Blindspot 5×01 “I Came to Sleigh”: la recensione

Blindspot torna questa settimana per la sua 5^ ed ultima stagione a due mesi dal finale dello scorso anno, mostrandoci come il Team, quasi al completo, sia riuscito a scampare all’esplosione del rifugio nel quale si trovava. Dal punto di vista narrativo, non tutte le serie state fortunate come quella creata da Martin Gero. Nonostante infatti lo show abbia avuto ascolti drammaticamente al ribasso nelle ultime stagioni, il network gli ha concesso il privilegio di un inaspettato rinnovo, che desse agli autori l’opportunità di poter scrivere la parola fine alle rocambolesche avventure di Jane (Jaimie Alexander) e compagni. Quello su cui possiamo criticamente discutere è se davvero ci fosse il margine per continuare questo racconto.

Parlando per esempio del cliffhanger della scorsa stagione, era evidente che – nonostante l’impegno di Madeline Burke – i membri del team non sarebbero morti in quel rifugio, anche se, inaspettatamente, gli autori hanno scelto di sacrificare uno di loro per aumentare il coinvolgimento del resto della squadra che non solo dovrà ora cercare di riabilitarsi agli occhi del mondo per evitare di essere dei fuggitivi per tutta la vita, ma avrà così anche uno scopo comune per cui battersi: vendicare la morte di Reade (Rob Brown).

Il legame tra Jane, Weller, Reade, Zapata, Patterson e Rich Dotcom è sempre stato il punto forte di questa serie, il fatto che sia scelto quindi di sacrificare uno di loro per dare maggiore spessore emotivo a questa stagione, è un comprensibile ed efficace escamotage, soprattutto quando l’inaspettata dipartita di Edgar avviene proprio nel momento in cui lui e Zapata avevano finalmente deciso di lasciarsi andare ai sentimenti che provavano uno per l’altra, tanto da far sacrificare Reade per salvare la vita di Tasha nell’attentato orchestrato da Madeline. Parlando in termini più generali, è inoltre importante che certe azioni abbiano delle serie conseguenze, soprattutto considerato come, alcune serie TV, tendano a far succedere grandiosi eventi che potrebbero ribaltare lo status quo di uno show, per non avere poi di fatto il coraggio di cambiare nulla. La morte di Reade, in questo caso, oltre a dare motivazione al team, sicuramente avrà pesanti ripercussioni sul personaggio di Tasha, che per un lungo periodo ha camminato su un terreno decisamente accidentato, che l’ha messa nella posizione di stare, per così dire, dalla parte sbagliata della storia.

Se quindi l’elemento emozionale è sicuramente ciò che funziona maggiormente in I Came to Sleigh, ciò che come sempre lascia a desiderare in questo show è quel minimo di senso logico che non faccia vivere gli eventi come qualcosa di talmente irrealistico da rasentare il ridicolo. Blindspot non è certamente una serie che tratta argomenti plausibili, giudicarla quindi in quest’ottica significa forse un po’ ucciderla, ma la domanda che sorge spontanea e che spesso questo show solleva, è se esista un limite all’assurdo.

Questa 5^ stagione, per esempio, riparte con Madeline Burke, un personaggio che fino a qualche tempo fa era da considerarsi null’altro che una terrorista, che si ritrova sostanzialmente a capo dell’FBI e che usa un’agenzia governativa come il suo personale braccio armato, andando in giro ad uccidere e torturare gente come se nulla fosse e con Matthew Weitz (Aaron Abrams) ed Afreen (Ami Sheth) – la sostituta di Patterson ed un personaggio che apparentemente non merita nemmeno l’onore di un cognome – come unico baluardo di giustizia in un sistema ormai marcio, più che corrotto. L’idea di un gruppo di agenti che si ribella al sistema e che viene considerato quindi il nemico da combattere, quando sono nella realtà dalla parte della giustizia, non è certo nuova e, a nostro avviso, in Blindspot, avrebbe forse potuto essere sviluppata con maggiore realismo, riservando “il racconto dell’assurdo” per altri momenti, come per esempio il rocambolesco modo in cui il gruppo riesce ad intrufolarsi in una prigione segreta della CIA e liberare Rich Dotcom (Ennis Esmer) con l’aiuto di Shohid Ahktar (Ajay Naidu).

La missione finale di Jane, Weller e compagni è quindi decisa: riabilitare il loro nome e vendicare Reade, cosa che dovranno riuscire a fare sfuggendo da Madeline e contemporaneamente cercando di capire chi abbia lasciato loro quel messaggio a Times Square, i cui schermi – all’inizio dell’episodio – vengono misteriosamente hackerati per trasmettere un’immagine del tatuaggio dell’uccello che Jane ha sul collo. Sarà un nemico o un amico e soprattutto sarà un personaggio che già conosciamo o qualcuno che entrerà espressamente in gioco per questa 5^ e finale stagione?

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La 5^ ed ultima stagione di Blindspot va in onda negli Stati Uniti ogni giovedì sulla NBC.