di allearsi per sconfiggere gli imperiali rimasti sul pianeta. Il protagonista decide di rischiare, contatta Cara Dune e Kuill e insieme scendono su Nevarro. Qui incontrano Karga insieme ad altri due personaggi. Dopo le diffidenze iniziali, il gruppo si avvia, ma viene attaccato da delle creature alate. Karga, ferito mortalmente, è guarito dai poteri straordinari di Baby Yoda. Ha quindi un ripensamento: avrebbe tradito i suoi compagni, ma ora non può più farlo. Piuttosto, li avverte del pericolo. Insieme si preparano a scontrarsi con il Cliente, mentre Kuill porta lontano la creatura. Tuttavia, sul posto arriva l’ancor più pericoloso Moff Gideon. Soldati raggiungono Kuill e lo uccidono, mentre la creaturina viene rapita.

Al suo meglio, The Mandalorian riesce davvero a filtrare quello sguardo sulla galassia sempre eccezionale, ma che proviene da chi a quell’eccezionalità non è del tutto abituato. Qui Baby Yoda condivide lo stesso potere di guarigione mostrato in Episodio IX, eppure tutto è mostrato in modo meno epico, più raccolto, forse più misterioso. Oltre ad essere un altro punto in comune tra la creaturina ed ET, si tratta di un momento di sorpresa, magia, pura ingenuità di fronte all’ignoto per un gruppo di veterani che sono invece definiti interamente da quel che hanno affrontato in passato. L’episodio ce lo ricorda, anche attraverso il ritorno di IG-11, che Kuill ha modificato per trasformarlo in un alleato.

Tutti sono diffidenti, tutti hanno un motivo per dubitare dell’altro. Il mandaloriano odia i droidi per quel che hanno fatto durante la guerra, Cara Dune e Kuill erano sui lati opposti degli schieramenti, nessuno si fida davvero di Karga. L’intreccio prende quelle contraddizioni e fonda su di esse il legame del gruppo, sostenuto da Baby Yoda. E in quei piccoli dettagli (come la creaturina che non capisce una situazione e soffoca Cara) riesce comunque a dare forza e identità ad una storia che non potrebbe essere più semplice e lineare. Piccoli archetipi che hanno un volto anche quando, come nel caso del mandaloriano, questo non ci viene mostrato.

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