Westworld 3×04 “Mother of Exiles”: la recensione

Dolores è un virus informatico. È l’anomalia che fa a pezzi il codice, si infiltra nei difetti di programmazione e replica se stessa all’infinito. Era qualcosa che gli episodi precedenti suggerivano, ma che The Mother of Exiles rende davvero palese. Tutto l’episodio, che segna il giro di boa per la terza stagione di Westworld, porta avanti una serie di storie parallele che tendono tutte alla rivelazione attesa. Scopriamo infine chi si trova dentro i corpi non solo di Charlotte Hale, ma anche degli altri host utilizzati da Dolores: e lei stessa, è sempre stata lei. Dopo una vita – più vite – di soprusi e tradimenti, Dolores può solo rivolgersi a se stessa per la propria vendetta.

Tutto questo è raccontato in un episodio racchiuso tra le parentesi che probabilmente chiudono la storia di William. L’uomo in nero che ha sacrificato tutta la sua vita alle proprie ossessioni, e che alla fine rimane così, tormentato dai fantasmi del suo passato. Dall’uomo in nero all’uomo in bianco dell’ultima immagine, e nel mezzo ci sono i dubbi sulla propria identità, le visioni di Emily e di Dolores, l’ultima vendetta da parte di quest’ultima. Intanto, Serac e le Dolores si scontrano a distanza per il controllo della società.

Maeve trova un senso alla propria collaborazione con l’uomo nella possibilità di riunirsi con la figlia, e scopriamo che le motivazioni di Serac dipendono dal trauma della distruzione di Parigi. Bernard e Stubbs cercano di fermare i piani di Dolores e Caleb dopo che questi ultimi si sono impadroniti del patrimonio di Liam. Tutti loro, come William, capiscono infine che nelle cinque sfere portate via da Dolores ci sono altrettante copie della sua identità.

Ancora una volta, Westworld in questa stagione evidenzia il paragone con le passate stagioni e rafforza i punti in comune. Il richiamo ad eventi e situazioni del passato ritorna più volte, in linea con l’idea che tra un mondo programmato da zero e uno meticolosamente controllato non ci sia poi tanta differenza. L’illusione, del potere, della ricchezza, del controllo, è ovunque. Per tornare al discorso iniziale, allora, Dolores è l’anomalia imprevista che getta scompiglio nel codice: è l’agente Smith che nasce come prodotto del sistema, ma che assume coscienza di sé e inizia a replicarsi fino a manipolare la realtà.

Ma Westworld rigetta contrapposizioni così semplici. Certo Maeve non è l’eletta chiamata a battersi con lei, e tra il controllo totale di Serac e la rivoluzione distruttiva di Dolores i buoni non esistono.

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Vi ricordiamo che la serie va in onda in contemporanea in Italia dal 16 marzo:

  • In versione originale sottotitolata dalle 2.00 della notte fra domenica 15 e lunedì 16 marzo e poi alle 20.15, su Sky Atlantic e Now TV
  • Dalla settimana successiva in versione originale sottotitolata dalle 3.00 della notte tra domenica e lunedì e poi il lunedì alle 21.15

Tutta la serie è disponibile on demand e in streaming su Now Tv.