Supergirl 5×19 “Immortal Kombat”: la recensione [FINALE DI STAGIONE]

Immortal Kombat, il finale della 5^ stagione di Supergirl è, pur con qualche evidente difetto, un soddisfacente ultimo episodio. Nell’insieme di una stagione che pure non è stata certamente tra le peggiori dello show e non è nemmeno annoverabile tra le più riuscite, questa puntata fa dopotutto un tentativo, solo in parte riuscito, di salvare il salvabile, in una situazione in cui gli autori si sono trovati a dover concludere tutte le trame con un episodio di anticipo, una condizione quindi decisamente meno complicata di quella in cui erano le produzioni di The Flash o Batwoman.

Questo finale di stagione, come anticipavamo, ha sicuramente alcuni meriti, tra cui soprattutto quello di aver finalmente dato il respiro che serviva alla storyline legata a Kara e Lena. Uno degli aspetti forse più snervanti di quest’anno è stata la scelta di mettere sostanzialmente in pausa il conflitto tra le due, attendendo troppo a lungo per metterle a confronto come succede invece in questa puntata. Come avevamo già accennato nella recensione di “The Missing Link”, il fatto che Lena si fosse recata a casa di Kara per invocare il suo perdono, non poteva essere sufficiente per sistemare il rapporto tra le due, il che rende particolarmente apprezzabile che i due personaggio abbiano modo di confrontarsi davvero in questo improvvisato finale.

Come abbiamo più volte sottolineato, Kara può infatti aver sbagliato nel non includere Lena in quella ristretta cerchia di amici che conosceva la sua vera identità, ma non ha sicuramente mai agito con l’intento di ferirla, né per mancanza di fiducia nei suoi confronti, cosa che non si può invece dire di quanto Lena ha invece fatto dal momento in cui ha traumaticamente scoperto la verità. Poter sentire quindi Kara dire a chiare lettere come davvero stessero le cose e come lei si sia sentita ad essere manipolata, minacciata e ingannata da colei che considerava un’amica, è esattamente quel genere di sincerità che di cui non solo il pubblico, ma anche la loro amicizia aveva bisogno per salvarsi, con la speranza che questo rapporto non torni ad essere identico a come era prima della loro rottura, ma che – nella prossima stagione – le due possano costruire qualcosa di completamente nuovo, che mostri anche realisticamente come alcune ferite lascino comunque un segno.

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Per quanto concerne invece il cliffhanger finale, che vede trionfare Lex Luthor su Leviathan e sulla Obsidian Tech, a cui segue quel “to be continued“, è interessante osservare come la struttura di una stagione TV non sia sostanzialmente altro che una versione più ampia di un episodio, con una precisa suddivisione in atti e con il coronavirus che ne ha causato l’inaspettata interruzione al 4° atto (invece che al 5° finale), quello cioè in cui i protagonisti subiscono una battuta d’arresto e le circostanze diventano persino più critiche di prima. Nonostante infatti Supergirl ed il resto del team (una menzione speciale va alla neo nata Alex la vigilante!) sembrino apparentemente portare a casa un’importante vittoria, dietro l’angolo li attendono delle brutte sorprese che riguardano un nemico che, ancora una volta, si è rivelato più scaltro di tutti.

Nonostante la stagione sembri concludersi con una nota positiva, Immortal Kombat non risolve affatto il problema che c’è stato con Leviathan e la Obsidian Tech che, fin dall’inizio, sono sembrate delle minacce fin troppo aleatorie per essere davvero considerate tali. La trama di Leviathan, per esempio, si incrocia in questo episodio con la Obsidian Tech e viene ridotta ad una fumosa trasformazione di Gemma in un Dio della Tecnologia con il potere di uccidere tutti i possessori delle lenti che si sono rifugiati nella realtà virtuale creata dalla società di Andrea (che a sua volta viene coinvolta nella battaglia), ma in alcun modo viene spiegato per quale ragione Leviathan voglia assassinare tutte queste persone, né quale vantaggio ne trarrebbe.

Allo stesso modo, la storyline legata a Brainy risulta, oltre che non concludente, anche piuttosto criptica. Se da una parte è infatti Brainy a salvare migliaia di vite rimpicciolendo i membri di Leviathan ed imprigionandoli prima che portino a compimento il loro piano, è evidente che questo suo sacrificio è un disperato tentativo di porre rimedio ad una missione sotto copertura che non ha mai avuto né particolare senso, né tantomeno successo. Resta infatti un mistero il motivo per cui Brainy non abbia coinvolto i suoi amici nel suo piano, soprattutto quando è evidente che, se lo avesse fatto, sarebbe stato un asset invece che un ulteriore problema da risolvere, considerato che da solo non ha mai evidentemente avuto alcuna speranza di superare Lex in scaltrezza.

Ciò detto, la scena in cui parallelamente Supergirl si ritrova nella realtà virtuale della Obsidian e riesce a convincere, con uno dei suoi accorati discorsi, tutti gli utenti ad uscirne, Lena affronta Andrea e protegge Kara e Brainy riesce ad imprigionare i membri di Leviathan, è il genere di climax che ogni finale di stagione dovrebbe avere per essere apprezzato, con l’aggiunta – in questo caso – del trionfo dell’antagonista che, se non altro, rende la struttura di questa stagione diversa dalle altre.

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Come annunciato durante gli Uprfont dal presidente di The CW, Mark Pedowitz, la sesta stagione di Supergirl, presumibilmente per venire incontro alle esigenze personali di Melissa Benoist incinta del suo primo figlio, subirà un ulteriore ritardo e verrà mandata in onda in primavera assieme a Legends of Tomorrow.