Batwoman 1×18 “If You Believe In Me,I’ll Believe In You”: la recensione

Batwoman si sta confermando la serie dei colpi di scena, ma non fine a se stessi e prevedibili, quanto piuttosto ben giocati e funzionali alla trama che riescono non solo a sorprendere gli spettatori, ma che risultano anche genuinamente godibili, contribuendo così a far salire il desiderio di tornare a guardare l’episodio successivo, il che – dal punto di vista della narrazione – non è un pregio da sottovalutare.

Uno degli elementi che spicca da questo episodio è il modo in cui lentamente, ma inesorabilmente, si stia formando il Team Batwoman. Partita come una missione (quasi) solitaria, come d’altronde quella di molti eroi dell’Arrowverse, quella di Kate Kane si sta ormai trasformando in una crociata con il suo esercito di affiliati che desiderano aderirvi. E certamente non vi è membro del potenziale gruppo più entusiasta di Mary Hamilton (Nicole Kang) che, nonostante il suo imprudente trasporto e sebbene – come in ogni serie di supereroi che si rispetti – finisca per scontrarsi con la preoccupazione della protagonista che, pur fidandosi ciecamente di lei, non vuole vederla rischiare la vita come membro ufficiale del team, finisce per essere colei che salva la giornata.

In una puntata che raccoglie inoltre ben quattro donne gay (Kate, Sophie, Julia e Reagan) in più di una scena, tutte in pieno controllo e ben consapevoli delle proprie capacità, è impossibile dimenticare come questo show sia nato e continui ad essere un omaggio ad una realtà che solitamente non gode di questo genere di rappresentazione in televisione ed al quale è quindi più che lecito perdonare un eccessivo entusiasmo nel sottolineare come al mondo esistono anche persone omosessuali, come eterosessuali, che non hanno nulla da nascondere né di cui vergognarsi, compresa una sana e normalissima vita sociale (e sì, anche sessuale).

E di vita sociale ne viene rappresentata parecchia in questo episodio in cui Batwoman, alla ricerca del diario perduto di Lucius Fox, va appunto in missionne con Julia Pennyworth per tentare di recuperarlo e finisce per venire catturata e venduta al miglior offerente per essere uccisa. A salvare la situazione, come anticipavamo, finirà per essere appunto la tanto sottovalutata Mary che, come erede della famiglia Hamilton, si presenterà all’asta, mostrandosi interessata alla tecnologia dietro al costume di Batwoman, per aiutare la sorella a fuggire e salvarle così la vita. L’episodio, diretto da James Bamford, coordinatore degli stuntman di Arrow, trasformatosi con il tempo in uno dei registi più usati ed apprezzati dalla produzione della capostipite dell’Arrowverse, non per nulla ha alcune delle migliori scene di lotta che abbiamo visto fino ad ora nello show, con una regia che fa un saggio e non eccessivo uso della tecnica dello slow motion, ma continua purtroppo a peccare, sempre nelle stesse scene, di un uso troppo parsimonioso della luce.

Dal punto di vista degli omaggi all’universo del Cavaliere Nero, in If You Believe In Me, I’ll Believe In You, Batman viene citato molto spesso e soprattutto perché la sua vera identità viene esposta più di una volta: la prima quando Tommy Elliot (Gabriel Mann), il futuro Hush (che vedremo all’opera nel prossimo episodio), uno dei migliori amici di vecchia data di Bruce, rivela la sua vera identità ad Alice e Mouse e la seconda quando Luke si lascia inavvertitamente scappare il suo segreto con Mary, il che – se davvero ce ne fosse bisogno – ci dà quasi la garanzia che sarà difficile vedere il personaggio fare un’apparizione della serie, non fosse altro per la certezza che quasi tutti finiranno per conoscerne il segreto.

In quanto ai colpi di scena a cui abbiamo fatto riferimento, i più interessati riguardano Reagan (Brianne Howey) e Julia. Della prima apprendiamo infatti che sta cercando di recuperare il diario di Lucius per conto di qualcuno di cui non conosciamo l’identità e che questo non fa necessariamente di lei qualcuno che trama alle spalle di Kate, considerato come il suo alleato potrebbe addirittura essere lo stesso Bruce, mentre della seconda ci viene rivelato che in realtà Regan è la sorella di Margot, alias Magpie (Rachel Matthews), la quale stava a sua volta collaborando con Alice che vuole il diario che nasconde secondo lei il segreto per uccidere Batwoman e che finirà invece per scoprire come questo preziosissimo custode di segreti sia scritto in codice e quindi, almeno per ora, indecifrabile. La scoperta – è legittimo pensarlo – potrebbe quindi mettere a repentaglio la sicurezza di Luke, il quale potrebbe essere visto visto dai emici di Batwoman come l’unica persona in grado di decifrare il codice del padre.

CORRELATO A BATWOMAN 1×18 RECENSIONE

Il penultimo episodio della prima stagione di Batwoman, intitolato A Secret Kept From All the Rest, andrà in onda negli Stati Uniti domenica 11 maggio su The CW, per altre curiosità sulla serie, attualmente in onda in Italia su Prime Action, (canale 125 di Sky) seguite la nostra pagina speciale DC Superheroes!